1. 2

    Spero non sia off-topic rispetto agli argomenti di gambero.

    L’ho trovato particolarmente interessante. Fino ad’oggi ero convinto ci volessero scavi enormi per trasportare la fibra in strada. SPOILER: non vanno oltre il metro di profondità nella maggior parte dei casi.

    1. 1

      Madonna quanta roba. Praticamente Discord open-source?

      Quando parla di integrazione con Jitsi e Zoom significa che puoi joinare una call comodamente da Zulip?

      1. 1

        Madonna quanta roba. Praticamente Discord open-source?

        Non direi, è molto più vicino a Slack, ma comunque non cerca di inseguirlo come feature. Almeno dalla versione 2 in poi.

        Quando parla di integrazione con Jitsi e Zoom significa che puoi joinare una call comodamente da Zulip?

        Credo di sì

      1. 1

        If anything, the pandemic revealed the digital lag of our educational infrastructures. The majority of schools and universities had to rely on external hosts and providers simply because there were no internal resources” - questo discorso è valido anche per i dipartimenti universitari che offrono corsi STEM? Esistono mosche bianche che erano già pronte con strumenti (software o intere architetture) interni?

        Quando si parla di “Remote Teaching” è sottinteso anche il “Remote Assessing”? Una cosa è seguire un corso, un’altra è sostenere un esame. Sento in giro leggende metropolitane di studenti costretti ad installare software/plug-in super invasivi per sostenere esami. Plug-in che richiedono la disattivazione dell’antivirus perché rilevati come keyloggers, malwares ecc ecc. Non ho conferme ufficiali… Qualcuno ha avuto esperienze dirette?

        1. 3

          Esistono mosche bianche che erano già pronte con strumenti (software o intere architetture) interni?

          Il Politecnico di Torino per esempio: https://openconf.polito.it/playback/presentation/2.0/playback.html?meetingId=74c4c978969a6327e20b7ebc325df5c70d791954-1588863164648

          Quando si parla di “Remote Teaching” è sottinteso anche il “Remote Assessing”?

          Io ho visto solo pagliacciate.

          La teledidattica, per i ragazzi più grandi, può avere una sua utilità, ma per verificare la preparazione degli studenti e dare voti (se è necessario), è necessaria la compresenza fisica di studenti ed insegnanti. Non ci sono alternative.

          Ma non è nemmeno difficile: basta organizzare turni in classe.

          1. 1

            Per la peppa Shamar…. Non potevi indicarmi direttamente il sito del FARE (era questo a cui ti riferivi giusto?) :D

            13 minuti solo per setup e organizzazione della conferenza…. Tutti con problemi audio, microfoni rigorosamente ambient, il tipo che parla mooooolto lentamente e piano…. Tra l’altro appena ho alzato un po’ il volume è partito un urlo random di qualcuno che non si era mutato. Mi è saltato un timpano xD

            Comunque, se è il progetto FARE a cui ti riferivi, molto interessante!!

            1. 1

              No, FARE è solo una parte di quella conferenza.

              Se vai verso il fondo il responsabile della infrastruttura IT del PoliTo spiega i dettagli della loro configurazione BigBlueButton.

              Posso garantire che ne vale la pena.
              Alla fine avrei quasi avuto voglia di mandargli un cv.

              Uno dei rarissimi professori universitari che smentiscono il detto “chi sa fa, chi non sa insegna” in ambito informatico.

              Anche il Professor Meo, comunque, è un mito. Decenni avanti e purtroppo troppo poco ascoltato.

        1. 1

          Non so se sia collegato, ma hanno bucato pure gli account di Bill Gates ed Elon Musk, stavolta però con un indirizzo “per duplicare i bitcoin”.

          1. 2

            Sì. E’ lo stesso attacco.

            Per ora hanno raccolto 7.000.000 di $ in BTC.

            C’è da fare uno studio sociologico su questo attacco. Sono curiosissimo di sapere come sono entrati, ma il fatto che la gente con i BTC ci caschi è molto più interessante.

            Edit: non hanno sottratto milioni ma un centinaio di migliaia di dollari. Scusate, non avevo verificato la fonte.

            1. 2

              Sull’indirizzo che si vedeva nel tweet di Elon sono transitati circa 103.000 dollari :D

          1. 1

            Carino :D

            Ma perché tramite web.archive? Il link originale sembra funzionare.

            1. 1

              Di solito uso la Wayback Machine per i siti che:

              1. uMatrix segnala avere troppe terze parti
              2. bloccano TorBrowser
              3. rompono le scatole per i cookie

              Credo questa volta sia stata la terza.

            1. 1

              Per partecipare è consigliato aver già letto il libro di Frayne?

              1. 1

                Beh, i 3 capitoli consigliati sì. Non è obbligatorio ma chiaramente di quello si parlerà

              1. 3

                Analisi semplice ma precisa. Riassume un po’ i punti aperti sul tema in maniera chiara. La discussione va avanti già da parecchi anni e l’ILO ha pubblicato varie analisi in tema e, sperabilmente, proporrà qualcosa a breve.

                1. 2

                  Per ILO intendo questo?

                  Non lo conoscevo…. Mamma mia, a volte mi sembra di vivere fuori dal mondo.

                  1. 2

                    yep, è un organismo che pubblica direttive che in teoria i paesi membri dovrebbero recepire. Poi come tutti gli organi internazionali funziona come funziona.

                1. 3

                  Casseruola quanta roba

                  1. 3

                    Bella chobeat! Intanto complimenti per il progetto che stai portando avanti anche qui in Italia.

                    Domanda: quando citi il libro di Silvio Lorusso con “questo termine descrive la condizione in cui il lavoro precario e l’imprenditorialità si confondono in maniera tossica e il lavoratore è costretto a spendere tempo ed energie nel promuovere sé stesso ai clienti”, in questo caso il lavoratore è già ipoteticamente una PIVA? Se si, parliamo di false PIVA? Oppure ti rifai al discorso del lavoratore che si comporta come imprenditore di sé stesso col fine di mettersi in proprio un giorno?

                    In generale sono molto confuso, soprattutto nella prima parte in cui si paragona il programmatore alla persona che serve il pranzo in mensa. La seconda non dovrebbe essere già tutelata in teoria essendo una mansione più “rodata” rispetto al programmatore? A differenza del rider invece che, imo, sembra molto più affine alla figura di tech worker (con zero tutele).

                    Insomma per farla breve, quale potrebbe essere un vantaggio in termini pratici nell’avere una coalizione dedicata? Quali diritti in più riusciremmo a portare a casa, rispetto alle organizzazioni sindacali standard?

                    1. 1

                      Beh un diritto per cui dovremmo certamente lottare è l’attribuzione personale ai singoli lavoratori di copyright e similia.

                      Si tratta di un tema che stento a far comprendere pienanente, persino in CGIL.

                      Disporremmo di una leva straordinaria per costringere le aziende ad ascoltarci. E potremmo imporre una condotta più etica sia all’interno che verso l’esterno.

                      1. 2

                        AH!! Cosa mi hai fatto tornare in mente!!! Diritto del lavoro all’università: proprietà intellettuale.

                        Io incredulo: “prof, sicuramente non ho capito ma possibile che se faccio sta roba …… se la becca l’azienda?”. Prof: “Si”.

                        Di nuovo io: “ma scusi, quindi anche se io faccio così … sempre dell’azienda?”. Prof: “Si”.

                        Ancora io: “Insomma non c’è scampo?” Prof:“esatto”.

                        1. 1

                          Il tuo prof probabilmente arrotondava lo stipendio come consulente aziendale.

                          1. 1

                            Ma no perché? XD

                            Era molto bravo :)

                        2. 1

                          Per quanto prodotto in orario lavorativo? Scusa ma non ti seguo

                          1. 2

                            In che senso non mi segui? Non è chiaro o non sei d’accordo?

                            Nel primo caso: sì, per quanto prodotto durante l’orario lavorativo, dovremmo cedere all’azienda diritti di sfruttamento economico (aka copyright) NON esclusivi.

                            Il razionale è semplice: visto che raramente il software è sviluppato da un singolo autore, l’azienda è comunque detentrice di un monopolio commerciale sulla distribuzione del software intero, ma nel momento in cui chiude o decide di maltrattare i suoi dipendenti etc… questi possono mettersi d’accordo per farle concorrenza.

                            Questo non è importante solo per gli sviluppatori, ma per tutti. E non solo perché fornirebbe una leva ai lavoratori per evitare i danni sociali (aka esternalità) causati dalle società IT, ma anche perché nel lungo periodo permetterebbe il recupero di software abbandonato per fallimenti e amenità varie.

                            PS: se non sei d’accordo, mi piacerebbe conoscere la tua opinione in merito.

                            1. 1

                              Non ero sicuro che intendessi questo. Non vedo perché dovremmo chiedere il copyright su una cosa che siamo pagati per fare.

                              Non siamo pittori o musicisti che creano le loro opere creandole secondo il nostro gusto, i lavori sono fatti su “commissione”.

                              Inoltre dietro ad un lavoro non c’è solo il codice c’è anche la progettazione e le successive modifiche.

                              Come si può assegnare il codice che è stato progettato da una persona scritto da un altra e corretto da una terza?

                              La vedo una cosa di difficile regolamentazione e se non ricordo male contro l’attuale legge.

                              1. 1

                                Al contrario: è semplicìssimo.

                                Il copyright segue le commit sul sistema di controllo di versione. Niente di più, niente di meno.

                                In realtà è gia così per il software libero e per il software open source.

                                Quanto poi al fatto che siamo pagati per scriverlo, è vero: ed in cambio noi garantiremmo all’azienda gli stessi diritti che ottiene oggi. SOLO in via non esclusiva.

                                1. 1

                                  Sinceramente non lo vedo una richiesta equa. Immagina un reparto di R&D, la società investe dei soldi con il rischio che non ne esca niente di buono, ha il rischio d’impresa, mentre il lavoratore senza nessun rischio se esce qualcosa di buono se lo può rivendere.

                                  Non mi sembra per nulla corretto, stai ottenendo diritti su di una cosa che sei stato pagato per fare, che hai fatto su commissione.

                                  E da programmatori sappiamo quanto non sia vero il ragionamento che di un bene “digitale” puoi fare quante copie vuoi tanto non danneggia il proprietario, in alcuni casi la diffusione del codice potrebbe seriamente danneggiare l’azienda.

                                  1. 1

                                    Non consideri due aspetti importanti:

                                    1. l’azienda deterrebbe il copyright sul lavoro complessivo, mentre il singolo programmatore solo sul proprio codice, spesso inutilizzabile da solo.

                                    2. Assumi che il valore dell’impresa sia necessariamente nel codice.

                                    Al di là di tutti i business models che dimostrano il contrario, dovremmo considerare se questa sottrazione della conoscenza alla società non costituisca una esternalità insostenibile.

                                    Sottrarre conoscenze all’umanità è, per la noosfera, come scaricare rifiuti tossici alla sorgente di un fiume per la biosfera.

                                    Dunque, se non vogliamo completamente ripensare il copyright, forse potremmo renderlo sostenibile assegnandolo anzituto alle persone fisiche e solo in modo non esclusivo (e temporaneo) alle persone giuridiche.

                                    L’economia è uno strumento, non un fine.

                        3. 1

                          in questo caso il lavoratore è già ipoteticamente una PIVA? Se si, parliamo di false PIVA? Oppure ti rifai al discorso del lavoratore che si comporta come imprenditore di sé stesso col fine di mettersi in proprio un giorno?

                          Le P.IVA (vere o finte) sono un esempio. Ma anche il programmatore super pagato che spende le sere a coltivare il suo github nella speranza di entrare in qualche startup super-selettiva. Lo stesso per tutti i creativi che fanno portfolii tutto il tempo nella speranza di strappare uno stipendio da fame. La precarietà ha tante forme.

                          La seconda non dovrebbe essere già tutelata in teoria essendo una mansione più “rodata” rispetto al programmatore?

                          In teoria sì, in pratica sono 40 anni che i diritti acquisiti sono in lenta contrazione. Senza contare che probabilmente chi lavora in mensa non gli dispiacerebbe avere qualche € nel salario, a prescindere. Queste tutele, spesso e volentieri, non garantiscono più da un po’ un lavoro tranquillo per una paga dignitosa.

                          Insomma per farla breve, quale potrebbe essere un vantaggio in termini pratici nell’avere una coalizione dedicata?

                          L’idea è che se il tuo salario arriva da una stessa fonte e il tuo lavoro viene sfruttato da una stessa fonte, se scioperate o protestate insieme, è più probabile che questa fonte decida di piegarsi. I lavoratori divisi hanno meno leva. E la capacità di “disruption” di lavoratori a livelli diversi è un moltiplicatore di forza, perché rende più complesso per il datore di lavoro reagire o vendicarsi (legalmente o illegalmente).

                          Quali diritti in più riusciremmo a portare a casa, rispetto alle organizzazioni sindacali standard?

                          TWC Italia non è in conflitto coi sindacati tradizionali, né confederati né indipendenti. TWC non vuole nemmeno essere un sindacato in senso istituzionale. Abbiamo ruoli diversi, competenze diverse ma obiettivi comuni, assumendo la buona fede dei sindacati con cui ci interfacciamo (parentesi che non voglio aprire qui). TWC all’estero funziona sia come scintilla per organizzare i lavoratori in maniera indipendente dove ci sono già forti lamentele (vedasi Google, Microsoft, etc etc), sia come “ponte” tra i sindacati e i lavoratori, spiegando ai lavoratori come possono utilizzare un sindacato (individualmente o collettivamente) e spiegando ai sindacati quali sono le problematiche dei tech worker. Facile puntare il dito contro il body rental e gli straordinari non pagati, ma non basta questo per portare i sindacati nelle aziende tecnologiche: i programmatori non si fidano, non hanno esperienza diretta, spesso nemmeno il mindset per essere ricettivi a questi alieni che vengono e dicono di volerti aiutare. TWC è fatta di lavoratori tecnologici per colmare questa disconnessione. Poi, nazione per nazione, sindacato per sindacato, quali siano le relazioni da tenere dipende. Ma l’idea è di essere un’entità distinta che si relaziona ai sindacati in maniera virtuosa e sinergica per tutte le parti coinvolte.

                        1. 1

                          Ho fatto una registrazione di test e mi è arrivata la password in chiaro via email. E’ normale?

                          1. 1

                            Errore mio. Credevo che registrazione e login fossero condensate nella stessa pagina. Ho quindi inserito email+password ed ho poi cliccato su registrati. Quella inviata in chiaro era una password temporanea.

                            La UI mi ha un po’ fuorviato :)

                            1. 1

                              ah sì, ci ero cascato anche io

                            2. 1

                              penso di sì, poi puoi cambiartela. Non è il massimo in effetti

                            1. 2

                              Su questo tema consiglio anche il libro Deep Focus

                              1. 4

                                Intendi Deep Work di Cal Newport?

                                1. 3

                                  lui. Potrei aver consigliato il libro col titolo sbagliato ad almeno una dozzina di persone negli ultimi 3 mesi.

                                  1. 3

                                    Tra le recensioni su Amazon leggo di persone che danno 1 o 2 stelle perché a quanto pare non riescono a mantanere la concentrazione a causa dei “racconti troppo lunghi”. Lo trovo buffo visto l’argomento trattato nel libro :D

                                    I found these to be so long-winded that was very difficult to keep focus and had to just skim through most of them.

                                    Credo ci farò un pensierino :)

                                1. 9

                                  La vera notizia è che una cosa del genere, in Italia, fa notizia. Comunque sarebbe interessante vedere la distribuzione effettiva di questi tier e il numero di ore lavorate dai dipendenti per capire quanto questa cosa è auto-promozione.

                                  1. 6

                                    Concordo, e prenderei con le pinze tutto quello che c’è scritto.

                                    Spooners can start at any tier, depending on our assessment of how valuable they can be. In fact, typically a Software Engineer with great potential but modest experience joins at tier 5 or 6.

                                    Non mi stupirei se “modest experience” per loro fossero 6 o 7 anni.

                                    We like our base compensation to be a very large share of the total compensation

                                    Questo significa che gli stipendi dei tier più bassi sono tutt’altro che sensazionali. Ricordo di aver iniziato un processo di selezione con loro un paio di anni fa candidandomi come Tester, avendo poco più di un anno di esperienza, e tra le altre cose millantavano stipendi straordinari. Se mi avessero offerto meno di 30k non sarebbero stati diversi da una qualsiasi azienda di consulenza dove ti prendono giusto per sfruttarti

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                                      Non mi stupirei se “modest experience” per loro fossero 6 o 7 anni.

                                      In effetti, pensando alla mia esperienza di 14 anni fa, non potrei che definirla “modesta”. E probabilmente fra 20 anni considererò la mia esperienza attuale “modesta”.

                                      E d’altro canto un buon team può rendere produttivo un giovanotto in pochissimo tempo.

                                      Forse dovremmo sperimentare sistemi in cui tutti hanno la stessa retribuzione (al netto di differenze dovute all’orario di lavoro) ed i conti delle aziende sono pubblici.

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                                        Forse dovremmo sperimentare sistemi in cui tutti hanno la stessa retribuzione

                                        se a pari retribuzione corrispondono stesse competenze, stessa cultura, stesso grado di istruzione, stessa produttività, stessi orari di lavoro, stesse performance, ecc.

                                        Altrimenti generi malcontento nei team

                                        1. 2

                                          E perché generi malcontento?
                                          (non è una domanda retorica)

                                          A me non fregherebbe niente se i miei colleghi più giovani ed inesperti guadagnassero come me (o persino di più) fintanto che io ho ciò che mi serve per me e la mia famiglia.

                                          Naturalmente immagino un sistema in cui tutte le entrate e tutte le uscite sono note a tutti, così che nessuno possa fare il furbo.

                                          Ma l’idea che un’ora mia valga più di quella di un neolaureato che mi viene affidato, a ben guardare mi sembra un insulto alle mie capacità: dopo oltre 20 anni di mestiere io devo essere in grado di rendere la differenza di produttività fra me ed uno sviluppatore junior che ho scelto di assumere prossima a zero.

                                          1. 2

                                            A me non fregherebbe niente se i miei colleghi più giovani ed inesperti guadagnassero come me

                                            Non ho mica detto questo. Se rileggi attentamente la mia risposta ti accorgerai che ho parlato solo di competenze, di performance, ecc. Non ho citato neanche lontanamente l’esperienza (che HR valuta unicamente in termini di anzianità) o l’età.

                                            Quello che conta è la bravura.

                                            Se qualcuno meno bravo di me, che quindi genera meno valore per l’azienda, dovesse prendere molto più di me, ecco, diciamo che mi darebbe un po’ fastidio. Uso il condizionale ma dovrei usare l’indicativo perché sono situazioni molto comuni nelle grandi aziende. C’è sempre qualcuno meno in gamba che prende più di te, così come ci sono persone più in gamba che prendono meno di te.

                                            Vogliamo parlare dei bonus? Lavori senza sosta notte e giorno, feriali e festivi per garantire all’azienda contratti milionari e poi a fine anno prendi un bonus inferiore al tuo collega di scrivania che non ha fatto niente per tutto l’anno, lavora il minimo sindacale, non si prende responsabilità e quando parla fa solo danni. A quel punto ti fai una domanda: a che serve farsi il culo se prendi meno di chi non se lo fa? Tanto vale lavorare come il tuo collega lavativo.

                                            Il malcontento è generato non dalla differenza di salario, ma da una ripartizione non equa del salario. E una ripartizione non giusta del salario abbassa la produttività di coloro che prendono meno di quello che meritano.

                                            1. 1

                                              di competenze, di performance, ecc

                                              In realtà avevo letto benissimo: sto proprio sostenendo che non sono aspetti così rilevanti SE la retribuzione è sufficiente per tutti.

                                              Quello che conta è la bravura.

                                              Difficile definire il concetto di “bravura” in modo sufficientemente preciso da poterlo misurare.

                                              E poi un pessimo programmatore può essere un ottimo tester. Dunque nel momento in cui accettiamo che le differenze siano rilevanti, accettiamo che qualcuno decida arbitrariamente COME valutarle e COME retribuirle.

                                              Lavori senza sosta notte e giorno, feriali e festivi….

                                              E perché lo fai?

                                              Se hai un orario di lavoro e non lo rispetti, stai riducendo l’impatto dell’incompetenza dei manager. Il che causerà danni di lungo periodo alla azienda ben più gravi della perdita di un contratto milionario. Perché genererà SEMPRE costi molto maggiori degli introiti.

                                              Been there, done that: non funziona.
                                              Alla fine il manager se ne va e tu ti trovi a dover gestire un cliente in perdita secca di milioni di euro.

                                              C’è sempre qualcuno meno in gamba che prende più di te

                                              Se questo è vero, è vero anche che c’è sempre qualcuno più in gamba che prende meno.

                                              Il problema è che accettando una visione competitiva del lavoro, visione finalizzata a mantenere artificialmente una struttura gerarchica giustificandola, si accettano queste storture.

                                              Tanto vale lavorare come il tuo collega lavativo.

                                              Qui il discorso diventa interessante: non è meglio pensare a come evitare che un collega diventi lavativo?

                                              • non assumerlo?
                                              • minacciarlo di venire licenziato?
                                              • motivarlo?

                                              Nel lungo periodo l’unico che funziona è il terzo.

                                              Ma come motivare le persone a collaborare?

                                              Tempo fa lessi di un esperimento interessante in una azienda brasiliana: ai dipendenti veniva fornito un corrispettivo fisso (se non ricordo male, dipendente da parametri come anzianità di servizio, ruolo etc) ed una corrispettivo variabile che veniva assegnato dai colleghi.

                                              Il funzionamento descritto dall’autore era più o meno questo: ogni dipendente disponeva di un ammontare che poteva assegnare ad un collega. Questo dava origine a dinamiche interessanti:

                                              • alcuni li usavano per blandire i superiori (sperando di riceverne un aumento della parte fissa)
                                              • alcuni si scambiavano questi bonus fra loro
                                              • alcuni li usavano per premiare i colleghi che si erano distinti in un determinato momento
                                              • alcuni li usavano per sostenere i colleghi in difficoltà (a causa di lutti o malattie).

                                              Se rimuoviamo la gerarchia, tutti gli altri outcome sono accettabili ed hanno degli effetti positivi sulla organizzazione. Fra questi, il fatto che il lavativo si tiene la paga minima.

                                      2. 1

                                        Non mi stupirei se “modest experience” per loro fossero 6 o 7 anni.

                                        Molto possibile. Avevo mandato il curriculum qualche anno fa per una posizione di junior dev (adesso non ricordo il nome preciso, ma c’entrava molto più con il loro tooling che non con lo sviluppo di app mobili) e, neolaureato magistrale ma con già 3 anni di esperienza lavorativa, ero stato scartato perché “troppo junior”.

                                      3. 2

                                        Vuoi dire che all’estero è una pratica diffusa? A parte FAANG ed enti governativi (o simili tipo ECB) non mi sembra di aver visto salari spiattellati di qua e di la. Hai qualche esempio?

                                        Comunque non posso fare a meno di pensare a tutti i risvolti positivi che una pratica del genere potrebbe avere se utilizzata in maniera diffusa. D’altronde sappiamo tutti che l’informazione è potere :)

                                        1. 2

                                          Messi sul sito aziendale è una cosa poco comune a meno appunto di aziende molto grosse con processi di hiring molto strutturati. Ma avere gli scatti di carriera strutturati così non è raro. Anzi spesso sono anche più dettagliati. Solo che di solito li chiedi in fase di colloquio e sai il tuo piazzamento. Sul sito sono ovviamente un livello di trasparenza maggiore ma nella pratica ti cambia poco. Di contro però aiutano a distorcere la percezione di quanto l’azienda paghi. Un po’ come le forbici di RAL enormi negli annunci e poi ti propongono qualcosa vicino al minimo

                                          1. 1

                                            Vivo in UK e qui tutte (o quasi) le offerte di lavoro includono un range per il salario ed eventuale equity.

                                            1. 3

                                              Alt. Io farei un distinguo tra offerta di lavoro corredata di salario e salari ben in vista sul sito dell’azienda.

                                              So che all’estero le offerte sono quasi sempre accompagnate da eventuale compenso. Non sono comunque convinto del fatto che “molte” aziende estere mettano i salari così in bella vista. O almeno finora non ne ho beccate (tranne le già citate). Se avete esempi ben venga :)

                                              1. 1

                                                Non avevo notato che fai distinzione tra le due cose.

                                        1. 3

                                          Il pdf è accessibile pubblicamente attraverso questa pagina. Si tratta di linee guida che Bending Spoons utilizza per definire salario base e carriera in generale dei suoi dipendenti.

                                          TL;DR

                                          Typically a Software Engineer with great potential but modest experience joins at tier 5 or 6.

                                          Tier | Gross annual salary

                                          1 | 24,829€

                                          2 | 27,436€

                                          3 | 30,317€

                                          4 | 33,500€

                                          5 | 37,688€

                                          6 | 43,152€

                                          7 | 50,272€

                                          8 | 59,573€

                                          9 | 71,785€

                                          10 | 87,937€

                                          1. 2

                                            “Great Potential” mi pare un po’ difficile da quantificare, così come “Modest Experience”.

                                            Ma quelle cifre sono i RAL ?

                                            1. 1

                                              Ma quelle cifre sono i RAL ?

                                              Parlano di salario annuale lordo, quindi direi proprio di sì

                                          1. 2

                                            Siamo seri: un hacker con un minimo di amor proprio non proverebbe mai a tirare giù il sito dell’INPS. È un po’ come sparare su un’ambulanza…

                                            1. 1

                                              Leggendo vari thread su twitter mi è sembrato di capire che aziende di questa portata siano soggette continuamente ad attacchi “soft”: ipscan o simili. Comunque sia, gli strumenti a disposizione oggi sono talmente efficienti e testati (CloudFlare in primis) che prendersela con l’ipscan di turno se il tuo sistema va giù è veramente una presa in giro.

                                              A quanto pare anche la portata in termini di quantità di richieste al secondo è sembrata ridicola agli addetti ai lavori. Insomma, sulla carta non ci sarebbero scuse che tengano. E invece…. xD

                                              1. 1

                                                Dio ci scampi dal cedere i dati dell’INPS a CloudFlare, un Man in the Middle venduto come feature!

                                            1. 4

                                              Io mi immagino il pirla che aveva configurato male la cache e aveva creato quel problema come si senta ora. Avrà passato un brutto quarto d’ora e adesso invece mezza politica italiana e il COPASIR stanno lavorando per parargli il culo.

                                              1. 2

                                                Io non ci posso credere, già allora era evidente che “l’attacco hacker” fosse una cazzata. Davvero stanno cercando di coprire tutto? C’è qualche organo rilevante che possa intervenire?

                                                1. 1

                                                  Da quanto ne so, le penali dovute ad inottemperanze in materia di GDPR sono salatissime (tanto da mettere a rischio i bilanci anche di aziende medio/grandi). Magari vogliono solo evitare il disastro economico.

                                                  Chissà quanti “accrocchi” ci sono dietro… non oso immaginare :D

                                                  1. 1

                                                    Se ti bucano, sei inottemperante.

                                                    A meno che non usino uno zero day. Ed anche lì, dopo averlo dimostrato, bisogna anche giustificare la scelta di quello specifico software.

                                              1. 3

                                                Geniale. Sottoscrivo parola per parola. Anche se non ho capito bene la parte in cui afferma di essere contrario allo smart working. Sembra sia contrario alla parola “smart” più che al concetto.

                                                Geniale il riferimento finale a John Connor!

                                                1. 4

                                                  Ho provato ad ascoltarlo due volte, ma alla fine ho gettato anch’io la spugna su quel passaggio.

                                                  1. 4

                                                    :)

                                                    1. 2

                                                      Credo che si, sia legato al termine “smart”, perché penso possa sottintendere che possa essere un concetto “differente” di lavoro e quindi incline ad essere considerato minore (“Il lavoro è lavoro oppure non lo è”).

                                                    1. 1

                                                      Sembra quasi incazzato mentre scrive :D

                                                      Chiediamo ad Uncle Bob di “uscire” una versione aggiornata?

                                                      1. 1

                                                        Ammetto di aver avuto qualche difficoltà a comprendere alcuni concetti. Ho dovuto rileggere l’articolo due volte.

                                                        Al netto di ciò, il “work for equity” di cui si parla spesso soprattutto nelle startup, è attinente a quanto espresso nell’articolo? Se si, è possibile puntare di più su questo come soluzione a lungo termine?

                                                        1. 1

                                                          Dipende da come viene riconosciuta l’equity, ma credo che sia nella direzione della proprietà condivisa. Ad esempio le cooperative di lavoratori sarebbero meglio di una società quotata in borsa, imo.

                                                          1. 1

                                                            Ti ringrazio. Credo che dovrò approfondire l’argomento “cooperativa di lavoratori” perché sono a zero.

                                                        1. 2

                                                          A me quello che impressiona, più che treno ed economia, è come molti dei miei colleghi senza le distrazioni cuotidiane abbiano iniziato ad investire ed infocarsi su se stessi.

                                                          In particolare molti hanno:

                                                          • iniziato un blog
                                                          • scritto articoli
                                                          • partecipato a corsi online
                                                          • iniziato o contribuito a progetti open
                                                          • iniziato lo sviluppo di prodotti

                                                          Se uno si risparmia 2 ore di treno diario, per 5 giorni alla settimana praticamente si guadagna un giorno lavorativo alla settimana extra di tempo ed energia che uno può riallocare su se stesso.

                                                          1. 6

                                                            È esattamente il tipo di presa di coscienza che tutti dovrebbero avere, soprattutto noi tech workers. Ed è quello che sto provando a far capire ai miei colleghi. Tutti hanno paura di rimanere isolati come se il lavoro fosse l’unico modo per socializzare.

                                                            Io vivo in un piccolo paesino di provincia, ed ero terrorizzato da ciò. Ma poi ho iniziato a realizzare quanto fosse importante questo piccolo tesoretto di 10 ore settimanali guadagnate.

                                                            Per me equivale ad un cambio totale di paradigma in cui la giornata non è più scandita dagli orari di lavoro. Il weekend non è più l’unica opportunità per rilassarsi o sbrigare faccende personali. Pian piano mi sembra di riprendere in mano la mia vita.

                                                            Scusa lo sproloquio ma come tutti sto ancora assorbendo e canalizzando questi cambiamenti :)

                                                          1. 3

                                                            Ma quanto è figa la UI di questo sito? :D