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Ho trovato questo articolo e ho trovato l’intervista all’autore interessante. Non lo conoscevo, tra l’altro. Qualcuno ha avuto già modo di leggerlo e/o leggere qualcos’altro dello stesso autore?

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    Il libro non l’ho letto, ma sono coinvolto in alcuni di quegli ambienti di convergenza di cui parla. Non ho letto il libro quindi non mi è chiarissima quale sia la sua argomentazione.

    Sopratutto non mi è chiaro se parli di politica collassista o se il colasso economico ed ecologico è solo lo sfondo naturale di questa transizione.

    Poi condivido l’analisi sulle interazioni tra capitale digitale e capitale industriale e finanziario, ma non sono convinto che il risultato sarà una contrazione del Capitale Digitale in quanto tale: ha ancora ampio margine di crescita interno, anche se è incapace di trainare l’economia come hanno fatto gli avvicendamenti dei vari Capitali Industriali e finanziari. Crescerà assorbendo le economie tradizionali e commoditizzando tutto l’esistente mentre l’economia industriale continua a contrarsi, fino ad un eventuale punto di rottura che è ancora troppo lontano per specularvi. Invece lui sembra presentare il Capitale Digitale come già morente e pronto a cedere spazio a queste forme di produzione alternative.

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      Il concetto che invece è arrivato a me è che la prossima rivoluzione andrà gattopardescamente a vantaggio dei ricchi. Che è banale, però sono curioso di capire che scenari si immagina. Poi personalmente questo periodo sto riscoprendo il medioevo, mi intriga anche vedere che pattern menziona rispetto ai cicli antichi… Bah

      Lo leggo e poi ti dico 😎