1. 2

    Già letto su reddit. In linea di massima sono d’accordo su quasi tutto. Anche se la mia esperienza differisce un po’. Le persone che mi hanno confidato la loro RAL negli anni si potrebbero contare sulle dita di una mano.

    PS alcuni subreddit italiani stanno diventando un covo di repressi. I commenti sono spesso allucinanti.

    1. 1

      La pandemia ha scoperchiato il vaso di pandora. Ha portato alla luce incoerenze che erano sotto gli occhi di tutti ma che nessuno aveva il coraggio di mettere in discussione. Forse l’articolo non cita tutte le dovute fonti, ma sento di poter affermare che il sentimento generale è quello un po’ per tutti: a lavorare da remoto ci guadagnano tutti, tranne i micro manager. Può sembrare scontato per alcuni (il fatto che le figure digitali possano lavorare ovunque), ma pensa sia decisamente utile alla cause che il concetto venga ripetuto ancora e ancora.

      Mi ha spiazzato il finale, in cui parla di una riscoperta del lavoratore come sviluppatore indipendente. Pensavo chiudesse col fatto che se le aziende non si adeguano, perderanno talenti (forse).

      1. 3

        In wish-list ho:

        • The Pragmatic Programmer di Andrew Hunt
        • Code Complete di Steve McConnell
        • sottoscrizione a Brilliant

        Inoltre vorrei provare a chiedere dello spazio cloud (aws and company), ma non so se accetteranno.

        1. 3

          Inoltre vorrei provare a chiedere dello spazio cloud (aws and company), ma non so se accetteranno.

          Questa è una buona idea. La mia azienda da’ ai dipendenti un bel po’ di credito al mese su Azure da usare per quello che si vuole; sfrutto la mia sottoscrizione per fare test, provare software, fare PoC per i clienti, sperimentare cose nuove, ecc.

          Quando ho finito cancello tutto. Con un modello on-demand i costii si contengono e tra l’altro pur se estesa a tutti solo una minima frazione di dipendenti sfrutta questa opportunità.

          1. 2

            Mi hai fatto venire in mente che nella mia vecchia azienda avevamo una 50ina di sottoscrizioni a visual studio enterprise, che includeva circa 150 € al mese di azure (se ricordo bene).

            Ero l’unico ad aver mai utilizzato quel credito!

        1. 2

          Un po’ “reboante” (ho scoperto che rOboante, non è corretto) ma amaramente vero. Il lavoro etico, questa bestia di satana evitata da tutti ma unico barlume di speranza dei giorni nostri.

          Non ho capito bene se le 5 domande finali, su come fermare questo fenomeno, siano sarcastiche.

          C’è un piccolo pezzo, tratto dal libro it doesn’t have to be crazy at work, che adoro (tra i tanti):

          We come in peace. We don’t have imperial ambitions. We aren’t trying to dominate an industry or a market. We wish everyone well. To get ours, we don’t need to take theirs.

          1. 1

            peccato che l’autore ha ancora una volta confermato che un’azienda con un dittatore illuminato dopo un po’ va in merda uguale https://www.theverge.com/2021/4/30/22412714/basecamp-employees-memo-policy-hansson-fried-controversy

            1. 1

              Ah! si ricordo il casino!

          1. 3

            Cerco di decifrare un programmino scritto in python che ti permette di controllare una YI 4K (action cam) da pc. La cam è accessibile tramite wifi diretto. Vorrei capire in che modo il programma interagisce con la cam e magari replicarne il comportamento in C#.

            1. 1

              Stupendo!

              1. 1

                Mi districo tra duolingo e yourdailygerman.com per imparare un po’ di tedesco

                1. 2

                  Spettacolo!

                  1. 1

                    Per lo più insulti. Cerco di essere il più fantasioso possibile :D

                    1. 3

                      È stata una settimana abbastanza piatta ahimè. Ho letto un paio di libri tra cui “Come stare soli” di Jonathan Franzen. Ammetto di iniziare ad accusare un po’ gli effetti del lockdown.

                      Sto anche riflettendo sulla possibilità di iniziare a studiare una nuova lingua. Forse il tedesco.

                      1. 2

                        Se lo fai per piacere, evita il tedesco

                        1. 2

                          Vorrei unire l’utile al dilettevole. Non mi dispiacerebbe spostarmi in Germania o in Svizzera un giorno. Come mai lo sconsigli?

                          1. 2

                            perché passata la prima fase di innamoramento, diventa un inferno e iniziare a parlarlo è durissima. All’inizio sembra tutto bello rigoroso e simmetrico, poi capisci che devi memorizzare una marea di regole (oltre ai generi di tutte le parole) per parlare decentemente.

                            1. 1

                              Farò una prova senza impegno allora. Vediamo come va :)

                              1. 2

                                se vuoi farti passare la voglia, la cosa che mi son studiato io oggi: https://yourdailygerman.com/vor-bevor-exercise/

                                1. 1

                                  Bestiale! Ma dubito di dovermi accapigliare con concetti simili sin dal subito… Vero?

                                  Scherzi a parte, quel sito finisce direttamente tra i preferiti. Grazie! :)

                                  1. 1

                                    Da subito no, però è un pezzo di grammatica relativamente comune da usare.

                      1. 2

                        Sì bello il remote working adesso, ma fra 5 anni quando le aziende si accorgeranno che possono pagarti 1/4 del salario attuale? Quando ci renderemo conto che saremo in competizione con gente che vive in luoghi con un costo della vita bassissimo? Sono dubbi che dobbiamo porci.

                        1. 2

                          Il dumping salariare esiste da sempre. Siamo già tutti in competizione sotto questo punto di vista.

                          Il problema non è il lavoro da remoto (IMHO). Concentriamoci piuttosto sulle aziende tritacarne, su chi fa body rental, su chi si fa sottopagare e soprattutto sulla mancanza di un sindacato competente in materia digitale.

                          Il lavoro da remoto, se correttamente sfruttato e tutelato, potrebbe portare numerosissimi vantaggi alla società.

                          1. 1

                            La mia paura è che così sia ancora più facile farlo e che i salari si abbassino sempre di più… Il punto è che, come ogni altra cosa, il telelavoro va regolamentato e non ci possiamo permettere il far west.

                            Sulla creazione di un sindacato mi trovi d’accordo, ma spesso purtroppo si trova resistenza tra i programmatori stessi.

                            1. 1

                              Il problema non è solo di salario. Il telelavoro si porta dietro tutta una serie di forme di violenza psicosociale e di sfruttamento completamente nuove. Come dici tu serve regolamentazione ma non può essere solo in merito ad ore ed euro. I problemi del telelavoro sono molto più complessi.

                              Il 28 facciamo un gruppo di studio se vi interessa: https://techworkersberlin.com/events/36

                              1. 1

                                Interessante. Segnato in calendario, grazie.

                            2. 1

                              Sono d’accordo e devo essere sincero che ci ho pensato più di qualche volta sull’eventualità e le conseguenze, ma è a tutti gli effetti già qualcosa che sta avvenendo e non per causa Covid19. E’ facile già ora essere contattati per portare all’estero lo sviluppo (in paesi in cui si paga di meno). Non mi stupirebbe vedere tra qualche anno un’evoluzione che porterà il design applicativo in casa e lo sviluppo esterno. Sullo sviluppo di progetti progetti è sicuramente “facile”, su temi di prodotto invece molto più difficile.

                            1. 2

                              Sto guidando un team di sviluppo per il re-engineering di una applicazione COBOL da 3M di linee di codice. Stiamo rifacendo tutto in Python + MongoDB con architettura altamente scalabile e parallela (potenzialmente milioni di elaborazioni in parallelo) basata ovviamente su Docker.

                              Dai primi test stiamo già ottenendo ottimi risultati sul mio portatile (12 CPU (6 core + hyperthreading) e 32GB di RAM) ma abbiamo bisogno di “una barca più grande” per fare test più significativi :-)

                              Probabilmente lato DB andremo su un’architettura in sharding.

                              1. 2

                                Alla faccia del “portatile”

                                1. 3

                                  È un HP ZBook G5 aziendale, mi è arrivato con 16GB di RAM ed ho chiesto subito un espansione a 32GB. Doppia scheda grafica, Intel e GPU NVidia Quadro da 512 CUDA core (ogni tanto ci smanetto con algoritmi di classificazione e riconoscimento). Anche il “disco” è una bomba, un NVMe che pompa a circa 1.2Gbit/s.

                              1. 2

                                Nell’articolo elenchi tanti lati positivi del remote working, spesso con molto entusiasmo. Ma alla fine c’è sempre la parola magica => “il ritorno in ufficio”.

                                Ho come la sensazione che si voglia prendere sì il meglio da questa situazione per poi applicarlo, però, al ritorno in ufficio. Il tanto agognato “ritorno in ufficio”. Come se fossimo in una specie di vacanza temporanea, e la mamma ti ricorda continuamente che prima o poi ritorneremo alla solita vita (non abituatevi a questa pacchia insomma).

                                Molte aziende, tra cui la mia, stanno sopravvivendo benissimo al full-remote, addirittura senza cali di fatturato o produttività (salvo eventuale crisi economica generale).

                                Quindi mi chiedo, da profano in materia di conduzione aziendale, perché non continuare con il full remote (ove applicabile)? Perché non renderlo un’effettiva possibilità (facoltativa ovviamente)? Perché la maggior parte delle aziende, soprattutto quelle digitali, non considerano minimamente di cogliere l’occasione e spingere per l’applicazione della mentalità remote?

                                Comunque complimenti per l’articolo!

                                EDIT: typo

                                1. 1

                                  Grazie! Noi stiamo da un po’ pensando a come rendere il remote working strutturale e non solo per Covid, tenendo però sempre una parte di lavoro onsite. Ora si è nel mezzo della crisi e tante cose sono gestite nell’onda dell’emergenza. Ci sono limiti al remoto e prevalentemente di tipo umano: percepire lo stato del collega, fare discorsi motivazionali in periodi particolari, avvisare di uscite dal team (le webconference senza webcam in questo sono terribili), creare gruppo con nuovi arrivati, riuscire a far inserire i junior. Oggi tutti questi problemi non si vedono (o si vedono in modo limitato) in quanto c’è l’inerzia del modo di lavorare precedente e dei rapporti che si erano instaurati. Dopo un po’ di fullremote ci sono persone che hanno preferito tornare in ufficio per potersi creare uno spazio diverso da quello casalingo, vedere gente e creare rapporti con chi si lavora. E’ sicuramente fattibile il fullremote, ma deve essere una cosa gestita sia dall’azienda che dalla persona (che deve crearsi un ambiente sano in cui vivere).

                                1. 3

                                  Non posso dire nulla sui libri, ma sto usando ASP.NET Core da quasi due anni e non posso che esserne sodisfatto.

                                  • C# e’ un linguaggio decente.
                                  • Non devi usare C# per forza! Io uso F# con Giraffe/Saturn. La pacchia e’ che usi un linguaggio funzionale con pero’ una vastita’ di librerie ufficiali. Voglio accedere a dei file su google storage? C’e’ la libreria ufficiale matenuta da Google.
                                  • Le immagini docker di Microsoft sono studiate bene. Hanno un’immagine cicciotta con l’SDK per creare le DLL, e un’immagine piu’ snella per il deployment. L’immagine che uso e’ basata su ubuntu e pesa circa 100Mb, volendo c’e’ anche un’immagine basata su alpine.
                                  • Non ho mai avuto problemi di performance, a guardare i benchmark sono ottime.
                                  1. 1

                                    Eheheh, piace molto anche a me.

                                    Sviluppi su macchine linux?

                                    1. 3

                                      Si solo su Linux. Prima di .NET Core usavo F# con Mono ed era molto meno piacevole. Come IDE uso Jetbrains Rider e mi trovo molto bene, tant’e’ che ho rimpiazzato emacs.

                                  1. 4

                                    Io già facevo 2 giorni a settimana di telelavoro, quindi per me non è cambiata molto la situazione. Il lockdown, quello si che influisce parecchio.

                                    Parlando con alcuni colleghi sembra che in molti non vedano l’ora di tornare in ufficio, io invece punzecchio ogni tanto l’HR affinché si prosegua verso la conversione a smart-working.

                                    Io non credo che alle persone manchi davvero l’ufficio, sono sicuro che a tutti manchi il poter socializzare. E con lo smart-working si potrebbero unire i pro dell’ufficio (socializzare) e della mobilità (lavoro da casa, oppure torno giù a trovare i miei genitori).

                                    1. 3

                                      La migrazione dei progetti “core domain” verso .NET Core/Standard procede bene. Ne stiamo guadagnando in performance totalmente AGGRATIS (assurdo).

                                      Da oggi mi occuperò di scorporare un’importante fetta di dominio gestita tramite WCF, in un progetto REST .NET Core.

                                      Non vi nascondo che, come già detto in precedenza, questa sorta di refactoring ha un forte ascendente su di me (godo come un riccio)

                                      1. 2

                                        al lavoro stiamo cominciando a passare ad un’architettura a microservizi. Stiamo intanto capendo come spezzare il monolite seguendo un approccio domain driven.

                                        Per conto mio sto lavorando ad un progettino in Go per farmi un po’ le ossa, si tratta di una cli (o web app, in abse alla voglia che ho di fare dei css) per recuperare giochi e relativi prezzi del Nintendo eShop, suddivisi per region. Vorrei poi postarlo da qualche parte per farmi dare dei consigli su come strutturare meglio il codice, scrivendo principalmente in Java tendo a seguire alcune delle convenzioni che uso li.

                                        1. 2

                                          Avete un guru di DDD o procedete in modalità autodidatta? Vorrei proporre la stessa cosa nella mia azienda, ma non essendoci esperti di DDD non vorrei ritrovarmi in un inferno di applicazioni REST

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                                            qualcuno di noi ha già scorporato monoliti, quindi un pochino di esperienza c’è: non definirei nessuno un guru ecco.. però ci proviamo! Meglio si pianifica prima, meglio è

                                        1. 4

                                          Bisogna complimentarsi per la serietà degli sviluppatori nell’ammettere pubblicamente l’errore umano senza inventare storielle della serie “ATTACCO HACKER!”

                                          1. 2

                                            ogni riferimento è puramente casuale :D

                                          1. 3

                                            Da questa settimana iniziamo a migrare alcuni vecchi progetti da .NET Framework a .NET Core/Standard. Ammetto di provare una qualche sorta di piacere compulsivo nel fare queste cose.

                                            1. 1

                                              Sono un po’ curioso, se posso chiedere, per cosa usi .NET? Non sono un grande esperto ma mi piacerebbe entrare…non so se fa parte della famiglia ma con MSFT ho solo esperienza di F# che mi era piaciuto parecchio (sopratutto venendo da OCaML).

                                              1. 2

                                                Io uso F# da ormai fisso 2 anni per scrivere servizi web. L’ho ancho usato 5 anni fa per il progetto di magistrale, ma non sono troppo orgoglioso di quel codice. Sviluppo tutto su linux. Stavo giusto pensando di scrivere un paio di post a riguardo, visto la quarantena magari mi decido.

                                                I motivi per cui sono soddisfatto di .NET Core e F#:

                                                • Deployment facile. Usi l’immagine con l’SDK per ottenere i DLL con l’applicatiozen, e l’immagine Docker di aspnet per il deploy vero e proprio. Uso l’immagine di Ubuntu e ottengo immagini di circa 100M per la produzione. Usassi alpine sono circa la meta’.
                                                • Il compilatore non e’ ne veloce ne lento. Rispetto a scala o rust lo trovo veloce, pero’ rispetto ad ocaml e’ lentissimo.
                                                • Uso jetbrains rider come IDE e lo trovo un ottimo prodotto.
                                                • F# non e’ (per certi versi) potente come haskell o ocaml o scala, pero’ e’ molto semplice (tipo ocaml) per cui sei produttivo molto velocemente.
                                                • La killer feature di F# e’ che hai accesso a tutte le librerie per .NET. Ad esempio uso le librierie ufficiali per Google Cloud, se usassi haskell dovrei usare le librerie della comunita’ che non sono allo stesso livello.
                                                • Se vuoi sviluppare app per desktop o mobile, c’e’ l’ottima libreria fabulous che usa lo stesso pattern di elm
                                                1. 1

                                                  Grazie mille, molto chiaro 👍🏻

                                                2. 2

                                                  In azienda usiamo .NET un po’ ovunque. Frontend con AspNet MVC e Razor pages. Backend abbiamo servizi REST/WCF.

                                                  Nel tempo libero uso .NET per scrivere app mobile in Xamarin e qualche giochino in Unity.

                                                  Da quando il framework è stato reso open-source sono cambiate molte cose. E da Novembre, con l’uscita di .NET 5 (successore di .NET Core 3) il tutto dovrebbe finalmente stabilizzarsi e racchiudere class libraries per ogni gusto (desktop, mobile, ML, Web, ecc).

                                                  1. 1

                                                    Grazie anche a te, Xamarin come lo trovi? Io sono abituato a sviluppare Android apps native Java e se proprio devo Kotlin.

                                                    1. 2

                                                      Io mi sono trovato benissimo, ma non ho mai avuto esigenze eccessive. Uno devi vantaggi principali è proprio il fatto di poter distribuire l’app su piattaforme diverse mantenendo un’unica codebase.

                                                      Ovviamente tutto ha un prezzo (simbolico). Ogni tanto c’è da smadonnare tra l’aggiornamento di un plugin e l’altro, ma nulla di irrisolvibile (di solito).

                                              1. 3

                                                Intervento molto interessante. Mi permetto di condividere la registrazione del meetup qui

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                                                  grazie