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Home directories “migrabili”, auto-contenute in un file, protette (Yubikey, LUKS, etc), e senza sottostare alle stratificate incrostazioni di POSIX e Unix

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    Qualsiasi idea si abbia di systemd, è innegabile che sta facendo da molti anni un lavorone di pulizia e di ammodernamento che è andato ben al di là della parte riguardante boot/init/logging (anche perché fa leva su tutte le feature moderne di Linux, come i cgroups per evitare il “doppio fork”, il fatidico SCM_CREDENTIALS per sembrare meno privilegiato al processo richiedente, ecc.).

    Lo standard POSIX (che definisce cos’è Unix, ma praticamente solo Linux lo rispetta) è il fossilizzato guazzabuglio di ideosincrasie accumulatesi fin dai tempi del PDP-7 di Thompson e Ritchie nel 1969: per esempio la /usr/bin deve esistere ancor oggi perché nei primi anni ’70 il volume che includeva /bin era semplicemente… troppo pieno. E non parliamo di sbin, di /usr/local/bin, del fatto che la /etc contenga sia files di configurazione che files di stato di vari processi, più i dati relativi ad ogni utente (sparpagliati fra passwd, shadow, groups…), nonostante gli epici sforzi di far pulizia (dai vari Linux Filesystem Standard alle distribuzioni Linux).