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    Io ci aggiungo l’hot desking, tutta la comodita’ di lavorare da uno starbucks, con l’atmosfera da ufficio.

    Ho avuto un paio di contatti con recruiter italiani su linkedin e sembra impossibbile cavargli di bocca il RAL, perche’ in italia e’ cosi’ difficile? In UK ogni annuncio ti da un range cosi’ sai se vale la pena fare domanda o no.

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      sembra impossibbile cavargli di bocca il RAL

      Perché bisogna lavorare per passione, come fanno a sapere che sei appassionato se mettono il RAL. Ovvio, no?

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        Per passione e per visibilità!

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        uh, ottimo, aggiungo hot desking e open space

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        una qualunque delle frasi de Il Consulente Imbrutito (1) ma pronunciata seriamente

        Bellissima! :D

        Su alcune cose sono perfettamente d’accordo, su altre un po’ meno, almeno senza contestualizzazione.

        Ad esempio, io lavoro in una multinazionale da 100K+ impiegati, ci si sposta molto, avere hot desk è indispensabile per chi si muove spesso da sede a sede. Inoltre una buona fetta di noi lavora da clienti, quindi è improponibile avere tutte le postazioni negli uffici per tutti gli impiegati, comporterebbe un inutile spreco di soldi. Mediamente ogni giorno qualcuno è dal cliente, qualcuno in trasferta, qualcuno in ferie, qualcuno in malattia, qualcuno lavora da casa, ecc., se avessimo posti fissi per tutti gli impiegati gli uffici sarebbero semivuoti.

        Il lavorare sotto pressione: è una qualità che non tutti hanno, io ho fatto dei training appositi. È qualcosa che mi ha permesso di non soccombere quando sono stato coinvolto in picchi di lavoro. Che lavorare sotto stress non debba diventare la norma è pacifico, con me sfondi una porta aperta, ma bisogna imparare a farlo per quando se ne presenterà la necessità, così come i piloti di aereo vengono addestrati al simulatore per affrontare situazioni estreme. Altrimenti alla prima emergenza vai nel pallone. Certo, se te lo chiedono in fase di colloquio io una domanda me la farei… fa scopa comunque con il punto successivo sull’extra time.

        Altre cose probabilmente provengono da una tua esperienza su azlende piccole, nelle aziende più grandi normalmente non ci sono o sono molto mitigati (es. piano di formazione e crescita, straordinari, decisioni sui progetti, ecc.)

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          Ad esempio, io lavoro in una multinazionale da 100K+ impiegati, ci si sposta molto, avere hot desk è indispensabile per chi si muove spesso da sede a sede. Inoltre una buona fetta di noi lavora da clienti, quindi è improponibile avere tutte le postazioni negli uffici per tutti gli impiegati, comporterebbe un inutile spreco di soldi. Mediamente ogni giorno qualcuno è dal cliente, qualcuno in trasferta, qualcuno in ferie, qualcuno in malattia, qualcuno lavora da casa, ecc., se avessimo posti fissi per tutti gli impiegati gli uffici sarebbero semivuoti.

          Ma chiaramente questa frenesia è il problema vero. L’hot desking è solo il sintomo. E comprare scrivanie per gente che va in giro come una trottola cura il sintomo, non la malattia.

          Il lavorare sotto pressione: è una qualità che non tutti hanno, io ho fatto dei training appositi. È qualcosa che mi ha permesso di non soccombere quando sono stato coinvolto in picchi di lavoro. Che lavorare sotto stress non debba diventare la norma è pacifico, con me sfondi una porta aperta, ma bisogna imparare a farlo per quando se ne presenterà la necessità, così come i piloti di aereo vengono addestrati al simulatore per affrontare situazioni estreme. Altrimenti alla prima emergenza vai nel pallone. Certo, se te lo chiedono in fase di colloquio io una domanda me la farei… fa scopa comunque con il punto successivo sull’extra time.

          Mi sembra che abbiamo già avuto questa discussione. Il problema non è con la skill in sé, il problema è con l’ambiente che finisce per richiederla. E se la metti in un’offerta di lavoro è perché sai già che il tuo ambiente di lavoro è incapace di schermare i lavoratori dal caos organizzativo o dalle pretese dei clienti. Ci sono rare eccezioni in cui questo anche in un sistema ideale è impossibile, ma sono eccezioni. Se devo “saper lavorare sotto pressione” per fare il sito vetrina di un’azienda di formaggi, per me è una red flag.

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            Ma chiaramente questa frenesia è il problema vero. L’hot desking è solo il sintomo. E comprare scrivanie per gente che va in giro come una trottola cura il sintomo, non la malattia.

            Non tutte le aziende sono composte esclusivamente da sviluppatori che sviluppano nel proprio ufficio. Le aziende di consulenza e servizi lavorano prevalentemente dal cliente. “Girare come una trottola” forse è proprio quello che attualmente mi manca ma in passato ho lavorato 4 anni a Siena, un paio di anni in UK, 5 anni a Milano, poi ho lavorato a Vicenza, a Trieste, ecc. La maggior parte delle esperienze le ho fatte lontano da casa, quindi ben venga la trottola se serve per crescere, Da’ modo di conoscere altre realtà, confrontarsi con culture diverse (per me, ad esempio, è stato fondamentale il periodo in UK) e stringere conoscenze che spesso vanno al di là dei rapporti lavorativi e si tramutano in amicizie.

            Mi sembra che abbiamo già avuto questa discussione

            Si, infatti, ricordo, ed alla fine più o meno siamo arrivati ad una posizione abbastanza concorde.

            Intendiamoci, a me non piace lavorare sotto pressione, posso farlo per tempi ridotti se l’esigenza è oggettiva (es. la scadenza di una gara, un fault imprevedibile in produzione, ecc.) ma rifiuto categoricamente di farlo se è stato causato dal primo punto della tua lista ;) cioè da cattiva pianificazione o da bad management. Però la “palestra” che ho fatto in UK sul lavoro sotto pressione, in generale lì si parlava di “working out of confort zone”, è stata fondamentale per aiutarmi a gestire al meglio le emergenze quando le ho incontrate. Chi andrebbe a fare le olimpiadi senza preparazione atletica?

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          Open space

          Hot desking

          Praticamente hai escluso il 95% delle aziende :)

          “noi siamo l’1%, i migliori tra i migliori”

          Questo mi pare di averlo già sentito… Ahahah