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    Riporto un mio commento scritto altrove: “tutte cose abbastanza facilmente verificabili e non dice nulla di particolarmente nuovo. Non ha una tesi centrale quindi boh. La parte scivolosa è che sembra implicare che questo riassetto, nel lungo termine, sia dannoso verso l’aziende inefficienti e positivo per i lavoratori, ma senza alcuna argomentazione a supporto, limitandosi a ragionare sui fattori di benessere immediato”

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      La pandemia ha scoperchiato il vaso di pandora. Ha portato alla luce incoerenze che erano sotto gli occhi di tutti ma che nessuno aveva il coraggio di mettere in discussione. Forse l’articolo non cita tutte le dovute fonti, ma sento di poter affermare che il sentimento generale è quello un po’ per tutti: a lavorare da remoto ci guadagnano tutti, tranne i micro manager. Può sembrare scontato per alcuni (il fatto che le figure digitali possano lavorare ovunque), ma pensa sia decisamente utile alla cause che il concetto venga ripetuto ancora e ancora.

      Mi ha spiazzato il finale, in cui parla di una riscoperta del lavoratore come sviluppatore indipendente. Pensavo chiudesse col fatto che se le aziende non si adeguano, perderanno talenti (forse).