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    Sta lentamente, MOLTO lentamente, emergendo una coscienza di classe informatica.

    Una coscienza che non può (e non DEVE) essere ridotta e ricondotta completamente entro le dinamiche fallimentari del novecento che il capitale ha già imparato ad imbrigliare e gestire (basti pensare a sindacati come la CISL o la UIL).

    Noi SIAMO la prima classe di lavoratori che detiene il pieno controllo dei mezzi di produzione, saldamente ancorati sul collo. Che si tratti di Phineas Fisher o dell’ultimo degli sviluppatori di software libero: le nostre forme di lotta di classe sono diversa e più dirompenti delle precedenti.

    Stiamo cambiando il mondo. Non possiamo evitarlo.

    Il punto è: a vantaggio di chi?

    Del capitale? Nostro? Di tutti? Sta a noi decidere.