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Il documentario Gedi “Una vita senza Big Tech, storie di chi cerca alternative ai giganti del web”, di Andrea Lattanzi, che ha vinto il Premio giornalistico under 35 “Letizia Leviti”

Descrive in modo impeccabile –anche per i non-addetti ai lavori– i principali aspetti legati alla “dipendenza” dalle BigTech, a partire da Google, Apple e Facebook, ed il fatto che… una alternativa ESISTE.

Sono inclusi contributi di:

  • Filippo Della Bianca - fondatore di Mastodon.uno - Gruppo DEVOL
  • Andrea Guani - ideatore sito “Le Alternative”
  • Bertrando Goio - Mondo Linux
  • Stefano Quintarelli - Informatico ed Imprenditore
  • Enrico Sacchi - Ingegnere Elettronico e Self-hoster
  • Mirco Conti - Fridays for future Italia
  • Gael Duval - e.Foundation
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    Interessante. Ho intrapreso tempo fa questo percorso e ne ho parlato proprio su queste pagine ma per quanti sforzi faccia non riesco più a trovare quella discussione: avevo elencato tutti i software alternativi che sto usando in versione self-hosted.

    Comunque a distanza di mesi non rimpiango per niente il calendario, la rubrica o l’email di Google. Il problema maggiore però sono i social: è praticamente impossibile convincere le mie figlie adolescenti a non usare WhatsApp o Instagram, si sentirebbero tagliate fuori dalla società.

    Il problema non è capirlo io o noi che siamo su questo forum, ma farlo capire alla società, quindi ben vengano questi video che andrebbero condivisi il più possibile.

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      Ho visto il video ma purtroppo non viene spiegato quali sono le alternative all’uso per scopi pubblicitari dei dati personali. Oltre al pericolo in caso di dittatura di far conoscere i dati degli oppositori politici, ci sono altri pericoli?

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        Mi vengono in mente discriminazione per razza, censo, religione, provenienza geografica eccetera, sorveglianza di massa. Potenzialmente su una scala molto più grande di quello delle discriminazioni che può attuare la singola persona.

        Consiglio di leggere il libro di Cathy O Neil https://www.penguinrandomhouse.com/books/241363/weapons-of-math-destruction-by-cathy-oneil/ Il libro si legge bene e lì è spiegato molto meglio. Comunque anch io penso che spesso non viene dato abbastanza spazio nel spiegare i pericoli e quanto sono concreti. Lo trovi anche in italiano.