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    Strano modo di dire: “ma è tempo di ricominciare a spendere in centro perché sennò i piccoli commercianti non mi votano”

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      Hai colto il punto. Lo trovo aberrante ma non mi stupisce….

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      Comodo da dire, quando vai al lavoro con l’autista.

      Si vede che non ha mai fatto il pendolare con il treno un’ora la mattina e un’ora la sera…

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        Aggiungerei anche:

        • senza aria condizionata d’estate e senza riscaldamento d’inverno
        • treno in ritardo perché boh
        • treno cancellato perché boh
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        Dichiarazione riparatoria dopo quel “tornare a lavorare” che ha fatto imbestialire un po’ tutti. Il finale è comunque lo stesso, a conferma di un pensiero che, ahimè, non cambia: “bisogna ricominciare a fidarsi. Tornare a riprendere la ricchezza delle nostre vite, che è anzitutto l’insieme di relazioni che intratteniamo. Una città, resa fantasma, è un incubo inaccettabile”.

        Personalmente sono d’accordo sul fatto che lo smart working vada regolamentato. Ma trovo inaccettabile il fatto che si cerchi di “tornare indietro” senza minimamente riflettere su possibili piani di adattamento per il futuro, sia riguardo i tech workers e sia nei confronti di chi andrà incontro ad un calo degli introiti dovuto allo smart working.

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          A me quello che impressiona, più che treno ed economia, è come molti dei miei colleghi senza le distrazioni cuotidiane abbiano iniziato ad investire ed infocarsi su se stessi.

          In particolare molti hanno:

          • iniziato un blog
          • scritto articoli
          • partecipato a corsi online
          • iniziato o contribuito a progetti open
          • iniziato lo sviluppo di prodotti

          Se uno si risparmia 2 ore di treno diario, per 5 giorni alla settimana praticamente si guadagna un giorno lavorativo alla settimana extra di tempo ed energia che uno può riallocare su se stesso.

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            È esattamente il tipo di presa di coscienza che tutti dovrebbero avere, soprattutto noi tech workers. Ed è quello che sto provando a far capire ai miei colleghi. Tutti hanno paura di rimanere isolati come se il lavoro fosse l’unico modo per socializzare.

            Io vivo in un piccolo paesino di provincia, ed ero terrorizzato da ciò. Ma poi ho iniziato a realizzare quanto fosse importante questo piccolo tesoretto di 10 ore settimanali guadagnate.

            Per me equivale ad un cambio totale di paradigma in cui la giornata non è più scandita dagli orari di lavoro. Il weekend non è più l’unica opportunità per rilassarsi o sbrigare faccende personali. Pian piano mi sembra di riprendere in mano la mia vita.

            Scusa lo sproloquio ma come tutti sto ancora assorbendo e canalizzando questi cambiamenti :)