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    Si parla di privati ma non dimentichiamo che anche la Pubblica Amministrazione assume informatici o lavoratori del settore (es. sviluppatori, sistemisti, analisti, ecc.). Ma paradossalmente le cose vanno anche peggio: postazioni di lavoro inadeguate e spesso non a norma, turni di lavoro che non consentono spesso di conciliare vita privata e lavorativa (es. tranne i dirigenti tutti timbrano il cartellino), gerarchia molto rigida, con rapporti formali tra responsabili e “sottoposti” (al direttore si da’ del “lei”), tacito obbligo di giacca e cravatta in sede anche più che nel settore privato.

    Inoltre io non darei molto peso ai rant su reddit o in genere alle opinioni sparate su Internet: solitamente chi scrive di un’azienda è chi si trova male e vuole sfogarsi o vendicarsi, sono più rari i casi di elogi perché chi sta bene magari pensa a lavorare e non ad elogiare la propria azienda in pubblico.

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      Ciao Pietro, sono l’autore dell’articolo. Non ho molta esperienza nel settore pubblico, tranne un’esperienza in poste italiane e alitalia (che sono forse una via di mezzo?). Ma i turni di lavoro inconciliabili con la vita privata sono stati messi nero su bianco o anche qui si tratta di lavorare fuori dai termini legali del rapporto lavorativo?

      per le opinioni sparate su internet sì ok, magari c’è anche del rancore (e per fortuna direi), ma le informazioni sulle aziende citate le ho prese da contatti diretti nella vita vera, i link a reddit etc sono solo un modo per verificare che il malcontento e le pessime condizioni di lavoro sono diffuse in tutto il mondo, probabilmente perché è il modus operandi di queste aziende

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        Ciao e grazie per l’intervento! Riguardo la PA: come dicevo tranne che per i dirigenti c’è l’obbligo di timbrare il cartellino, quindi si punta solo all’orario di lavoro e non agli obiettivi ed al risultato mentre nelle aziende private è diverso, c’è più flessibilità. Se devo accompagnare mia figlia dal medico la mattina semplicemente inizio a lavorare un’ora dopo, l’importante è che raggiungo i miei obiettivi. Se esci da un ufficio pubblico (io normalmente bazzico i ministeri) verso l’ora di uscita a volte vedi persone impalate vicino all’orologio di timbratura in attesa che scatti l’ora. Che senso ha? Che cosa produce e che vantaggi arreca alla Pubblica Amministrazione un impiegato in attesa davanti ad un orologio?

        Lo scenario illustrato nell’articolo mi sembra inoltre un po’ troppo pessimista. Lavoro da più di 20 anni in grosse multinazionali dell’IT (del calibro di quella citata nel tuo articolo su Reddit ma non quella 😂) e non ho mai assistito ad esempio a fenomeni di body rental. Essendo vietato le grandi aziende rischiano grosso a praticarla, probabilmente è qualcosa in uso soprattutto nelle piccole realtà. Da noi l’azienda lo vieta in maniera categorica ed invita tutti a denunciare senza pietà situazioni che possono essere viste come body rental mascherate.

        Hai delle statistiche verificabili dell’incidenza di quanto hai descritto nell’articolo sulle varie aziende italiane del settore? Sarebbe interessante capire se sono fenomeni di nicchia o se il problema è più esteso ed in questo caso dove in termini ad esempio di dimensione e tipologia delle aziende, settori di clientela (es. banche, pubblico, telco, ecc.), ecc.

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          Sicuramente avere dei dipendenti davanti all’orologio non apporta valore alla PA, ma questa è solo una delle problematiche e credo che la storia sia più complessa di così. Intendo dire che, a parte i singoli casi, se analizziamo la situazione nel suo insieme non credo che quello sia il problema principale. La PA, soprattutto da quando sono iniziate le (mezze)privatizzazioni, è piena di manager che fanno di tutto e di più per incrementare il proprio stipendio (molto comune è stabilire dei bonus produzione falsi per autogarantirsi guadagni ulteriori esentasse ad esempio). Poi bisognerebbe parlare di tutto quello strato di management che scarica la propria incompetenza su chi materialmente fa le cose. Parlo ad esempio di manager che prendono il doppio o il triplo di te o di me per avanzare richieste del tutto irrealizzabili o inutili sprecando una quantità di giornate/uomo da far paura (e magari di interi team). In una situazione del genere non credo sia facile mantenersi attivi e propositivi con la testa.

          Il lavoro a obiettivi potrebbe anche essere un’opzione, ma solamente se poi anche l’azienda rispetta questa cosa e onestamente ho visto (troppo) raramente che queste premesse vengono poi mantenute. In genere si risolve con: l’obiettivo non è concluso quindi fai lo straordinario. Se invece l’obiettivo è raggiunto allora vieni che ho un altro obiettivo da darti. Questo non è lavorare a obiettivi, non trovi? Mi sembra ovvio che questo modo di fare generi poi delle reazioni del tipo: questo obiettivo durerà almeno i giorni che mi hanno assegnato.

          Per il body rental probabilmente negli ultimi anni è leggermente migliorato grazie alla legge, ma secondo me in parte infinitesimale rispetto a quello che servirebbe. Io ho trovato questa pratica in tutte le aziende dove ho lavorato, tranne quella in cui sono ora (da 1 solo anno). E infatti un problema molto comune è che poi i dipendenti se ne vanno per essere assunti dalle aziende a cui sono “affittati”. Ci sono molti modi di mascherare il body rental, se sei nel settore da 20 anni lo saprai meglio di me.

          Se le statistiche dovessero essere relative al body rental no ovviamente, perché essendo pratica fuori legge non ci sono documenti ufficiali che possano documentare quanto detto, se non la parola di tanti di noi che subiscono questa pratica. Però potrebbe essere un’ottima idea questa di iniziare a documentarne la situazione, un po come si faceva anni fa con il lavoro nero.

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            Grazie del tuo contributo, molto apprezzato.

            Questo non è lavorare a obiettivi, non trovi?

            Sicuramente. Ma parlavo dal livello quadro in su dove il fatto di lavorare ad obiettivi dovrebbe essere radicato nel modo di lavorare e non perché viene imposto dall’alto.

            Ci sono molti modi di mascherare il body rental

            Certo, fatta la legge trovato l’inganno, gli italiani in questo campo sono cintura nera, ma l’azienda deve volerlo. Noi, ad esempio, non lo vogliamo perché perdiamo il controllo sulle persone e c’è il rischio di dispersione. Inoltre le persone che lavorano in questo modo non si sentono più parte dell’azienda con tutto quello che ne consegue. In aggiunta i margini sono risicati e con le tariffe della PA sono spesso in perdita, quindi neanche conviene. Sono stato personalmente presente in contrattazioni con un cliente della PA che voleva consulenti da introdurre nel loro team. Gli abbiamo detto un NO secco senza appello appena abbiamo capito di cosa si trattava.

            Attenzione però a non generalizzare e a non incappare nelle insidie di una “caccia alle streghe”: lavorare su progetti in sede dal cliente non è un body rental mascherato. Diventa un body rental, e neanche mascherato, se la persona viene gestita direttamente dal cliente ed il fatto di dipendere da un’altra azienda è solo un aspetto burocratico.