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    Esistono delle black-list di indirizzi IP, acquistabili da queste aziende specializzate, per frustrare l’utenza (anche quella onesta) che si connette al vostro sito da quegli indirizzi “sospetti” di creare finte login, di usare proxy, di inviare spam.

    Ho scoperto costernato che l’IP statico di un certo progetto di lavoro che stenta a decollare (per fortuna, mi tocca a questo punto dire) ha un basso “IP Quality Score” (solo il “65%”, qualunque cosa ciò significhi), stando all’IP Reputation Check di ipqualityscore.com che lo indica come presente in una black-list di SpamHaus a causa di utilizzo di “proxy” (non si capisce bene in che direzione).