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Report: https://www.ecb.europa.eu/pub/pdf/other/Report_on_a_digital_euro~4d7268b458.en.pdf

Consultazione pubblica: https://epsilon.escb.eu/limesurvey3/434111?lang=it

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    Certo, tradurre “asset” con “attività” non facilita la comprensione della differenza tra un Euro digitale e quella che al momento passa sotto il nome di criptovaluta.

    Anche perché immagino che le transazioni con gli € digitali siano cifrate, mica le fanno in chiaro, quindi di fatto diventerebbe anch’essa una criptovaluta. Diversa da quelle che conosciamo attualmente con tale nome, ma sempre di una valuta che fa uso di crittografia si tratta.

    Hanno puntato il dito sugli stablecoin, che anch’essi sono garantiti da moneta versata (beh, non proprio tutti, ma alcuni si): a parte la tecnologia (che è ininfluente ai fini di queste considerazioni) la differenza risiede unicamente nel fatto che da una parte garantisce lo Stato e la BCE, dall’altra la garanzia viene da società a volte sconosciute che in teoria potrebbero fallire.

    Invece…. gli stati non falliscono mai….

    È vero che la BCE ti garantisce che se hai una moneta da €1 puoi sempre pagare con quella (per legge), ma l’inflazione dove la mettiamo? Chi mi garantisce che con quell’Euro, che oggi ci compro un litro di latte, domani potrò continuare a comprarci quel litro di latte, cioè che mantenga lo stesso potere d’acquisto che aveva nel momento in cui l’ho guadagnato col mio duro lavoro? Quindi alla fine anche il valore dell’Euro metallico che ho nel salvadanaio presenta un po’ di volatilità.

    Inoltre molti sottovalutano una cosa: le banche hanno solo una minima liquidità in cassa, il grosso dei soldi li investono sui mercati o in beni mobili ed immobili. Se domani tutti i cittadini europei decidessero di prelevare tutti i loro risparmi dalle banche, cosa leggittima visto che i soldi sono loro e non delle banche, tutto il sistema bancario ed i mercati azionari collasserebbero come un castello di carta.