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    Unisciti coi link che puoi trovare a fondo pagina alla nostra chat o canale Telegram, oppure alla pagina Facebook per essere aggiornato sul link alla videocall che pubblicheremo a ridosso dell’evento.

    I link suddetti verranno pubblicati anche sul sito?

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      Sarebbe molto poco pratico. Il problema è che non abbiamo ancora rodato la piattaforma a cui ci appoggiamo e nel caso all’ultimo momento non regga, serve un modo per comunicare efficacemente coi partecipanti senza perdercene il grosso per strada. Col sito non funzionerebbe. Inoltre è un evento pubblico ma legato ad una comunità quindi è un modo per incentivare l’interazione e l’inclusione, sul piano umano, dei partecipanti. Comunicare in maniera eterodiretta attraverso il sito tenderebbe ad incentivare un approccio “self-service”, consumistico, alle attività di TWC.

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        Scusa @chobeat, non voglio fare il rompiballe, ma visto che TWC mi ispira molto (tanto da prendere in considerazione l’adesione, seppure non siano chiare le metodologie della stessa), mi dispiace notare problemi che mi sembrano facilmente risolvibili ma che potenzialmente precludono la partecipazione dei lavoratori.

        Sarebbe molto poco pratico.

        Non mi è chiaro come.
        Se puoi aggiornare un link su Facebook, non puoi farlo altrettanto bene anche sul sito?
        Il sito propone un feed (vuoto e visibile solo nell’HTML) che potrebbe aggiornare le persone interessate.
        O potresti creare una semplicissima mailing list.

        Comunicare in maniera eterodiretta attraverso il sito tenderebbe ad incentivare un approccio “self-service”, consumistico, alle attività di TWC

        Non mi è chiaro cosa intendi.

        La comunità è aperta o chiusa?
        O forse vuoi dire che questa comunità esiste su Telegram e Facebook e per aderire bisogna usare necessariamente questi canali?

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          La comunità esiste dove le persone hanno uno spazio comune, che al momento è al 99% telegram. Gli eventi estendono temporaneamente questi spazi ed è giusto renderli il più accessibili possibile ma ci saranno sempre dei compromessi e questi compromessi riflettono le necessità, i valori e i metodi della comunità e delle persone a cui vuole arrivare. Non c’è niente di sbagliato nel modo in cui vuoi essere incluso, ma è un modo di interagire su internet poco comune e poco condiviso. Noi facciamo attivismo per la realtà che abbiamo, non per quella che vorremmo. Quella dev’essere un obiettivo, non un punto di partenza.

          La mailing list di nuovo è eterodiretta e alienante. Sì farà come ti è già stato detto ma non è un low hanging fruit al momento.

          In generale la tua percezione soggettiva di quello che è facilmente risolvibile non si allinea con la nostra, così come gli obiettivi che sembri voler proiettare sull’organizzazione. Ti dici interessato e ne sono contento e lungi da me volerti tenere lontano, ma dalle discussioni avute in questi mesi mi sembri su posizioni davvero lontane da TWC. Poi magari mi sbaglio.

          edit: comunque adesso vedo di mettere un link sul sito e aggiornare il disclaimer dicendo che in caso di emergenza potrebbe cambiare.

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            Ti ringrazio anzitutto per la franchezza.

            Non mi è chiaro come una mailing list (o anche una newsletter, se il problema è informare gli interessati di problemi dell’ultimo momento) sia eterodiretta o alienante. O quanto meno, come lo possa essere più di Telegram.
            Non lo dico in modo polemico: davvero mi sfugge che senso attribuisci a queste parole in quella frase.

            Sulla facilità, io parlo di costi e tempi di risoluzione per l’organizzazione. Avere ANCHE un feed RSS (oltre a Facebbok e Telegram) è facilissimo, economico e più inclusivo, in quanto facilita i lavoratori interessati che non sono su queste piattaforme, senza danneggiare coloro che lo sono.

            Se il link è solo pubblicato su quei canali, invece, chiunque non voglia (come sai, con ottime ragioni) cedere loro informazioni è tagliato fuori, semplicemente perché non sono raggiungibili via Tor.

            così come gli obiettivi che sembri voler proiettare sull’organizzazione

            Oibò quali sarebbero questi obiettivi?

            Io sono una persona come le altre, in una comunità metto a disposizione le mi conoscenze ed i miei valori.

            Non voglio proiettare nulla su TWC, mi sembra solo interessante.

            lungi da me volerti tenere lontano

            Ti ringrazio ma ho l’impressione che non sia una questione personale (lo è?) ma culturale.

            L’escludere i lavoratori che NON usano Facebook e Telegram è una scelta legittima, per carità, ma sembrerebbe voler tenere lontane le persone che dispongono di maggiori competenze tecnologiche.

            Ci possono essere molte giustificazioni per questa scelta, ma alcune mie esperienze precedenti (il Partito Pirata, ma non solo… ;-)) mi hanno insegnato che i leader di una comunità tematica non apprezzano molto persone che ne sanno quanto o più di loro del tema in questione.

            Non so se sia il vostro caso, ma intravedo anche sintomi che ho già visto diverse volte.

            dalle discussioni avute in questi mesi mi sembri su posizioni davvero lontane da TWC

            Questo è possibile.

            Ma è difficile dirlo senza conoscere esattamente le posizioni irremovibili di TWC.

            E d’altro canto, se è una comunita, le sue posizioni possono evolversi con l’arrivo di nuovi membri.

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              Non mi è chiaro come una mailing list (o anche una newsletter, se il problema è informare gli interessati di problemi dell’ultimo momento) sia eterodiretta o alienante. O quanto meno, come lo possa essere più di Telegram. Non lo dico in modo polemico: davvero mi sfugge che senso attribuisci a queste parole in quella frase.

              In una mailing list uno scrive e gli altri, forse, leggono. In una chat c’è dialogo, banalmente.

              Se il link è solo pubblicato su quei canali, invece, chiunque non voglia (come sai, con ottime ragioni) cedere loro informazioni è tagliato fuori, semplicemente perché non sono raggiungibili via Tor.

              Che sono una fetta microscopica del nostro target, probabilmente già radicalizzati, a cui abbiamo poco da dire e che hanno relativamente poco da contribuire alla causa. Se ci interessasse rivolgerci a loro, e magari un giorno potrebbe succedere, daremmo priorità diverse alla nostra presenza online. Se oggi non sei già a quel livello di sicurezza, molto molto difficilmente eviterai di farlo solo per seguire i nostri contenuti. Idealmente non dovremmo porre questo problema, ma pragmaticamente il nostro livello di sicurezza è quello minimo di non venir osservati dai datori di lavoro dei presenti o da aziende estere che potrebbero compiere ritorsioni contro TWC nella sua interezza, intaccando anche noi.

              Oibò quali sarebbero questi obiettivi?

              Non esiste una lista, né obiettivi programmatici, per scelta. Per il momento vogliamo mantenere l’organizzazione fluida. Quindi più che di divergenza di obiettivi, parlerei di divergenza di metodi.

              L’escludere i lavoratori che NON usano Facebook e Telegram è una scelta legittima, per carità, ma sembrerebbe voler tenere lontane le persone che dispongono di maggiori competenze tecnologiche.

              Avere maggiori competenze tecnologiche non significa necessariamente investire frazioni corpose del proprio tempo nel rendersi invisibili e non tracciabili sulla rete. Io quelle competenze ce le avrei, ma non ho nessun incentivo ad andare oltre un certo limite e per alcune cose potrei avere l’incentivo ma non vale il tempo che mi costerebbe. Pensare che chi non sta dietro una VPN, con JS disattivato e il firmware del router custom non lo faccia perché non è capace di farlo è una visione molto distorta della cosa. E comunque non è un gioco a somma 0, siamo consapevoli che ci sono persone con queste necessità o con queste abitudini e non sto dicendo che non le vogliamo includere, semplicemente che non sono in cima alla lista di priorità.

              Ci possono essere molte giustificazioni per questa scelta, ma alcune mie esperienze precedenti (il Partito Pirata, ma non solo… ;-)) mi hanno insegnato che i leader di una comunità tematica non apprezzano molto persone che ne sanno quanto o più di loro del tema in questione. Non so se sia il vostro caso, ma intravedo anche sintomi che ho già visto diverse volte.

              Il problema son sempre gli altri, ve’?

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                Anche in una chat uno scrive e gli altri leggono e forse rispondono. Ma in una chat non ci sono thread definiti da un subject, per cui solo coloro che hanno tempo di stare continuamente collegati riescono a seguire tutte le riflessioni ed a dirigere il dibattito.

                Nel Partito Pirata disponevamo di un forum ufficiale e pubblico luogo deputato da statuto a discutere sia la linea politica, sia le diverse iniziative interne alla Assemblea Permanente (applicazione risevata agli iscritti in cui tutti gli iscritti avevano diritto di voto secondo la democrazia liquida).

                Parallelamente, i membri iniziali del partito, gestivano una chat Telegram pubblica ed alcune chat private riservate attraverso cui organizzavano le proprie attività interne al partito. Queste chat erano estremamente caotiche e gli amministratori arrivavano ad essere offensivi e verbalmente violenti contro alcuni membri del partito (presenti o meno). Io ero uno dei bersagli più frquenti.

                In questo contesto ho avuto modo di osservare che:

                1. Le comunicazioni asincrone con thread (forum o mailing list) rendono estremamente dufficile manipolare la conversazione per i membri più attivi, per quanto organizzati. I thread, per quanto lunghi, mantengono la conversazione seguibile e tutti gli artifici retorici e tutte le contraddizioni possono essere palesate.

                2. Le comunicazioni sincrone senza thread (chat) avvantaggiano nettamente i leader: se un tema viene impostato in assenza degli interessati, tutti coloro che sono indifferenti vedranno con fastidio il suo ripresentarsi più volte, quando diverse persone interessate mettono in discussione la direzione stabilita da una minoranza bene organizzata in precedenza.

                In caso di dibattiti accesi, poi, una chat diventa inutilizzabile per tutti, mentre un forum o una mailing list confina naturalmente il dibattito ad un thread (o pochi fork), mentre il resto della comunità continua a comunicare liberamente. Inoltre la possibilità di scherzare su un thread mentre si dibatte animatamente su un altro permette di mantenere di percepire la differenza fra il topic dibattuto e la relazione personale fra gli interlocutori.


                La scelta di chi includere e chi escludere da Tech Worker Coalition è certamente vostra e legittima.

                Ma visto il nome che avete scelto, sarebbe utile chiarirlo esplicitamente da qualche parte.

                Io sono un Tech Worker, sono iscritto ad un sindacato della CGIL e mi aspeeterei da una coalizione di lavoratori come me di non venire scientemente escluso quando sarebbe così poco costoso permettermi di avvicinarmi, ad esempio mettendo un link ad una video conferenza sul sito.

                Dunque sarebbe utile per chiarezza esplicitare questa scelta, non solo scrivendo quali categorie sono ben venute, ma sopratutto quali non lo sono.

                E davvero, tale chiarezza giova a tutti, sia alla comunità che determina, sia a coloro che esclude, evitando lacerazioni, liti e grandi perdite di tempo.

                Non c’è nulla di male nell’escludere di fatto chi non è, sotto qualsiasi dimensione, uguale ai membri che una comunità aspira ad attrarre (tipicamente simili a coloro che la dirigono). Ma tale eclusione deve essere esplicita, se non vuole danneggiare psicologicamente e socialmente gli esclusi.

                Il problema son sempre gli altri, ve’?

                Ad hominem? :-)

                Comunque sì.

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                  il nostro livello di sicurezza è quello minimo di non venir osservati dai datori di lavoro dei presenti

                  Ancora una piccola cosa su questo.

                  Conosco 7 lavoratori (e lavoratrici) del nostro settore che usano TorBrowser per aggirare il proxy aziensale. A 4 ho spiegato io personalmente come usarlo (e come NON usarlo) perché parlandone fuori era emerso che nelle loro aziende il datore di lavoro tracciava la loro navigazione.

                  Non sono hacker.

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        Per partecipare è consigliato aver già letto il libro di Frayne?

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          Beh, i 3 capitoli consigliati sì. Non è obbligatorio ma chiaramente di quello si parlerà