1. 10

Gambe.ro

Siamo Andrea e Ivan di dyne.org, facciamo un’AMA qui su gambe.ro oggi fino alle 17.00.

Dyne.org esiste come fondazione dal 2005, con headquarter a Amsterdam e colloboratori sparsi per il mondo, concentrati sull’attivismo e lo sviluppo software open source. La produzione software di Dyne.org è ampia e interessa lo sviluppo di OS (Linux), la criptografia e la blockchain, trovate qui una lista: https://www.dyne.org/software-products/

Siamo anche coinvolti in diversi progetti Horizon 2020, tra cui Decode (promosso a “flagship” dalla Commissione Europea).

Noi due siamo più ferrati sulla parte tecnica, ma chiedeteci pure quello che volete e faremo del nostro meglio per rispondere :-)

  1.  

  2. 7

    Ciao! Progetti come Zenroom e DecodeOS sono davvero molto interessanti, ed offrono un grande potenziale per sviluppare in libertà applicazioni di ogni tipo, da autodidatta però la ‘learning curve’ può essere abbastanza difficile da affrontare, quando si inizia a parlare di blockchain e criptografia. Avete in programma di organizzare dei workshop per coinvolgere nuovi sviluppatori? Sareste interessati a collaborare con “la scuola open source” http://www.lascuolaopensource.xyz/ per organizzare dei corsi su Zenroom e DecodeOS? o più in generale su come sviluppare applicazioni basate su smart contracts. Grazie!

    1. 6

      Ciao emtower, grazie delle lusinghiere parole su Zenroom e DecodeOS.

      La scuola open source potrebbe essere una fantastica opportunità per diffondere educazione e fare un percorso propedeutico sui temi che permettono affrontano queste tecnologie. In particolare penso che le scienze applicate come la sovranità dei dati, i diritii digitali e tanto altro (come già applicati nel progetto europeo DECODE) siano l’opportunità piú interessante.

      Tuttavia i temi non sono sempre immediati, ma prometto di metterci il prima possibile in contatto con la scuola open source e organizzare, un percorso sensato!!!

      💓 #evviva PS. grazie dell’invito

    2. 5

      Ciao,

      parto io con le domande:

      1. qual è il processo con cui Dyne considera contribuzioni esterne? E quanto pesano nello sviluppo dei vostri progetti? Ho sempre registrato Dyne come un’organizzazione capace di buttar fuori progetti più o meno in autonomia (non sono mai stato coinvolto direttamente in alcuno di essi, quindi la prospettiva potrebbe essere ignorante). Collaborate regolarmente con altre organizzazioni? Come incorporate contribuzioni individuali? Avete processi che deviano da quelli dell’open source più pop o semplicemente processate tutto quello che vi arriva via GitHub?

      2. licenze: è sempre stato un tema caldo ma negli ultimi mesi articoli come questo stanno spingendo per una revisione radicale del sistema di licenze del Free Software, mettendo in discussione il Free Software stesso come modalità utile per liberare il software. Avete un dibattito interno su questo tema? Condividete il malcontento per i limiti delle licenze più comuni?

      3. Dyne tende a buttarsi sempre in progetti piuttosto ambiziosi dal punto di vista tecnico. Il commitment su progetti del genere chiaramente avrà dietro un lungo dibattito. Come raggiungete il consenso sulla “next big thing” su cui lavorerà Dyne?

      1. 6

        Andiamo per ordine:

        1. Per le collaborazioni esterne, generalmente prendiamo solo gente con il fisico di Danny De Vito e il sorriso di Terminator (intendo il T800, dopo che gli andata via la pelle, dove l’occhio rosso è fondamentale). Però ci sono anche eccezioni: collaboriamo volentieri con programmatori di talento, attivisti, artisti: l’importante è che sappiano fare qualcosa e abbiamo voglia di fare :-)
        2. Licenze: in questo momento siamo orientati sull’AGPL3, per il semplice motivo che, se qualche do-gooder (qualcuno che fa qualcosa di buono) vuole usare i nostri software, gli facciamo volentieri un relicensing royalty-free, se invece qualcuno tipo Amazon vuole usare Zenroom (zenroom.org) in AWS, loro invece devono pagare.
        3. Appena lo capisco ti rispondo :-D La verità è che Dyne.org è un’organizzazione ancora piccola e dinamica e il grosso del software comunque l’ha scritto Jaromil. Da qualche anno stiamo crescendo, siamo di più e meglio organizzati: qui il consenso si forma organicamente in base alle situazioni, alle skill degli individui coinvolti (che fortunatamente in questo momento sono varie e di alto livello) e alle idee che vengono proposte. In pratica parliamo e vediamo cosa ci piace di più.
        1. 4

          Dyne tende a buttarsi sempre in progetti piuttosto ambiziosi dal punto di vista tecnico. Il commitment su progetti del genere chiaramente avrà dietro un lungo dibattito. Come raggiungete il consenso sulla “next big thing” su cui lavorerà Dyne?

          Oltre quanto detto da Andrea, aggiungerei anche che tentiamo di mantenere una coerenza con il software già sviluppato (quando possibile e se ancora considerato utile), anche per garantire alla community updates, nuove features e la stabilità del prodotto. In generale sviluppare software modulare ci aiuta nella visione di creare un ecosistema di software che possono interoperare assieme - invece che provare a sviluppare framework monolitici.

          Nella pratica questo è quello che stiamo cercando di far accadere con decodeOS, social wallet, zenroom, …

        2. 5

          Ciao! Perdonami ma parto invece con una domanda più a tema “umanistico”.

          I vostri obiettivi sono di natura sia tecnica sia soprattutto sociale: per fare un esempio, la partecipazione alle comunità online dipende sia dalla presenza di software che risponda alle necessità degli utenti sia dalla consapevolezza degli utenti della necessità di partecipare a determinate comunità e più in generale da un mindset dove la vita digitale è parte integrante dei processi sociali e non un accessorio.

          Mi viene allora naturale chiedermi (e chiedervi): gli ostacoli alla realizzazione di quegli obiettivi sono in primo luogo di natura tecnica o sociale - vale a dire, il motivo principale per cui la gente non condivide la conoscenza e non usa FOSS è che mancano gli strumenti per farlo o che manca la cultura di farlo? Potete raccontarci il lato “sociale” delle vostre attività (vedo sempre nella pagina della mission che organizzate workshop e seminari ad esempio), a chi è diretto, quali successi avete riscontrato?

          1. 4

            Mi sembra che lo scenario stia cambiando molto velocemente, e credo che la gente sempre più spesso utilizzi software open source più o meno consciamente. Specialmente se parliamo di protocolli p2p e/o crittografia in genere, lo standard ormai conclamato è quello di lasciare il codice aperto.

            atm penso che uno dei problemi principali sia come coordinare comunità e sviluppatori attorno ad uno o piu software oss e collaborare assieme per creare strumenti che siano costruiti a misura di comunità, piuttosto che a misura di business, ma garantendo la sostenibilità delle varie parti interessate.

            Non so se considerarlo un problema di cultura, penso che sia un problema “nuovo” e come tale piu discussioni e sperimentazioni si fanno in merito e meglio è!

          2. 5

            Ciao,

            Secondo voi perchè l’utente medio è diffidente dall’utilizzare software open source? Se vogliamo fare un esempio su tutti potremmo prendere OpenOffice o Linux.

            Pensate che sia un problema del software che è meno intuivo e meno user-friendly avendo un budget minore?

            Oppure è un problema culturale (“ho sempre usato questo”) e quindi che ci sia bisogno di divulgare una cultura più open e di insegnare ad usarli questi strumenti?

            Grazie dell’ama

            1. 5

              Ciao, grazie per l’AMA. In quanto “collaboratori” della Commissione Europea, cosa ne pensate della proposta di un Sistema Operativo Europeo? Devuan potrebbe essere la base per un progetto del genere? Più in generale, come vi ponete rispetto alla cosiddetta difesa del perimetro tecnologico dell’Europa?

              1. 3

                Ciao karjudev,

                ti riferisci a questo? se sì so che la discussione è appena iniziata e sicuramente nel momento in cui ci sarà piú pragmatismo, si potrebbe intervenire in modo propositivo. DECODE-Os già basato su devuan è stato ingegnerizzato apposta per un progetto europeo e stiamo lavorando anche su altri fronti con altri progetti europei (come REFLOW) per quanto riguarda i sistemi operativi e non solo.

                Detto ció in linea di principio un Sistema Operativo Europeo potrebbe essere una buona cosa a determinate condizioni di tutela dei diritti della cittadinanza, dell’appertura, dell’inclusività, della sicurezza e dell’accessibilità dello strumento stesso et altro. Ancorché mancassero banalmente alcuni di questi principi, potrebbe diventare una cosa brutta ;p

              2. 4

                Altra domanda: nel vostro tech radar ci sono numerose tecnologie a vari livelli di maturità. Quanto è il rischio tollerabile in Dyne nel provare nuove tecnologie? E perché Go è in Adopt e Rust no? (l’ultima domanda non è seria)

                1. 3

                  Da quando sono entrato in dyne ho notato un’alta tolleranza al rischio :) Sopratutto nei progetti di ricerca…vedi :

                  ovviamente riscriveremo tutto in rust :P

                  1. 4

                    e cmq https://vlang.io/ ha piú probabilità per la riscrittura di tutto… (nell’ultima affermazione sono serio)

                    1. 2

                      Progetto veramente interessante che seguo da tempo… ma la sintassi mi sembra ancora troppo complessa per essere insegnata a tutti.

                2. 4

                  Secondo voi quali sono attualmente le problematiche che frenano l’adozione massiva di applicazioni basate su blockchain? Sono di natura tecnica ed economica (performance, costi)? Immaginate che restino comunque limitate al mondo “enterprise”? Cosa sta progettando Dyne per il futuro? In che direzione vedete l’eveoluzione di queste tecnologie? Ma soprattutto cosa possiamo fare come cittadini e sviluppatori per usare queste tecnologie per la tutela dei diritti, e per non subirle passivamente?

                  1. 5

                    Cosa sta progettando Dyne per il futuro?

                    tra le altre cose, un network economico p2p (ne scriviamo qui )

                    1. 3

                      Una domanda correlata: ha senso ragionare sulla blockchain come una tecnologia di massa o è un’adagiarsi sull’ideologia che le innovazioni nella tecnologia digitale arrivino sempre e comunque ad ondate che cambiano il paradigma?

                      1. 2

                        A livello generale per me ha senso ragionare sulla blockchain come una tecnologia di massa, perchè il mercato si adagia sull’ideologia che le innovazioni nella tecnologia digitale arrivino sempre e comunque ad ondate che cambiano il paradigma!

                        A livello personale, ritengo la blockchain una tecnologia che risolve specifici usecases, come i protocolli federati ne risolvono altri, come database centralizzati altri ancora. Il modo in cui viene scelta la blockchain, piuttosto che ActivityPub, piuttosto che un database centrale per costruire una infrastruttura è una scelta di governance, prima ancora che tecnica.

                    2. 4

                      Ciao a tutti e grazie per l’AMA. E per Devuan.

                      Spero di riuscire a punzecchiarvi con qualche buona domanda. :-D

                      1. Usate spesso il termine (pseudo-)neutrale “open-source”: il software libero è retorica del passato?
                      2. Cosa pensate di ciò che sta avvenendo nel progetto GNU? Dalle dimissioni di RMS dalla FSF, all’imbarazzante “joint statement” contro di lui pubblicato sul sito del progetto Guix, fino alle più recenti flame su gnu-misc.
                      3. E Debian? Cosa sta succedendo in Debian GNU/Linux? Perché?
                      4. Potete condividere alcune esperienze di uso the social wallet? L’aspetto tecnico della blockchain è veramente rilevante? Altrove mi era parso di comprendere che fosse un mero dettaglio implementativo (quasi irrilevante anche da un punto di vista tecnico, per la verità)
                      5. Decode OS è una splendida idea, ma… Linux? Avete considerato kernel alternativi?
                      6. Quando finalmente il mondo si renderà conto del vuoto pneumatico costituito dalla blockchain (insostenibile non solo da un punto di vista energetico) che succederà secondo voi?
                      7. Cosa pensate di GNUnet?
                      8. E di Jami?

                      il grosso del software comunque l’ha scritto Jaromil (qui)

                      Denis è stato il primo a parlare in mia presenza (anche) di blockchain senza venire sbranato.
                      E’ stato un piacere conoscerlo di persona. Se possibile, portategli i miei saluti. :-)

                      Zenroom è veramente interessante: devo trovare il tempo di studiarlo come merita.
                      Per ora sono impressionato dalla sua frugalità in termini di risorse.
                      E ad una prima lettura, noto con piacere che la documentazione rimane consistente dopo l’applicazione di

                      sed -i 's/blockchain/database/gi'

                      Bravi! Siete stati previdenti! :-D

                      1. 5
                        1. Diciamo che il mondo del software libero tanto sta cambiando (come ben sai, vedendo anche dalle altre domande che hai posto). Anche dyne.org negli anni tanto è cambiata. E siccome i termini e le definizioni contano, è giusto ammettere che siamo anche noi piú pseudo-neutrali e facciamo “open source” bleah.

                        2. Che la cretinata che ha fatto Richard ha dato il pretesto all’ammutinamento, sfruttato al volo (e devo ammettere molto bene) dai nemici. Personalmente vedo la FSF in grave pericolo. Microsoft ha già avvicinato il board e si vedono le ripercussioni con iniziative tipo questa. FSF latin america ha sempre avuto i suoi problemi e FSFE è come se non ci fosse. Su vicenda in cui negli scorsi mesi ovunque fischi per fiaschi sono stati confusi, l’unica vera ripercussione credo che sia proprio la comunità del software libero e le libertà degli utenti. Detto ció: https://www.dyne.org/open-letter-to-the-free-software-movement/

                        3. It’s a mess… ma non sono molto addentro alle questioni debian… ma sicuramente sul nodo freenode su #devuan decine di persone stanno ad aspettare che lanci la domanda ;p

                        4. lascio la parola ad @ivan

                        5. Bhé nasce da Devuan e avendo il grandissimo vantaggio di avere fatto le toolchain per la generazione di OS per tante architetture è stata la scelta pragmaticamente piú ovvia e c’è da dire che nel supporto alle diverse arch gnu/linux non è poi così male! Tieni conto che Arduino ha fatto una board apposta per DecodeOS e trovi i benchmark qui e qui il paper mentre per il primo DECODE Hub su olimex puoi dare un’occhiata qui

                        6. Diciamo che per fortuna lo vedo ad occhio nudo, la buzzword blockchain sta già calando… e con la crescita della consapevolezza delle persone, su cosa sia, tanti millantantori stanno sbiadendo. Detto ciò veramente poche sono le cose a cui servono i notai ;) peró quelle in cui sono indispensabili sono estremamente importanti. Per quel che riguarda la velocità con cui i paradigmi tecnopolitici stanno cambiando da un momento all’altro, potrebbee passare dall’essere una buzzword a qualcosa di largamente impattante sui diritti civili. Nel caso, meglio farsi trovare pronti ;)

                        6.7. Jami non lo conosco. GNUnet sono anni che è sotto gli occhi, ma per ora, che io sappia, non è capitata occasione di usarlo su qualche progetto in produzione.

                        PS. Per una reale applicazione di zenroom forse puó essere utile questo video

                        Grazie per le domaaandeeee

                        1. 1

                          Potete condividere alcune esperienze di uso the social wallet? L’aspetto tecnico della blockchain è veramente rilevante? Altrove mi era parso di comprendere che fosse un mero dettaglio implementativo (quasi irrilevante anche da un punto di vista tecnico, per la verità)

                          Ciao Shamar, il social wallet può essere utilizzato con o senza blokchain, utilizzando un’istanza di mongo alternativamente. Macao ha utilizzato il software per gestire la loro moneta interna, CommonsCoin - senza blockchain.

                          Stessa cosa successa anche durante il Sant’arcangelo festival, o durante il festival di oltre economia.

                          Più che un mero dettaglio implementativo, la blockchain è una scelta. La blockchain diventa rilevante qualora si volesse utilizzare swapi per implementare (ad esempio) un wallet di gruppo per bitcoin (e i suoi derivati), garantendo la possibilità di registrare metadati extra per ogni txs (tag, descrizioni etc) e/o dando autorizzazioni e ruoli diversi per i diversi partecipanti.

                          Abbiamo notato che la buona parte delle persone / comunità con cui siamo in contatto non sono particolarmente interessate a implementare il loro token su blockchain, ma atm preferiscono un’infrastruttura più semplice a scapito di una trustless.

                          Nel futuro, consideriamo la possibilità di implementare la possibiltà di creazione / gestione token su blockchain interessanti come cosmos/tendermint che possano essere flessibili e semplici abbastanza da essere deployate in pochi click.