1. 1

    @chobeat puoi spiegarmi in che senso quanto ho scritto sia “fuori tema”?

    Non è nemmeno una difesa di Stallman che possa urtare la delicata sensibilità della cancel culture!

    1. 4

      È un drammino internettiano tra boomer che non porta nessun beneficio alla società, anzi riabilita un vecchio bavoso assolutamente non adatto a rappresentare pubblicamente la FSF.

      1. 1

        @karjudev, anche se non sai nulla di storia e non ti interessa ripeterla come farsa, forse ti farebbe bene leggere l’analisi geopolitica a quell’indirizzo. Soprattutto prima di indicarla come “fuori tema”.

        Verificane le fonti. Se qualcosa non ti è chiaro, sentiti libero di chiedere.

        D’altronde è tipico delle vittime dell’egemonia culturale statunitense: concentrarsi sui limiti di un “vecchio bavoso” che ti sta troppo antipatico (alla luce delle informazioni che ti sono state fornite, non dei fatti), per allontanarti da idee e da valori scomodi.

        Buona fortuna, con i tuoi amici della DoD USA! ;-)

        1. 3

          L’egemonia culturale statunitense permea internet fino dalle sue origini, e di conseguenza il sistema di valori americano è lo standard in questi drama da tastiera. Tirare in ballo il DoD mi sembra tirare per le orecchie una faccenda che è figlia del suo tempo, che non ha portato a nessuna conseguenza nel mondo reale (quella cosa che c’è quando premi :wq per capirci) e di cui nessuno fuori dalla bolla del free software ha parlato per più dei 2 secondi necessari a dire “Ah!”

          Riguardo alle idee e ai valori di RMS, più che di scomodo parlerei di superato. Il mondo del software libero merita un passo in avanti rispetto agli eterni anni ’90 in cui vive.

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            Ti consiglio due letture:

            1. Reflection on Trusting Trust di Ken Thompson (trovi il pdf linkato in quel thread GCC, perché GCC è un compilatore, ed in questi momento la Steering Committee è in mano ad aziende fortemente legate OGGI al Pentagono da contratti milionari).

            2. Questa interessante analisi https://qoto.org/@Vectorfield/106028146945688229

            A valle di queste 2 letture, mi piacerebbe capire cosa intendi per “passo in avanti”.

            1. 2

              Io ti consiglio invece The Californian Ideology, di Richard Barbrook e Andy Cameron, che io ho scoperto leggendo questo articolo del nostro caro @chobeat, che contestualmente propone uno dei possibili passi in avanti rispetto allo stato attuale e al sistema di valori che domina il mondo free software.

              Non ho (ancora) letto il primo riferimento, ma ho letto con un certo interesse il secondo e devo dire dire che, nonostante l’evidente preparazione e le eloquenti argomentazioni di chi scrive, non mi trovo d’accordo neanche un po’: non esiste alcuno scontro di visioni che tentano di eliminare dal mondo quello che non si rifà ai propri canoni, non esiste nessuna setta di illuminati che un giorno si è messa d’accordo per instaurare la tanto vituperata cancel culture e tutti quelli che dalla propria bolla . Esiste la libertà di esprimersi in una certa maniera, ed esiste la libertà di rispondere che quella maniera non è il massimo della serietà, ecco. Poi esiste il fatto che grazie ai social tutti possono rispondere e prendere le parti dell’uno o dell’altro, e io non ci vedo niente di sbagliato.

              Ah, e mi dispiace informarti che RMS non ha mai dato, politicamente parlando, fastidio a nessuno: al di fuori della sua bolla è universalmente considerato solo un innocuo fricchettone. E le aziende hanno colonizzato GCC perché viviamo in un’economia di mercato, cosa che la FSF non ha mai criticato: ha cercato semplicemente di uscirci, risultando in un paradiso eremitico.

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                non esiste alcuno scontro di visioni che tentano di eliminare dal mondo quello che non si rifà ai propri canoni

                Guarda, io non prendo mai per oro colato quanto leggo su un social network (ed infatti spero di riuscire a confrontarmi con un paio di amici filosofi e filosofe sul secondo riferimento), ma devo dire che quanto descritto nel secondo riferimento suona molto simile a quanto mi propose, tempo fa, proprio @chobeat.

                Se ne ricorderà certamente, in una lunga discussione via Telegram (poco dopo il mio ban dal canale di @EticaDigitale) sull’importanza dell’onestà intellettuale, della verifica dei fatti e della razionalità all’interno di un dialogo volto alla sintesi.

                Ricordo con chiarezza (perché mi lasciò piuttosto sgomento all’epoca) come @chobeat obiettasse che la razionalità è essa stessa una ideologia oppressiva che va combattuta. L’importante per lui è influenzare l’agenda politica delle masse, indipendentemente dalla corrispondenza alla realtà di una qualsiasi affermazione. All’epoca, non ricordo quale fosse il casus belli, @chobeat sosteneva che l’importante era portare l’attenzione collettiva sul tema, indipendentemente dai fatti. E se non ricordo male, fece esplicito riferimento al femminismo.

                Il linciaggio di RMS, basato su fake news (tanto che gli stessi proponenti hanno dovuto rettificare più volte la propria lettera per ridurre i rischi legali per i firmatari) è un esempio del metodo di cui parliamo: i fatti non contano.

                Ora, io sono il primo a proporre modelli problematizzanti, complessi, probabilistici, della realtà ma la mia epistemologia di riferimento assume che la corrispondenza alla realtà di un modello, la sua capacità descrittiva e predittiva, sia più importante della sua efficacia politica di breve periodo.

                Personalmente temo molto questa rinuncia alla razionalità.

                Il sonno della ragione genera mostri.

                1. 1

                  Aggiungo, perché mi è venuto in mente dopo, ma era rilevante nel discorso che ebbi con @chobeat in quell’occasione, che per quanto ebbi modo di capire allora, la rinuncia alla razionalità ed a modelli complessi della realtà, più difficili da comunicare rispetto a slogan identitari, meme politici e fake news, costituiva sostanzialmente una risposta (disperata, IMHO) agli strumenti di persuasione di massa in mano ai potenti (basati sulle medesime dinamiche).

                  Il cuore del nostro disaccordo, all’epoca, era sulla razionalità di adottare (e dunque legittimare) le armi del nemico pur sapendo che questo ha maggiori risorse e maggiore potenza di fuoco nell’utilizzarle.

                  Come hacker, la realtà (per quanto complessa ed articolata) non mi spaventa e considero la comprensione della stessa come l’unico possibile antidoto a questi strumenti di manipolazione di massa.

                  Il problema è che però, per me, tutte le argomentazioni fallaci vanno scartate come tali, indipendentemente da chi le propone o da cosa spera di ottenere, cosa che invece questi movimenti identitari post-moderni rifiutano totalmente: solo loro possono svelare i problemi culturali altrui, ma nessuno è autorizzato ad analizzare criticamente i loro.

      1. 3

        :-D

        Cose che succedono ai vivi, non ti preoccupare.

        Mi spiace un po’ perché uso Gambe.ro per appuntarmi letture interessanti e questo significa che molti link dovrò riandare a cercarmeli in giro.

        Ma anche se recentemente con @mantis abbiamo notato un certo impeto censorio nei confronti di articoli come questo o questo o sulla campagna a difesa della FSF ed a supporto del ritorno di RMS a due anni dallo shitstorm che lo costrinse a dimettersi, mi rendo conto che fate tutti del vostro meglio.

        Vi ringrazio anzi del servizio che offrite gratuitamente.


        Wait… ho appena realizzato che tutti gli utenti registrati negli ultimi 9 mesi sono stati cancellati!

        Fantastico! Te lo avevo detto @mantis che ti bannavano! :-P
        (Scherzo ovviamente, basta reinvitarli, giusto?)

        1. 1

          Basta reinvitarlo, sì

        1. 1

          the influence earned by the Wolf can never ever be granted by a manager

          Si chiama autorevolezza.

          Inizio a pensare che i manager di formazione americanoide non possano veramente concepire la differenza tra autorevolezza e autorità.

          D’altro canto… sono impotenti.

          Alla fine siamo noi a decidere cosa è possibile e cosa no.

          1. 1

            Personalmente credo che in questo caso Microsoft abbia torto (così come Unix).

            Io credo che il set dei caratteri disponibili per i nomi dei file dovrebbe essere estremamente ridotto: cifre, lettere maiuscole e minuscole, underscore e punto. ASCII.

            Ci sto pensando da un po’, ed in effetti non vedo controindicazioni serie. I nomi cool possono essere gestiti a livello applicativo, tramite librerie, convenzioni etc. Se serve: anche addestrare gli utenti a pensare nomi safe ha un suo senso.

            Mi chiedo però se questa opinione non dipenda anche dalla mia consuetudine con l’inglese.

            1. 5

              Io spero che questa storia rimanga impressa nella mente dei giovanissimi. Così che quando sarà ora di votare, ricordino cos’è la destra italiana.

              1. 4

                Ciao e grazie dell’AMA.

                Io ho 3 domande (ma sono anche molto curioso di leggere le risposte a quelle di @chobeat):

                1. come è nata la vostra cooperativa? Come era formata? Perché proprio una cooperativa? I lavoratori sono anche soci?

                2. come è strutturata da un punto di vista organizzativo? Come procede il processo di sviluppo?

                3. come vengono determinate le retribuzioni?

                La terza domanda non vuole essere quantitativa, non mi interessa sapere quanto guadagna in media un vostro dipendente, ma il razionale con cui vengono stabilite le retribuzioni, se c’è.

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                    Come se bastasse cambiare il nome di una struttura dati in un software per risolvere i problemi di razzismo nel mondo reale. Come se quel nome ed in generale le nomenclature “master/slave”, “whitelist/blacklist”, ecc. siano state scelte appositamente come dispreggiativo verso le persone di colore.

                    Oggettivamente devo comunque dire che su Git main è più appropriato di master a mio avviso, rende più l’idea di cosa rappresenti quel branch.

                    1. 5

                      Non sono state scelte appositamente, ma sono il risultato di una cultura e di un linguaggio che normalizza quelle cose. Normalizza che qualcuno comandi e l’altro obbedisca (che è solo uno dei tanti modi di concettualizzare le relazioni tra nodi di un processo distribuito, le macchine non hanno la semantica di queste cose), normalizza che “black” cattivo, “white” buono.

                      L’errore che fanno tanti che osservano questa battaglia culturale al di fuori del contesto in cui viene combattuta (fondamentalmente l’anglosfera che domina, nel bene e nel male, l’IT) è credere che questi cambi di parole siano l’obiettivo e non uno strumento, un trucco, per portare l’attenzione su certi temi, anche a costo di fare la figura dei pirla, perché quello che conta è il cambiamento sociale. Certo, ci sono un gran numero di individui che questo step se lo perdono e scambiano il mezzo per il fine. Ma c’è più profondità di così.

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                        Ma c’è più profondità di così.

                        O forse no?

                        Vi sono ragioni linguistiche per cui credo che nell’anglosfera queste questioni siano percepite con persino minore rilevanza che da noi. Tant’è che, per esempio, in questa crociata ci si scaglia anche contro blacklist e whitelist che non furono inventate negli Stati Uniti, né per ragioni razziali. Ora che GitHub ha pagato il suo pegno all’ipocrisia americana, potrà riprendere a fare come prima. Cambiare tutto perché non cambi niente.

                        Al contempo, questa riscrittura del linguaggio viene imposta a tutto il mondo, perpetuando l’egemonia culturale statunitense, imponendoci soluzioni a problemi che non abbiamo. Un po’ come con le Code of Conduct, ci viene imposto di uniformarci nei comportamenti e nelle credenze alla società statunitense. Peraltro attraverso la strumentalizzazione delle vittime di quella società.

                        Il branch autoritativo dei miei repository continuerà a chiamarsi master.

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                          Io per capire queste discussioni provo sempre a metterle in un contesto che ci appartiene. Se il branch autorativo si chiamasse “duce” perche Linus Torvalds era un fascistone, mi sentirei a posto? Personlamente lo trovo un termine fastidioso e lo cambierei per i miei progetti, per cui capisco se una persona che ha avuto antenati che hanno vissuto in schiavitu’ trovi il termine “master” offensivo.

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                            Ok per il paragone col fascio.

                            Ma chi siamo noi, comunità software, per svegliarci un mattino e dire “no ok raga basta con questi nomi offensivi’, la comunità software ha sicuramente una componente di quelle che negli stati uniti sono minorità (github è americana, per quello rimango da loro per il discorso seguente) e anche loro lo hanno visto/approvato/utilizzato. Voglio capire il ragionamento, preso da un CEO “privilegiato” di una società col market cap più grande al mondo.

                            Sto leggendo di tanti SW programmers di colore che anche loro rilevano l’inutilità di questo cambio di denominazione. Viene anche visto come un motivo per spostare il focus dai veri problemi, il che onestamente sta funzionando come previsto visto che siamo tutti qui a discuterne, me incluso.

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                              lo cambierei per i miei progetti

                              Ed in questo, mi troveresti d’accordo. Per i miei progetti.

                              MA non mi sognerei di imporre a tutto il mondo la mia sensibilità.

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                              Tant’è che, per esempio, in questa crociata ci si scaglia anche contro blacklist e whitelist che non furono inventate negli Stati Uniti, né per ragioni razziali.

                              Dove sono state inventate le parole, in questo discorso non conta granché.

                              Ora che GitHub ha pagato il suo pegno all’ipocrisia americana, potrà riprendere a fare come prima. Cambiare tutto perché non cambi niente.

                              Che non è quello che sta succedendo, si stanno prendendo un sacco di critiche.

                              Al contempo, questa riscrittura del linguaggio viene imposta a tutto il mondo, perpetuando l’egemonia culturale statunitense, imponendoci soluzioni a problemi che non abbiamo. Un po’ come con le Code of Conduct, ci viene imposto di uniformarci nei comportamenti e nelle credenze alla società statunitense. Peraltro attraverso la strumentalizzazione delle vittime di quella società.

                              Questo non è un problema di chi si batte per un linguaggio più inclusivo. Loro fanno gli interessi di persone che non siamo noi. Il fatto che il soft power americano si proietti in tutto l’IT occidentale e condizioni spazi sociali non direttamente americani non è qualcosa di cui questi attivisti si dovrebbero preoccupare. é qualcosa di cui noi dovremmo preoccuparci, sviluppando un linguaggio inclusivo e pratiche inclusive che rispecchino i valori e i modi italiani. Cosa che non è mai stata fatta, tanto che l’ambiente italiano è apertamente ostile, tossico e dogmatico per tutti quanti. L’inclusione delle persone di colore è ad anni luce. In questo vuoto siderale è normale che si infili l’unica alternativa disponibile, che è quella del discorso americano.

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                                In questo vuoto siderale è normale che si infili l’unica alternativa disponibile, che è quella del discorso americano.

                                E’ proprio qui che risiede, per quanto mi riguarda, l’idiozia di tutta la situazione, la mancanza di contesto. Negli stati uniti non si parla di bianchi vs neri, ma di episodi di brutalità delle forze dell’ordine dove lo sfondo razziale comunque non dovrebbe venire meno. Tutto questo da noi cosa c’entra? Niente, per fortuna.

                                E bisogna secondo me vedere le cose nel complesso, non nel soft power americano che si proietta sull’IT. Siamo tutti dipendenti nel bene e nel male dagli stati uniti per svariati motivi, uno dei più fondanti è la nostra dipendenza dal Dollaro $, ciò però non vuol dire sia una buona idea sviluppare una moneta inclusiva che rispecchi i valori e i modi italiani.

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                                  Tutto questo da noi cosa c’entra? Niente.

                                  La polizia è violenta e discriminatoria in Italia. Semplicemente è meno armata e meno protetta che in America, ma il seme della questione c’è. Non necessariamente dovrebbe avere le stesse soluzioni e men che meno la stessa analisi, ma dire che il problema non ci riguarda non è vero. A prescindere da questo, l’inclusività non è solamente mirata a non far ammazzare la gente dalla polizia. Serve a non escludere persone dai propri ambienti. Sollevare il problema della violenza di stato si accompagna ma non è l’unico obiettivo e le persone di colore non sono le uniche escluse.

                                  E bisogna secondo me vedere le cose nel complesso, non nel soft power americano che si proietta sull’IT. Siamo tutti dipendenti nel bene e nel male dagli stati uniti per svariati motivi, uno dei più fondanti è la nostra dipendenza dal Dollaro $.

                                  Chiaro, e questi elementi vanno presi in considerazione quando si contestualizzano dibattiti del genere, ma al tempo stesso ognuno cerca di agire nel limite delle proprie possibilità e su obiettivi più a breve termine. L’indipnedenza europea o italiana dagli USA non è al momento qualcosa alla portata di noi come creatori di software.

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                                    ognuno cerca di agire nel limite delle proprie possibilità e su obiettivi più a breve termine

                                    Non sono in disaccordo, voglio però sottolineare come l’approccio “ognuno fa quello che può” non possa giustificare il cambiare il nome di un cioccolatino svizzero o di come git abbia denominato, e di conseguenza tutto il mondo abbia approvato/insegnato/imparato, il branch principale a chiamarlo master.

                                    Non mi sembra che allora tutto il mondo software come obiettivi a breve termini rinomini certe cose, poi la sfera degli hotel cambi il nome alle stanze (master bedroom), poi le università non potranno più avere Masters, etc. etc.

                                    So che sto semplificando con le nomenclature, però secondo me, ripeto, deve essere (come tra l’altro hai detto te) qualcosa di piú profondo e di conseguenza andrebbero affrontati prima top-bottom e non bottom-up.

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                                      DI nuovo, il punto di queste azioni non è risolvere problemi direttamente. Sono strumentali a far emergere i problemi che ci sono, far partire le discussioni, attirare l’attenzione. Nessuno, o quasi, crede che in sé e per sé questi siano piccoli mattoncini della soluzione o che contribuiscano direttamente.

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                                        Ma allora è marketing

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                                          Propaganda.

                                          Il problema che spesso sfugge a chi diffonde la propaganda è che non è veramente interesse di chi la crea risolvere i problemi che evidenzia, perché risolverli significherebbe perdere visibilità.

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                                            che è un’accusa qualunquista campata per aria se si parla di movimenti di migliaia di organizzazioni diverse, utile solo a rinforzare la tua visione preconcetta dell’attivismo in quanto tale. Non che questa cosa non esista, l’autoreferenzialità è un problema serio, ma scartare uno sforzo collettivo di milioni di persone in tutto il mondo sulla base di una manciata di organizzazioni disfunzionali è essere in mala fede.

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                                              Non sto parlando degli attivisti in generale o di tutte le associazioni.

                                              Sto parlando di questa propaganda e della leadership di BLM.

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                                                BLM con queste cose non c’entra niente. Quella per rinominare master e blacklist è una cosa che va avanti da almeno un decennio e in ambienti in cui BLM è totalmente irrilevante.

                                                Inoltre la “leadership” di BLM non esiste più. BLM come organizzazione vera e propria è microscopica. Ormai il termine è stato appropriato da azioni e proteste di centinaia di gruppi diversi in tutto il mondo. Si potrebbe anche argomentare che BLM come organizzazione sia piuttosto irrilevante nello sviluppo attuale delle proteste e delle azioni.

                                                Quindi non vedo cosa c’entri. Sopratutto visto che non è stata tirata in ballo prima e hai fatto affermazioni che sembrano includere tutti e nessuno.

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                                                  Perché GitHub oggi si preoccupa del nome predefinito dei branch predefiniti sui suoi repository? Perché oggi?

                                                  BLM con queste cose non c’entra niente.

                                                  Come tu stesso sottolinei, BLM è una delle organizzazioni che sta traendo maggiore vantaggio dall’omicidio di Floyd.

                                                  Quindi non vedo cosa c’entri. Sopratutto visto che non è stata tirata in ballo prima e hai fatto affermazioni che sembrano includere tutti e nessuno.

                                                  Mentre non siamo effettivamente d’accordo su alcune cose, credo che su questo ci sia semplicemente un errore di protocollo: tu sostenevi che queste azioni hanno una finalità “propagandistica”, per portare l’attenzione pubblica su altri problemi; io facevo notare che di solito, la leadership dietro a queste campagne non ha interesse a risolverli, quei problemi; a quel punto mi hai accusato di voler “rinforzare la mia visione preconcetta dell’attivismo”, generalizzando quanto avevo affermato; da cui ti ho fatto due esempi concreti, questa campagna e BLM.

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                                                    Perché GitHub oggi si preoccupa del nome predefinito dei branch predefiniti sui suoi repository? Perché oggi?

                                                    Perché stanno ricevendo pressioni politiche che prima erano molto più deboli.

                                                    Come tu stesso sottolinei, BLM è una delle organizzazioni che sta traendo maggiore vantaggio dall’omicidio di Floyd.

                                                    Ma che logica è? Mica l’hanno ammazzato loro. Un’organizzazione diventa disfunzionale nel caso in cui, ad esempio, i suoi stessi membri andassero in giro ad ammazzare persone di colore in maniera sistematica.

                                                    la leadership dietro a queste campagne non ha interesse a risolverli

                                                    Perché pensi che ci sia leadership? Cioè tu ti immagini un’organizzazione centrale con un mega direttore nerissimo che dice: “per i prossimi 6 mesi, si rompe le palle agli sviluppatori. Andate, miei prodi!”? La maggior parte di questi movimenti non ha leadership.

                                                    1. 2

                                                      Ma che logica è? Mica l’hanno ammazzato loro.

                                                      Giuro che non capisco come quanto ho scritto abbia prodotto nella tua mente questa considerazione.

                                                      Sto dicendo che BLM sta sfruttando la tragedia di Floyd per ottenere adepti e visibilità.
                                                      E parallelamente, osservo che questa campagna di promozione del “newspeak” politically correct è pretestuosa, volta ancora una volta a massimizzare l’esposizione e l’influenza di alcune organizzazioni e personalità.

                                                      Personalità che hanno molto da perdere dal dialogo costruttivo e molto dal guadagnare dal conflitto.

                                                      E tutto questo, poi, si ripercuote sul resto del mondo, che ha interiorizzato la cultura degli oppressori statunitensi così profondamente da essere persino più recettivi rispetto a quelle campagne dei bianchi negli USA.

                                                      Bianchi a cui la distruzione della memoria delle ingiustizie espressa nel linguaggio fa comodo.

                                                      Perché pensi che ci sia leadership? Cioè tu ti immagini un’organizzazione centrale…

                                                      Confondi la leadership con una organizzazione gerarchico-patriarcale analoga ad una azienda statunitense.

                                                      La leadership di una organizzazione radicata può essere distribuita.
                                                      La ’Ndrangheta ne è un esempio in Italia.

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                                            la comunicazione è importante anche in politica. La destra usa strategie estremamente complesse e indirette per promuovere le proprie posizioni reazionarie e normalizzarle. Non vedo perché i progressisti dovrebbero essere da meno. Andare alla gente a fare lunghe argomentazioni sul perché e il per come e sull’importanza di tanti temi politici è un esercizio sterile: le persone non hanno il tempo e l’energia per ascoltare, non hanno spesso gli strumenti critici per capire e sono abituate ad una comunicazione dove le regole le detta, anche e sopratutto, il marketing tradizionale o digitale. Questo elemento di psicopotere è fondamentale e ignorarlo vuol dire condannarsi all’irrilevanza dei micro partiti marxisti-leninisti che si fanno le seghe in cerchio in uno sgabuzzino su quanto è bello il loro 0.1% alle ultime elezioni.

                                            Se non si possono dettare o rompere le regole su come arrivare alle persone, bisogna giocare con le regole vigenti.

                                            1. 2

                                              Ma quelle regole sono regole di dominio.

                                              Giocare con quelle regole sperando di liberare qualcuno è pura fantasia.

                                              1. 3

                                                Giocare con quelle regole sperando di liberare qualcuno è pura fantasia.

                                                L’alternativa è essere irrilevanti, come tendono ad esserlo la quasi totalità delle organizzazioni che si curano solo del contenuto e non della forma e del mezzo.

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                                                  Gandhi non giocava con le regole del suo oppressore.
                                                  Eppure non è stato irrilevante.

                                                  Credere di poter usare le armi del nemico meglio di lui è molto ingenuo: significa farsi assimilare, diventando ingranaggi del sistema oppressivo che si dichiara di voler scardinare.

                                                2. 1

                                                  Si può comunicare a più livelli.

                                                  Se vuoi vederla con una metafora in un certo modo anche i libri di filosofia hanno una copertina e fanno uso di marketing per vendersi. Alcuni leggeranno solo l’intervista all’autore sul giornale di turno, chi vuole approfondirà.

                                    2. 2

                                      l’ambiente italiano è apertamente ostile, tossico e dogmatico per tutti quanti.
                                      L’inclusione delle persone di colore è ad anni luce.

                                      Questa è una balla così colossale che chiunque viva in Italia non ha bisogno che io ti smentisca.
                                      Certamente abbiamo razzisti anche in Italia, ma non sono distribuiti uniformemente sul territorio… ed in particolare nell’IT, da noi NON è prevalente e non lo è mai stato.

                                      La ragione è semplice: millenni di saccheggi, guerre e contaminazioni da nord come dal mediteranneo.

                                      non è qualcosa di cui questi attivisti si dovrebbero preoccupare. é qualcosa di cui noi dovremmo preoccuparci

                                      Su questo siamo d’accordo.
                                      NOI dovremmo preoccuparci di resistere all’omologazione statunitense!

                                      Invece ci adagiamo a pensare di avere i loro problemi

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                                        Questa è una balla così colossale che chiunque viva in Italia non ha bisogno che io ti smentisca. Certamente abbiamo razzisti anche in Italia, ma non sono distribuiti uniformemente… ed in particolare nell’IT, da noi NON è prevalente e non lo è mai stato.

                                        Hai presente quella che dice: “Se non sai chi è l’idiota del gruppo, probabilmente l’idiota sei tu?” Si può applicare anche a tante altre caratteristiche, tipo l’essere razzista.

                                        In ogni caso non parlavo necessariamente di razzismo. Il settore è imbevuto di machismo dalla testa ai piedi come lo era quello Americano fino a 10-15 anni fa, che danneggia uomini, donne e persone di culture diverse.

                                        NOI dovremmo preoccuparci di resistere all’omologazione statunitense!

                                        Sì, però se l’obiettivo degli Americani è essere meno stronzi verso il prossimo, la nostra resistenza non può essere: “rimaniamo stronzi, così gliela facciamo vedere a questi americani”. Ed è quello il risultato se questa resistenza non si materializza in cambiamenti e proposte concrete, con un dibattito nativo sugli stessi temi, Rifiutare tutto il pacchetto come se la discriminazione e l’inclusività fossero concetti prettamente americani non è resistere, è chiudere gli occhi verso i propri problemi per sentirsi meglio dei “barbari”

                                        1. 2

                                          Il settore è imbevuto di machismo dalla testa ai piedi come lo era quello Americano fino a 10-15 anni fa

                                          Questo è semplicemente falso.
                                          Sarà vero in alcune aziende o in alcune città, ma è falso nella stragrande maggioranza delle aziende e delle città italiane. Che non sono solo Milano. ;-)

                                          con un dibattito nativo sugli stessi temi

                                          Perché “sugli stessi temi”?

                                          Tu presupponi che “rimaniamo stronzi” sia l’unico modo di resistere perché hai già accettato ed interiorizzato l’idea che ogni sviluppatore italiano sia come l’“Americano fino a 10-15 anni fa”. E’ la narrazione prevalente, ma è falsa. E dovrebbe essere chiaro il perché: migliaia di anni di storia precedente.

                                          La tua affermazione è vera solo in quei contesti che hanno accolto ed accettato la narrazione e la cultura statunitense. Come hai, consapevolmente o meno, fatto tu.

                                          Hai lavorato in Piemonte? Hai lavorato in Sicilia? Hai lavorato in Emilia? In Calabria?
                                          Pensi davvero che ci siano gli stessi problemi a Palermo e a Minneapolis? Gli stessi oppressi? Gli stessi oppressori?

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                                      Ma le Code of Conduct non dicono nulla di male, sono delle regole abbastanza civili per quanto mi riguarda e ha perfettamente senso che esistano. Non vedo alcuna forzatura in tal senso.

                                      1. 1

                                        Dipende.

                                        Che una comunità scelga un proprio codice di condotta è assolutamente legittimo.

                                        Ma le Code of Conduct, nelle comunità di sviluppo più articolate e con una leadership forte sono uno strumento nelle mani di tale leadership. Impongono un comportamento aziendale a volontari. Impongono strutture di controllo gerarchiche. E tendenzialmente marginalizzano coloro che scelgono di non conformarsi.

                                        Ed a ben guardare, sono state diffuse, di nuovo, per rispondere a problemi tipici della società IT statunitense, come il sessismo nelle sue varie espressioni.

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                                          E tendenzialmente marginalizzano coloro che scelgono di non conformarsi.

                                          Quello non è dovuto al code of conduct. Il concetto stesso di comunità necessita di qualcuno che stia dentro e qualcuno che stia fuori. Altrimenti non è una comunità.

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                                            Il concetto stesso di comunità necessita di qualcuno che stia dentro e qualcuno che stia fuori.

                                            Il concetto stesso di comunità necessita di qualcuno che stia dentro e qualcuno che stia fuori.

                                            Ti sbagli, il concetto di comunità non presuppone affatto conformismo.

                                            Presuppone l’esistenza di un bene in comune, usato in modo responsabile dai membri della comunità e protetto, attraverso leggi, regolamenti o convenzioni, dalla sottrazione/distruzione/abuso dei singoli e delle terze parti.

                                            Il fatto che i membri della comunità siano simili o variegati non definisce la comunità. Solitamente la varietà di esperienze e prospettive garantisce resilienza e stabilità alla comunità (purché ci sia consapevolezza del valore di queste differenze in tutti i membri). Il conformismo invece rende la comunità più facile da scalare per chi ne adotta le convenzioni senza condividerne le convinzioni.

                                            La definizione di una comunità deriva dalle regole di condivisione del bene in comune, non da quelle di comportamento reciproco.

                                            Regole che possono comunque essere legittime e persino utili se ideate e scelte dalla comunità stessa per affrontare i propri problemi relazionali, non quelli di una azienda statunitense con manager razzisti che molestano le colleghe.

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                                    Oggettivamente devo comunque dire che su Git main è più appropriato di master a mio avviso, rende più l’idea di cosa rappresenti quel branch.

                                    Può anche essere, ma onestamente sembra una presa per il culo in questo momento. Devono tutti salire sul carro per poter dire “eh no aspetta caro mio, io ho postato un’immagine nera e ho cambiato il colore del logo dell’azienda per quasi 7 giorni. Nonono per carità mica è finita lí, ho anche cambiato il branch name, mica male eh? Sono stato bravo?

                                    Poi boh, onestamente non so nemmeno cosa dire d’altro. Esco a farmi un aperitivo e prendo il mio solito, ah no niente.

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                                      Può anche essere, ma onestamente sembra una presa per il culo in questo momento

                                      Era quello che ho espresso nella prima parte del mio intervento.

                                    2. 1

                                      Oggettivamente devo comunque dire che su Git main è più appropriato di master a mio avviso, rende più l’idea di cosa rappresenti quel branch.

                                      Vero ma master e slave sono un concetto di strutturazione che viene applicato in diversi modi e ambiti. Mi vengono in mente i flip flop con archittettura master e slave per esempio.

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                                        Vero ma master e slave sono un concetto di strutturazione che viene applicato in diversi modi e ambiti

                                        Io mi riferivo al solo ramo master su Git che non ha un corrispettivo slave, quindi è più appropriato main.

                                        In altri contesti rimane ovviamente la nomenclatura master/slave

                                    1. 2

                                      E’ legale in Europa? Ho sempre pensato che i datori di lavoro fossero tenuti a permettere agli impiegati di sindacalizzarsi.

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                                        Credo di no: quanto meno in Italia, la condotta antisindacale è un reato.

                                        Ma attenzione: poter leggere le conversazioni di chi usa quel termine è molto più utile di censurarlo!

                                        1. 3

                                          No e apparentemente stanno già alzando la voce

                                          https://www.etuc.org/en/document/letter-facebook-content-control-employers

                                        1. 2

                                          Per me la regola per usare qualsiasi XaaS è determinare se e quando me ne vorrò andare e nel caso capire quanto mi costerà in termini di effort. Ormai la maggior parte delle soluzioni PaaS sono molto più flessibili di un po’ di anni fa e la maggior parte raramente ti legherà le mani se non hai bisogno di eccessivo controllo sulla scalabilità. Chiaramente il trade-off c’è sempre: farsi le cose in casa dà necessariamente più controllo ma programmatori e sistemisti tendono ad essere terribili nello stimare quanto controllo gli serva. O sono ossessionati e spaventati dal non poter toccare qualche leva, o semplificano eccessivamente i requisiti e la complessità di un deployment. Sebbene in linea di massima il controllo sia da preferirsi e prioritizzare, a volte serve solo buttare fuori un prototipo che sta su e lì una PaaS va bene

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                                            a volte serve solo buttare fuori un prototipo che sta su e lì una PaaS va bene

                                            In effetti il Prototype-as-a-Service da il meglio di sé nella messa in produzione di MVP, Minimum Valuable Prototype.

                                            programmatori e sistemisti tendono ad essere terribili nello stimare quanto controllo gli serva

                                            Solo se non hanno sufficiente esperienza.
                                            Tuttavia, un po’ come il colore su una tela, la complessità è molto più facile da aggiungere che da rimuovere: se ci si trova fuori dalla propria confort zone, molto meglio eccedere nella semplicità che complicare tutto risolvendo problemi del tutto immaginari (o di moda).

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                                            Qui comunque la fanno complicata: due anni fa segnalai il problema a Mozilla e Google https://bugzilla.mozilla.org/show_bug.cgi?id=1487081

                                            Basta cercare di caricare una GIF per il port scanning, vedi

                                            Vedi https://dev.to/shamar/the-meltdown-of-the-web-4p1m e https://rain-1.github.io/in-browser-localhostdiscovery

                                            Ed il port scanning è uno degli esempi più semplici ed ovvi di quella classe di attacchi.

                                            E non è l’aspetto più pericoloso: come qualsiasi ads, il JavaScript può essere personalizzato da chi ha i mezzi adeguati. Perché attaccare tutti rischiando di farsi beccare quando puoi attaccare solo un dissidente politico o un giornalista troppo curioso?

                                            1. 1

                                              Ma io mi chiedo: possibile che chi sviluppa questi software non sia consapevole dell’effetto che avranno sul suo stesso lavoro?

                                              A volte ho l’impressione che ci sia un esercito di persone ben felici (o quanto meno rassegnate) di diventare ingranaggi sostituibili.

                                              Voi cosa ne pensate?

                                              Mi piacerebbe sentire una prospettiva antitetica alla mia per provare a comprenderla. C’è qualcuno che saluta con gioia queste “innovazioni”?

                                              1. 1

                                                Assolutamente sì. La maggior parte dei dev è totalmente distante dagli impatti del proprio lavoro e raramente ragiona sulla big picture. In questo caso il culto dell’efficienza è già parte del background di molti ingegneri e agganciarlo alla prospettiva di un mondo in cui loro estendono lo stesso modello di efficienza a tutti è relativamente semplice da vendere.

                                              1. 1

                                                Nooo!

                                                Chi l’avrebbe mai detto? :-D

                                                1. 1

                                                  Ho letto tutto l’articolo e in generale non mi trovo d’accordo con il tono. Trovo difficile che avendo installato Immuni:

                                                  ogni popolazione Immuni-zzata si sentirà al sicuro: ciascuno si comporterà normalmente fino alla ricezione della notifica di contatto con un infetto. Non ci sono prove per questo, è una tua supposizione.

                                                  Purtroppo, se non verrà garantito un test diagnostico entro 24 ore dalla ricezione della notifica di contatto con un infetto, i contatti che riceveranno la notifica NON avranno ragione (e modo) di informare gli altri propri contatti del pericolo. Si metteranno in quarantena, riducendo i contatti futuri, ma NON avviseranno (tramite Immuni) tutti coloro che hanno infettato nel frattempo. E queste persone, quelle che all’inizio dell’epidemia venivano definiti “contatti di secondo livello” ed invitate a fare una vita normale perché “il contagio è poco probabile” e “non bisogna diffondere il panico” e “bisogna evitare danni per l’economia”, non verranno avvisati o testati.

                                                  In questi due paragrafi non capisco dove vuoi arrivare: prima non avevi modo di sapere se avevi incontrato un contagiato in autobus, per dire. Ora, se entrambi avete installato l’app, si può. Non copri tutti i potenziali contatti, certo, ma è un incremento della copertura e se il cittadino vuole cooperare, si mette in autoquarantena. Se insorgono sintomi, sai che potresti essere infetto.

                                                  E queste persone, in buona fede e legittimamente, continueranno a diffondere il virus. In fondo hanno installato Immuni! Le avvertirebbe se fossero a rischio!

                                                  Sì, certo, ma Immuni non copre tutti i possibili contagiati.

                                                  Ed a settembre, quando il decorso della malattia tenderà ad aggravarsi, molti moriranno proprio grazie ad Immuni.

                                                  Vabbè speriamo di no, questo mi sembra un po’ esagerato.

                                                  Persone che ragionevolmente chiameranno il proprio medico di famiglia, già oberato dai malati veri.

                                                  Eviti di intasare il pronto soccorso. Se hai sintomi + immuni positivo al contagio, chiami il tuo medico di famiglia.

                                                  E non si potrà tornare indietro: la sorveglianza di massa verrà giustificata continuamente, sempre in nome di nuovi pericoli.

                                                  Bella sorveglianza di massa se lasci ai cittadini la scelta di installarla o meno.

                                                  In sostanza basi il tuo articolo sull’assunto, tutto da dimostrare, che le persone si considereranno al di sopra di qualsiasi pericolo di contagio se installano Immuni. È un po’ debole e un poco presuntuoso secondo me, ma è solo la mia opinione.

                                                  Io ragiono così: se non avessimo avuto l’app sarebbe cambiato qualcosa in meglio? Credo di no. Al massimo le cose rimarranno uguali. Avere l’app porta benefici? Potenzialmente sì, ma è da vedere. Allora proviamoci.

                                                  Le tue preoccupazioni possono essere risolte con una campagna di comunicazione efficace. Però non condivido le problematiche e le conclusioni drammatiche che prevedi.

                                                  Detto questo, speriamo bene.

                                                  1. 1

                                                    Ho letto tutto l’articolo

                                                    Ti ringrazio! :-)

                                                    Ora, se entrambi avete installato l’app, si può.

                                                    Purtroppo non è così.
                                                    Per mille ragioni potresti venire contagiato senza che Immuni (o meglio, il servizio di Google e Apple) consideri sufficiente la probabilità di contagio. O potresti venire allertato nonostante uno schermo in vetro che ti protegge. E in Silicon Valley lo sanno benissimo: non viene stimata la vostra distanza e la durata del contatto (ovvero parametri verificabili), ma una probabilità di contagio che non è verificabile. E che, volendo, può essere aggiustata fra un update di sicurezza e l’altro.

                                                    Se insorgono sintomi, sai che potresti essere infetto.

                                                    E questo non è vero anche senza Immuni?
                                                    Dal punto di vista medico, però, tutti i falsi positivi si scaricheranno sui medici di famiglia, che già lavorano 12 ore al giorno senza un attimo di tregua (quanto meno in Piemonte, per quanto posso vedere).

                                                    Sì, certo, ma Immuni non copre tutti i possibili contagiati.

                                                    Non ho capito se questa è un’obiezione.

                                                    Comunque il problema in quel passaggio è che chi non sa programmare fatica a pensare in modo ricorsivo ed esponenziale.

                                                    Se alle notifiche corrisponde un test diagnostico entro 24 ore, l’algoritmo viene eseguito su tutti i positivi e di conseguenza questi potranno scatenare l’alert verso i propri contatti, ricorsivamente. Altrimenti, oltre a far andare in isolamento persone sane, oltre a ridurre il tempo che i medici possono dedicare ai malati, lasci andare in giro persone contagiose che pensano di non esserlo.

                                                    Eviti di intasare il pronto soccorso.

                                                    Sono mesi che chi sospetta di avere il covid chiama il medico di famiglia: non è quello il problema che si vuole risolvere.

                                                    Per contro i medici di famiglia si occupano dei malati (di covid e di tutto il resto): sei sicuro di volerli caricare anche dei sani? E poi cosa pensi che gli possano dire? “Guardi, se non ha sintomi non posso metterla in malattia, ma non posso neanche dirle di uscire.”

                                                    In sostanza basi il tuo articolo sull’assunto, tutto da dimostrare, che le persone si considereranno al di sopra di qualsiasi pericolo di contagio se installano Immuni.

                                                    No, hai capito male.

                                                    Chi installa Immuni non si sentirà “al di sopra di ogni pericolo”, ma si riterrà legittimamente non contagioso per gli altri. Si sentirà “responsabile”, crederà di aver fatto il proprio dovere per difendere i più fragili e… non manterrà le precauzioni necessarie per proteggere davvero se stesso e gli altri.

                                                    D’altronde è il selling point di Immuni!
                                                    Ritornare alla normalità.

                                                    E fino alla ricezione della notifica di contatto, tutti si comporteranno normalmente.

                                                    E questo favorirà la diffusione del virus.

                                                    Le tue preoccupazioni possono essere risolte con una campagna di comunicazione efficace.

                                                    Già me la immagino!

                                                    “Installate Immuni! Può essere utile! Ma attenti che Immuni non protegge nessuno, quindi: uno per volta al supermercato! E distanza di 2 metri! E telelavoro! E didattica a distanza! E…”

                                                    :-D

                                                    È un po’ debole e un poco presuntuoso secondo me…
                                                    Però non condivido le problematiche e le conclusioni drammatiche che prevedi.

                                                    Ne prendo atto.
                                                    Ma ti consiglio di parlarne un paio d’ore con tre o quattro medici.

                                                    Io l’ho fatto. ;-)

                                                  1. 2

                                                    Assumiamo, per semplicità di ragionamento, che la totalità della popolazione installi questa app di “contact tracing”. Considerato che WhatsApp (l’app più installata al mondo) è presente sui cellulari di meno del 60% della popolazione italiana, si tratta di una assunzione estremamente improbabile nella nostra penisola. Purtuttavia è possibile che in determinate zone del territorio nazionale, le popolazioni locali aderiscano in massa a questo surreale piano di contenimento del virus.

                                                    Considerato che l’Islanda (mi pare, era uno di quei posti al nord) è riuscita a malapena ad arrivare al 40% di installazioni avendo una popolazione tendenzialmente disponibile all’iniziativa e avendo lanciato l’app settimane prima di Immuni (e comunque pure i casi in cui è davvero servita si sono rivelati pochissimi pure per i numeri del Paese), quando l’allarme era molto più alto, per me questa è la pietra tombale del progetto. Tra l’altro è almeno un mese che vedo girare queste considerazioni (la prima volta per mano di un’amica che era bloccata in un camper in mezzo al deserto australiano da settimane: qualcuno che avesse visto più persone che canguri durante il dibattito ci sarebbe dovuto arrivare prima).

                                                    Perché se una cosa funziona si può discutere di aspetti delicati come la privacy o il bisogno di fare più tamponi, ma se non funziona non funziona. E’ come metterci a discutere dei problemi di privacy dell’andare da un medium per farsi dare i numeri del lotto: ok, è un problema, ma ne hai uno ancora più grosso a monte.

                                                    1. 2

                                                      Il problema è che la percentuale di installazioni varierà notevolmente nei diversi territori.

                                                      In alcuni territori non se la filerà nessuno. Altrove la installeranno tutti.

                                                      Ed è dove verrà installata di più, che sarà più dannosa per la salute pubblica.

                                                      1. 1

                                                        Io invece credo che (non) sarà installata in modo abbastanza uniforme. Da quello che sto vedendo in giro, lo scetticismo verso Immuni è piuttosto uniforme in tutto il territorio nazionale.

                                                        1. 3

                                                          Da quello che sto vedendo in giro, lo scetticismo verso Immuni è piuttosto uniforme in tutto il territorio nazionale.

                                                          Secondo me lo è per infondati motivi di privacy, mentre il problema qui è soprattutto tecnologico, come ha giustamente fatto notare più volte @Shamar.

                                                          Dico infondati perché l’app non mina la privacy più di quanto non facciano già le altre app installate sui cellulari.

                                                          Avete mai visto la sfilza di cose che chiede l’app di Facebook che addirittura spesso si trova preinstallata su alcuni smartphones? Ve la posto qua sotto, scusate la lunghezza ma non è colpa mia. Scommetto che gli scettici sono gli stessi che postano su facebook dal cellulere dicendo che non installeranno immuni perché viola la privacy.

                                                          This app (Facebook) has access to:
                                                          Identity
                                                          
                                                              read your own contact card
                                                              find accounts on the device
                                                              add or remove accounts
                                                          
                                                          Photos/Media/Files
                                                          
                                                              modify or delete the contents of your USB storage
                                                              read the contents of your USB storage
                                                          
                                                          Phone
                                                          
                                                              directly call phone numbers
                                                              read phone status and identity
                                                          
                                                          Device ID & call information
                                                          
                                                              read phone status and identity
                                                          
                                                          Storage
                                                          
                                                              modify or delete the contents of your USB storage
                                                              read the contents of your USB storage
                                                          
                                                          Wi-Fi connection information
                                                          
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                                                          1. 3

                                                            “eh ma allora Facebook e Google” non regge come argomentazione, c’è una bella differenza tra azienda privata e stato. In ogni caso io disinstallo sempre l’app di FB :P

                                                            1. 3

                                                              Appunto, ancora peggio! La gente si lamenta di dare un ID allo Stato Italiano che già sa dove abiti, con chi vivi, quanto guadagni e dove lavori ma accetta bellamente di regalare tutta la sua vita personale ad un privato che ha già avuto problemi legali per la diffusione dei dati personali.

                                                              Non voglio toccare il tema della sorveglianza di massa sulla quale non sono d’accordo in quanto evoca scenari Orwellinani dai quali sarà difficile uscirne.

                                                              Io comunque non l’ho installata e non penso di farlo, né per me, né per la mia famiglia. Per motivi tecnici perché sono anch’io convinto che non possa mai funzionare, non per problemi di privacy.

                                                              1. 2

                                                                Ma infatti è sbagliato anche dare tutti quei dati a Facebook, una cosa non esclude l’altra. Facebook però non controlla l’esercito (per ora)

                                                              2. 2

                                                                c’è una bella differenza tra azienda privata e stato

                                                                Non quando quell’azienda privata è legata mani e piedi ad almeno uno stato

                                                              3. 1

                                                                E’ un tipico caso di “doing the right thing for the wrong reasons”.

                                                        1. 3

                                                          L’articolo ha una valanga di buone ragioni, che però per gran parte dipendono da fattori esterni, come ad esempio:

                                                          • l’anarchia quasi secolare in campo hardware. Per esempio, è assurdo che occorra fare reverse-engineering dei driver windows per poter implementare un driver per Linux. Ed è assurdo che piattaforme costose non garantiscano servizi essenziali, come ad esempio disponibilità di seed random all’early boot

                                                          • i bizantinismi legacy resistenti ad ogni messa in soffitta e ogni semplificazione (Posix, X11, ecc.)

                                                          • l’ostilità ideologica (vedi gli anti-systemd), e l’assenza di fondi per sostenere chi sviluppa i mattoni fondamentali (gtk, ecc.)

                                                          1. 1

                                                            l’ostilità ideologica

                                                            Mi sapresti spiegare cos’è?

                                                            Di solito mi capita di sentire questa locuzione da ex-sviluppatori che per non sembrare obsoleti seguono disperatamente le mode e le buzzword del momento.

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                                                            Americani.

                                                            Proiettano il proprio framework di riferimento su tutto il mondo, come se i loro problemi fossero universali.

                                                            E noi, succubi, scegliamo una delle parti offerte come scegliamo le patatine al supermercato.


                                                            Scrivere software libero è stato un atto politico sin dal principio. Ora interessa alle minoranze organizzate per la stessa ragione cui interessa alle aziende: vogliono decidere che software debbiamo scrivere.

                                                            1. 1

                                                              Beh, non si può dire che non ci sia una vecchia guardia anche in italia e che non sia, come è normale, allineata su valori molto diversi da quelli dei giovani. Poi i vecchi non saranno libertari pro-armi, ma dinamiche simili esistono comunque.

                                                              E comunque buona parte di quella generazione e di quell’open source esiste principalmente in ambito americano, quindi il tuo commento lascia un po’ il tempo che trova. Anche quando è fatto da Europei come Torvalds, è fatto in un ambiente culturale, sociale ed economico che è, nel bene o nel male, americanocentrico.

                                                              1. 1

                                                                una vecchia guardia anche in italia

                                                                Ho citato l’Italia?
                                                                Per altro un Paese per molti versi filo-americano fin dal… Piano Marshall?

                                                                Il mondo è più vasto e più vario di così.

                                                                dinamiche simili esistono comunque

                                                                Io direi di no, ma sono curioso di sentire degli esempi.

                                                                Io lavoro con molte sviluppatrici, per esempio. Una mia collega, architetto software rispettatissimo nella nostra azienda è di colore. E la cosa non è mai stata più rilevante del mio colore di capelli.

                                                                buona parte di quella generazione e di quell’open source esiste principalmente in ambito americano

                                                                Buona parte, non la maggioranza.

                                                                Se parliamo dei progetti “di successo” da un punto di vista commerciale, è piuttosto ovvio che in un sistema capitalista USA-centrico, i progetti con maggiore visibilità siano quelli che riproducono i meccanismi e i problemi della loro società.

                                                                Ma il software libero è molto più vasto e variegato.

                                                                Purtroppo, convincerci che abbiamo tutti i loro problemi è il primo passo per farci scegliere fra le loro soluzioni off-the-shelf.

                                                                E ci riescono benissimo!

                                                                D’altronde accettare proni le soluzioni a problemi che non abbiamo è facile, mentre riconoscere, accettare ed affrontare i nostri problemi richiede energie mentali e confronti politici che ci distoglierebbero dal codice. E noi dobbiamo produrre!

                                                                Produrre! Produrre! Produrre!

                                                                Per consumare o per servire i SJW, non importa, purché produciamo codice, senza farci troppe domande.

                                                                Che ci fate qui… a PRODURRE! :-D

                                                                1. 1

                                                                  E la cosa non è mai stata più rilevante del mio colore di capelli.

                                                                  Questo forse dovrebbero dirlo loro, non tu. Altrimenti dai ragione all’autore dell’articolo.

                                                                  Se parliamo dei progetti “di successo” da un punto di vista commerciale,

                                                                  Parlavo di software rilevante, non necessariamente commercialmente. La maggior parte del free software e dell’open-source sono rilevanti in micro-bolle che sono invisibili dall’esterno e irrilevanti su un piano materiale, sociale e politico. Quindi per me quelli non contano.

                                                                  1. 1

                                                                    Questo forse dovrebbero dirlo loro, non tu. Altrimenti dai ragione all’autore dell’articolo.

                                                                    No guarda, posso dirlo anche io. Non siamo americani, ne le mie colleghe, ne io. La retorica delle minoranze statunitensi qui non funziona.

                                                                    Qui si viene penalizzati per l’adesione alla CGIL, non per il sesso, il genere, il colore della pelle o i gusti sessuali.

                                                                    E lo vediamo tutti. E quindi lo possiamo dire tutti.

                                                                    Parlavo di software rilevante, non necessariamente commercialmente

                                                                    Sì… cambia poco.
                                                                    Giudichi il mondo con i criteri della maggioranza, mainstream. Come potrai affrancarti dai suoi meccanismi?

                                                                    Ogni progetto di successo, inizia come “micro-bolla invisibile dall’esterno”. Eccetto, ovviamente, quelli avviati da startup americane o dai colossi che ci schiacciano tutti.

                                                                    Sono questi i progetti open source che ti interessano.
                                                                    Quelli che servono il sistema capitalista.

                                                                    Chissà perché! ;-)

                                                                    1. 2

                                                                      No guarda, posso dirlo anche io. Non siamo americani, ne le mie colleghe, ne io. La retorica delle minoranze statunitensi qui non funziona.

                                                                      Non è che non puoi dirlo, è che non mi fido. Il fatto che non si lamentino o non lo vengano a dire con te, non vuol dire che non ci siano problemi. La mia ragazza, di colore, quando lavorava nel settore IT non osava fiatare in ufficio, ma non vuol dire che andasse tutto bene. E così per qualsiasi persona che venga discriminata e abbia paura di ripercussioni, sia sociali che lavorativi.

                                                                      E lo vediamo tutti.

                                                                      Il fatto che tu pensi di poter vedere tutto quello che vivono gli altri e dare giudizi è proprio l’arroganza di cui si accusa la vecchia guardia. E questo si applica anche nel software: “Ma come ricompilare il kernel per far andare una chiavetta USB è difficile? Né io né nessuno dei miei amici abbiamo mai avuto problemi, figurati se gli utenti avranno problemi”

                                                                      Giudichi il mondo con i criteri della maggioranza, mainstream. Come potrai affrancarti dai suoi meccanismi?

                                                                      Non sto parlando di maggioranza, sto parlando dell’interesse di persone che esistono al di fuori del nucleo sociale che li crea. Se tu fai software per te e per i tuoi simili, e i tuoi simili son ben pochi, non avrai mai rilevanza.

                                                                      Sono questi i progetti open source che ti interessano. Quelli che servono il sistema capitalista.

                                                                      Bait di qualità veramente bassa. Non si sta parlando né di soldi né di vendibilità. Si sta parlando di impatti sistemici, su strutture sociali, comunità e persone reali.

                                                                      1. 1

                                                                        La cosa divertente è che tu squalifichi come arrogante me, ma non consideri per un istante l’ipotesi che dopo 10 anni di lavoro con i miei colleghi e le mie colleghe potrei conoscerli meglio di te che non li hai mai visti.

                                                                        Non preoccuparti, la cosa non mi da fastidio, ma è interessante da un punto di vista psicologico e sociale.

                                                                        Supponi per un momento che invece ciò che ti ho descritto corrisponda perfettamente alla realtà (come in effetti è, qui): cosa potrei dire io per farti considerare questo dato invece di scartarlo come un errore di misurazione?

                                                                        Se tu fai software per te e per i tuoi simili, e i tuoi simili son ben pochi, non avrai mai rilevanza

                                                                        Linux è il primo controesempio che mi viene in mente.

                                                                        Ma scommetto che troverai un modo per scartarlo come eccezione.

                                                                        è che non mi fido

                                                                        Questo è comprensibile: devi scegliere fra credere ad un estraneo che ha una prospettiva diversa dalla tua e conservare le convinzioni costruite sulla tua personale prospettiva. È naturale che tu scelga di non credermi. Si tratta di efficienza energetica: estendere la tua prospettiva implica rianalizzare tutte le tue convinzioni. E le tue relazioni!

                                                                        Piuttosto preferisci credere che i problemi degli States siano veramente universali.

                                                                        Io invece credo che i problemi di cui parliamo esistano e siano gravissimi, MA specifici degli USA (e delle loro colonie culturali).

                                                                        Si sta parlando di impatti sistemici, su strutture sociali, comunità e persone reali.

                                                                        Esatto.

                                                                        Forse non sono stato chiaro: non parlavo del capitalismo USA-centrico in termini meramente economici, parlavo della sua egemonia culturale.

                                                                        Tale egemonia ti spinge a considerare tutto in termini calcolistici. Ti spinge a considerare la politica con una dialettica fra interessi contrapposti etc…

                                                                        Ed applichi (come fa l’autore dell’articolo) questo metodo anche al software, stabilendo cosa è rilevante e cosa no in termini utilitaristici.

                                                                        Purtroppo così finisci per giocare secondo le regole del tuo nemico e sul suo territorio.

                                                                        Bait di qualità veramente bassa

                                                                        Hai frainteso: non intendevo che a te interessano economicamente solo i progetti di successo, intendevo che ti interessano politicamente. E lo dici tu stesso, scartando migliaia di progetti perché “irrilevanti”.


                                                                        Comunque mi sembra evidente che non siamo d’accordo. Ed è tardi… E devo sistemare un server Jitsi per una scuola… Sai ho dei giovani da corrompere, io! :-D

                                                            1. 5

                                                              Il kernel Linux contiene già diverse centinaia di system calls e ora, dopo lunghissimo dibattito, si arriva ad aggiungere quest’altra che serve solo a risparmiare tre chiamate in fila (open, read, close).

                                                              Purtroppo c’è da applaudire perché è uno use-case frequentissimo, sia per leggere dalla gerarchia sysfs (i parametri del kernel esposti sotto forma di files, come da tradizione del Plan9: proc, sys…), sia per leggere files fino a 4k (file di configurazione, ecc.). Nel primo caso basterà qualche breve strncmp per rintracciare i dati da leggere, senza neppure avviare tutto l’ambaradan di recupero inode/block da un filesystem.

                                                              Ho detto “purtroppo” perché la semplicità dell’interfaccia “tutto da files” va bene quando i carichi di lavoro non sono grossi (così come l’invenzione dei cgroups per blindare meglio il sistema, perché il modello utenza/gruppo/permessi non bastava più). Non siamo più ai tempi dei primi Unix con poche decine di syscalls. (Magari sarebbe ora di ripensare il design di sistemi operativi senza partire dalle oltre tremila pagine dello standard Posix)

                                                              Questa READFILE mi ricorda parecchio i dischi di nuova concezione (letti e scritti con key/value anziché con numero settore/cilindro/traccia), tecnologia commercialmente in giro già da diversi anni.

                                                              1. 1

                                                                Capisco la tua prospettiva: in effetti è un caso d’uso frequente.

                                                                Tuttavia l’uniformità di interfaccia di un sistema minimale come Plan 9, le cui chiamate di sistema sono abbastanza ortogonali, ha vantaggi di scala che le alternative mainstream (Chrome su Linux, Chrome su Windows, Edge su Windows, Firefox su…) si sognano.

                                                                Si tratta però di una asimmetria interessante: l’ottimo locale (l’efficienza di fare una singola syscall invece di tre) diventa irrilevante globalmente. Ma poiché tutti pensano ancora ai sistemi operativi “un computer alla volta”, si ignorano i costi globali dovuti al’incremento di complessità (la nuova syscall genererà casi su autoconf in migliaia di tool) e si festeggia i pochi millisecondi guadagnati.

                                                                Per contro, devo dire, l’asimmetria è così netta da farmi riflettere sull’architettura di Jehanne che invece ottimizza tutto globalmente, sacrificando l’efficienza locale.

                                                                Chissà se esiste un’architettura semplice capace di salvare capra e cavoli?

                                                                1. 2

                                                                  Molto interessante Jehanne, grazie di averlo nominato.

                                                              1. 1

                                                                Most likely, the algorithm is only of theoretical interest.

                                                                Ma allora perché tenerlo dietro paywall?

                                                                1. 4

                                                                  Sul sito del lug abbiamo pubblicato un articolo simile https://www.gl-como.it/v2015/diretta-video-con-nginx/

                                                                  (ne approfitto per fare un po’ di pubblicità :) ) questo martedì dalle 21 lo metteremo alla prova con la prima puntata video live di quello che era il podcast organizzato dal lug: OpenCast. Sarà visibile qui: https://live.gl-como.it/view.html#gl-opencast

                                                                  1. 2

                                                                    Molto interessante, grazie mille della segnalazione!

                                                                    Mi è stato chiesto di esplorare soluzioni di streaming per una scuola (che di default si affiderebbe a YouTube) e cercavo proprio qualcosa del genere. Devo capire se e come riesco ad integrarlo con Jitsi via Jibri…. ma grazie!