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    Sempre più interessante Sono sempre più interessato a impare Rust… se solo avessi il tempo per farlo

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      Quello che c’è da imparare di Rust sono i suoi concetti fondamentali - come ad esempio la “proprietà” delle variabili (ownership, cedibile o “prestabile”), la lifetime (che non può sorpassare quella del suo “proprietario”, e al termine della quale avviene la drop della memoria eventualmente allocata). Chi è abituato a linguaggi come C/C++ conservandosi puntatori che non si sa e puntano a qualcosa e non si sa se l’oggetto puntato è ancora “vivo”, avrà una lunga, lunga, lunga doccia fredda.

      Rust è di fatto un insieme di tre linguaggi: il Rust vero e proprio (quello che si impara dal Rust Book, più che sufficiente a scrivere software pulito), il Rust unsafe (l’estensione che permette qualche porcata come il C/C++, perché in certi bizzarri contesti può servire, a costo però di rischiare il fatidico SIGSEGV o risultati imprevedibili) e le macro_rules (un vero e proprio linguaggio di macro, non semplicemente una sostituzione letterale di stringhe all’interno del codice).

      Se non si usano unsafe né codice “sospetto” (come le librerie C), il solo fatto di riuscire a compilare un sorgente è garanzia che non ha unpredictable behavior e non produrrà SIGSEGV (certo, può sempre andare in crash a causa di errori). Mi riprometto sempre di scrivere un articolo più esteso ma la pigrizia è difficile da domare…