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“Apple vuole assicurarsi che le apps native siano meno capable delle webapps, altro che privacy concerns”.

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    In risposta a Zdnet. Non a caso The Register è nella lista nera di Apple.

    In linea di principio mi pare perfino che Apple abbia ragione (concedere l’accesso al bluetooth ad una app residente su un server remoto?). E col wasm all’orizzionte (che consentirà apps molto più complesse e a velocità quasi nativa), finirà presto che le apps saranno tutte “remote”, cioè non più un oggetto concettualmente di tua proprietà, ma di proprietà dell’azienda che te le concede, e soggette ai guasti della linea internet di casa/ufficio, ai bug del browser, agli attacchi hacker mirati all’azienda (e soprattutto alle paturnie dei manager dell’azienda stessa: “da oggi non più supportato! da domani l’abbonamento triplica! ieri ti è scaduto Office365, non puoi più stampare né modificare la tesi di laurea che dovevi consegnare in segreteria entro venerdì prossimo!”).