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  2. 5

    Che idiozia! A quando un sistema operativo di condominio?

    1. 2

      Sistemi operativi di condominio sarebbero la soluzione alla stragrande maggioranza dei problemi dell’informatica odierna.

      Se potessimo avere una tale diffusione delle competenze necessarie a scrivere un sistema operativo in ogni condominio, il livello qualitativo e gli investimenti nel software sarebbero enormemente superiori.


      Quanto all’idea dell’OS europeo io sono d’accordo: sarebbe espressione di valori e necessità molto diversi da quelle che perseguono americani e cinesi.

      E sarebbe un ottimo investimento se si ponesse obiettivi come semplicità, leggibilità e sicurezza sin dalla fase di progettazione delle astrazioni fornite.

      Molto meno utile sarebbe un ulteriore Unix.

      Un browser che implementi gli standard GAFAM WHATWG sarebbe solo un ulteriore burattino nelle mani del DARPA. Sarebbe invece interessante un browser che ripensasse lo stack ripartendo dal concetto di ipertesto, permettendo la realizzazione di ipertesti interattivi minimizzando la diffusione di dati personali e rimuovendo completamente le backdoor note sotto il nome di JavaScript o WebAssembly.

    2. 4

      Sul sistema operativo si può discutere, ma sul browser più diversità è necessaria. Gli standard sono ad un passo dal saltare visto che il 90+% degli utenti usa un solo engine. E se saltano gli standard, diventa un monopolio in cui una singola azienda, Google, decide cosa sono le pagine web e cosa no. Mozilla tiene botta, ma per quanto?

      1. 2

        Più diversità non significa necessariamente fare un nuovo browser europeo. Anzi, questa sola azione non risolve nulla.

      2. 1

        Buona idea! Bisognerà prima sviluppare un linguaggio di programmazione adatto a crearli. Non vedo l’ora che si riunisca una commissione composta da rappresentanti di tutti i paesi membri per progettarlo.

        Però poi ci vorrebbe anche un hardware affidabile su cui farli girare. Io non mi fiderei troppo di microprocessori, chipset e schede video progettati e creati fuori dall’UE.

        1. 1

          Sono d’accordo.

          Peraltro nulla di nuovo: è già avvenuto in passato e potrebbe avvenire in futuro.
          Basta volerlo.

          1. 1

            Il tono voleva essere sarcastico, ma in fin dei conti è meno irrealistico di quel che può sembrare.

            Da un lato, perché ci sono cose come il RISC-V.

            Dall’altro, perché per creare e usare gran parte di documenti e funzionalità della vita normale non servono mica computer giganteschi. Un supermercato potrebbe benissimo cavarsela con un computer basato su Z80 di quarant’anni fa. Una tesi di laurea in ambito non scientifico, fatti salvi font sfiziosi e impaginazioni brilluccicose, può essere redatta con anche meno potenza di calcolo di quello. Il tipico sito web-vetrina può essere ridotto a poche decine di kilobytes, se si lascia l’informazione e si toglie l’abbellimento (e soprattutto la pubblicità).

            Insomma, la rivoluzione dovrebbe passare anzitutto per la frugalità di usare solo le risorse che servono. Il che, secondo me, è molto più difficile da accettare dell’idea che difficilmente vedremo rientrare in Europa e in Italia il know-how hardware e software che abbiamo visto fuggire da decenni.

        2. 1

          Sistemi operativi open source ce ne sono, Browser open source pure, HTML è uno standard aperto. Non capisco dov’è il problema.

          Ma poi che vuol dire europeo? Sviluppato in Europa (?) o sviluppato da europei (?) E l’UK? È Europa o no? Quali confini utilizziamo? Schengen, la CEE, la UE oppure usiamo le cartine politiche che sono appese nelle aule delle nostre scuole elementari?

          I governi iniziassero ad obbligare tutte le pubbliche amministrazioni ad usare solo software libero invece di sprecare energie in iniziative inutili.

          1. 3

            È quello che succede quando un politico ha una comprensione più che parziale del problema. Oppure solo le solite sparate pee far capire alla gente che lui è per la sovranità europea…

          2. 1

            Alla fine ieri non ho commentato ma oggi sono capitato su questo https://www.european-processor-initiative.eu/project/epi/

            più sotto il commento che non ho postato ieri.

            condivido il pensiero di @chobeat

            sul browser più diversità è necessaria. E se saltano gli standard, diventa un monopolio in cui una singola azienda, Google, decide cosa sono le pagine web e cosa no.

            Potrebbe bastare un forte investimento su firefox/servo ?

            @pietro Spero che intendano il sistema operativo come prodotto/ecosistema (vedi ElementaryOS / Endless / ChromeOS / Android) e non come kernel da sviluppare ex-novo o una “classica” distro GNU/Linux.

            Inoltre il focus dovrebbe essere un ente europeo con mantainer e competenze europee e internazionali su tutto lo stack.

            la base di un prodotto del genere penso dovrebbe essere comunque Unix, con Linux come candidato principale (non so quanto senso abbia un BSD o Fuchsia/Zircon) altrimenti tanto vale provare a finire Hurd…. /sarcasm

            @alf L’hardware è un bel problema per via del vendor lock-in su x86 / arm, evitandolo però si finirebbe con il creare un ecosistema “isolato” su Power o RISC-V (che però sarebbe una bella scommessa) in tutti i casi certamente made in Global Foundries e compagnia bella.

            (LEON/SPARC-V8 non lo considero proprio, anche se lo usavano/usano anche all’ESA)