1. 5

    Sto imparando Ruby per Jekyll perché sono stufo di spipocchiare senza capire cosa sto facendo.

    Poi è da un paio di settimane che mi son messo a studiare DaVinci Resolve per fare video editing, con risultati discreti per ora.

    1. 2

      Su che hardware fai girare DaVinci Resolve? Sono curioso perché il mio laptop, solo guardando l’icona sul desktop, accende le ventole.

      1. 2

        eh fa fatichina, Comunque ho una GTX 1070 ti ma se lavoro a risoluzione troppo alta si lamenta subito e smatta.

      2. 1

        Poi è da un paio di settimane che mi son messo a studiare DaVinci Resolve per fare video editing, con risultati discreti per ora.

        Interessante, non lo conoscevo. Vedo con piacere che c’è anche la versione per Linux, voglio provarlo. Finora ho usato Kdenlive, OpenShot, iMovies, ecc. ma ognuno di questi ha qualcosa che non va

        1. 2

          Siamo su un altro livello di qualità. Questo è un software professionale che su alcune cose batte pure Premiere

      1. 2

        Come detto altrove, il tizio dice un bel po’ di cose giuste ma sottovaluta quanto molte delle cose che dice siano specifiche al contesto e al modello di business delle startup e non si applichino pienamente all’IT in sé. Si limita ad una critica tecnologica toccando solo tangenzialmente le ragioni economiche che portano a questo stato di cose e verso la fine, dove dovrebbe essere propositivo, si impappina e fa fatica a tirare le fila perché non può farlo rimanendo in un frame tecnologico o di business model.

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          occhio che dietro queste mappature del genova a basso costo c’è tutto un business di vendita di dati molto tossico. Come Europei ci tange fino ad un certo punto al momento, ma vengono spesso utilizzati in ranking per l’employability, per sapere quali sono le possibilità che nei prossimi n anni tu sviluppi un certo tipo di patologie che ti renderebbero inabile al lavoro e quindi disincentivano i datori di lavoro ad assumerti. I prezzi stanno calando non solo perché il processo costa meno, ma anche perché queste aziende fanno i soldi vendendo i tuoi dati

          1. [Commento rimosso dall'autore]

          1. 1

            Ma è una collezione che crea in automatico github?

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              No, è curata, puoi contribuire

              1. 1

                Ecco perché tutti questi progetti in Node, pensavo che l’Italia fosse per qualche motivo diventata un concentrato di Nodeisti.

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              Bella porcheria. è tipo un cross-over episode dove ci sono i due villain che si alleano

              1. 3

                :-D

                Cose che succedono ai vivi, non ti preoccupare.

                Mi spiace un po’ perché uso Gambe.ro per appuntarmi letture interessanti e questo significa che molti link dovrò riandare a cercarmeli in giro.

                Ma anche se recentemente con @mantis abbiamo notato un certo impeto censorio nei confronti di articoli come questo o questo o sulla campagna a difesa della FSF ed a supporto del ritorno di RMS a due anni dallo shitstorm che lo costrinse a dimettersi, mi rendo conto che fate tutti del vostro meglio.

                Vi ringrazio anzi del servizio che offrite gratuitamente.


                Wait… ho appena realizzato che tutti gli utenti registrati negli ultimi 9 mesi sono stati cancellati!

                Fantastico! Te lo avevo detto @mantis che ti bannavano! :-P
                (Scherzo ovviamente, basta reinvitarli, giusto?)

                1. 1

                  Basta reinvitarlo, sì

                1. 1

                  Sì ma posso vedere i post senza metterci mezz’ora per scaricarli? Perché tutti i social network distribuiti così hanno il problema che hanno una UX terrificante.

                  1. 2

                    Peró c’è da dire che con ActivityPub (e affini) se ti va giu un server non leggi piu nulla dei post locali di quell’istanza. Secondo me risolvono use-cases diversi.

                    E poi su SSB c’è: git-ssb!

                    1. 1

                      Non ho ancora provato, ma temo che dipenda dal volume dei post. Quindi la soluzione è essere asociali.

                    1. 2

                      una qualunque delle frasi de Il Consulente Imbrutito (1) ma pronunciata seriamente

                      Bellissima! :D

                      Su alcune cose sono perfettamente d’accordo, su altre un po’ meno, almeno senza contestualizzazione.

                      Ad esempio, io lavoro in una multinazionale da 100K+ impiegati, ci si sposta molto, avere hot desk è indispensabile per chi si muove spesso da sede a sede. Inoltre una buona fetta di noi lavora da clienti, quindi è improponibile avere tutte le postazioni negli uffici per tutti gli impiegati, comporterebbe un inutile spreco di soldi. Mediamente ogni giorno qualcuno è dal cliente, qualcuno in trasferta, qualcuno in ferie, qualcuno in malattia, qualcuno lavora da casa, ecc., se avessimo posti fissi per tutti gli impiegati gli uffici sarebbero semivuoti.

                      Il lavorare sotto pressione: è una qualità che non tutti hanno, io ho fatto dei training appositi. È qualcosa che mi ha permesso di non soccombere quando sono stato coinvolto in picchi di lavoro. Che lavorare sotto stress non debba diventare la norma è pacifico, con me sfondi una porta aperta, ma bisogna imparare a farlo per quando se ne presenterà la necessità, così come i piloti di aereo vengono addestrati al simulatore per affrontare situazioni estreme. Altrimenti alla prima emergenza vai nel pallone. Certo, se te lo chiedono in fase di colloquio io una domanda me la farei… fa scopa comunque con il punto successivo sull’extra time.

                      Altre cose probabilmente provengono da una tua esperienza su azlende piccole, nelle aziende più grandi normalmente non ci sono o sono molto mitigati (es. piano di formazione e crescita, straordinari, decisioni sui progetti, ecc.)

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                        Ad esempio, io lavoro in una multinazionale da 100K+ impiegati, ci si sposta molto, avere hot desk è indispensabile per chi si muove spesso da sede a sede. Inoltre una buona fetta di noi lavora da clienti, quindi è improponibile avere tutte le postazioni negli uffici per tutti gli impiegati, comporterebbe un inutile spreco di soldi. Mediamente ogni giorno qualcuno è dal cliente, qualcuno in trasferta, qualcuno in ferie, qualcuno in malattia, qualcuno lavora da casa, ecc., se avessimo posti fissi per tutti gli impiegati gli uffici sarebbero semivuoti.

                        Ma chiaramente questa frenesia è il problema vero. L’hot desking è solo il sintomo. E comprare scrivanie per gente che va in giro come una trottola cura il sintomo, non la malattia.

                        Il lavorare sotto pressione: è una qualità che non tutti hanno, io ho fatto dei training appositi. È qualcosa che mi ha permesso di non soccombere quando sono stato coinvolto in picchi di lavoro. Che lavorare sotto stress non debba diventare la norma è pacifico, con me sfondi una porta aperta, ma bisogna imparare a farlo per quando se ne presenterà la necessità, così come i piloti di aereo vengono addestrati al simulatore per affrontare situazioni estreme. Altrimenti alla prima emergenza vai nel pallone. Certo, se te lo chiedono in fase di colloquio io una domanda me la farei… fa scopa comunque con il punto successivo sull’extra time.

                        Mi sembra che abbiamo già avuto questa discussione. Il problema non è con la skill in sé, il problema è con l’ambiente che finisce per richiederla. E se la metti in un’offerta di lavoro è perché sai già che il tuo ambiente di lavoro è incapace di schermare i lavoratori dal caos organizzativo o dalle pretese dei clienti. Ci sono rare eccezioni in cui questo anche in un sistema ideale è impossibile, ma sono eccezioni. Se devo “saper lavorare sotto pressione” per fare il sito vetrina di un’azienda di formaggi, per me è una red flag.

                        1. 1

                          Ma chiaramente questa frenesia è il problema vero. L’hot desking è solo il sintomo. E comprare scrivanie per gente che va in giro come una trottola cura il sintomo, non la malattia.

                          Non tutte le aziende sono composte esclusivamente da sviluppatori che sviluppano nel proprio ufficio. Le aziende di consulenza e servizi lavorano prevalentemente dal cliente. “Girare come una trottola” forse è proprio quello che attualmente mi manca ma in passato ho lavorato 4 anni a Siena, un paio di anni in UK, 5 anni a Milano, poi ho lavorato a Vicenza, a Trieste, ecc. La maggior parte delle esperienze le ho fatte lontano da casa, quindi ben venga la trottola se serve per crescere, Da’ modo di conoscere altre realtà, confrontarsi con culture diverse (per me, ad esempio, è stato fondamentale il periodo in UK) e stringere conoscenze che spesso vanno al di là dei rapporti lavorativi e si tramutano in amicizie.

                          Mi sembra che abbiamo già avuto questa discussione

                          Si, infatti, ricordo, ed alla fine più o meno siamo arrivati ad una posizione abbastanza concorde.

                          Intendiamoci, a me non piace lavorare sotto pressione, posso farlo per tempi ridotti se l’esigenza è oggettiva (es. la scadenza di una gara, un fault imprevedibile in produzione, ecc.) ma rifiuto categoricamente di farlo se è stato causato dal primo punto della tua lista ;) cioè da cattiva pianificazione o da bad management. Però la “palestra” che ho fatto in UK sul lavoro sotto pressione, in generale lì si parlava di “working out of confort zone”, è stata fondamentale per aiutarmi a gestire al meglio le emergenze quando le ho incontrate. Chi andrebbe a fare le olimpiadi senza preparazione atletica?

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                        Io ci aggiungo l’hot desking, tutta la comodita’ di lavorare da uno starbucks, con l’atmosfera da ufficio.

                        Ho avuto un paio di contatti con recruiter italiani su linkedin e sembra impossibbile cavargli di bocca il RAL, perche’ in italia e’ cosi’ difficile? In UK ogni annuncio ti da un range cosi’ sai se vale la pena fare domanda o no.

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                          sembra impossibbile cavargli di bocca il RAL

                          Perché bisogna lavorare per passione, come fanno a sapere che sei appassionato se mettono il RAL. Ovvio, no?

                          1. 1

                            Per passione e per visibilità!

                          2. 1

                            uh, ottimo, aggiungo hot desking e open space

                          1. 4

                            Ciao,

                            grazie di questo AMA.

                            Io ho un po’ di domande.

                            La prima è rispetto alla produzione di software come cooperativa: come vengono prese le decisioni strategiche sul prodotto? Esiste un processo formalizzato? Chi guida?

                            La seconda è di identità: come cooperativa che crea un prodotto che gira intorno al software,vi sentite parte di un nuovo movimento globale in questa direzione? 20 anni fa le cooperative nell’ambito software erano poche, quasi esclusivamente di consulenza e piuttosto invisibili. Oggi diversi nomi iniziano ad affermarsi nei rispettivi settori (pensiamo a Loomio, o Motion Twin) rimanendo cooperative orizzontali. Vi sentite parte della stessa cosa? Quanta consapevolezza c’è su questi temi tra i membri della cooperativa?

                            Domanda 3: come vivete la competizione con AirBnB? Pensate che l’elemento etico sia la vostra principale strategia competitiva o FairBnB ambisce nel lungo termine ad essere qualcosa di più?

                            Domanda 4: che stack tecnologico usate?

                            1. 4

                              surveyor3 @surveyor3 grazie della domanda.

                              Fairbnb.coop non ha prezzi più costosi rispetto alla concorrenza, tutte le piattaforme applicano una commissione sulla prenotazione e anche Fairbnb.coop, la differenza che noi rinunciamo ad una parte dei nostri introiti, reintroducendoli dove effettivamente è generata: il territorio

                              In sostanza i viaggiatori pagano lo stesso, l’host guadagna lo stesso, è Fairbnb.coop che reintroduce parte del reddito nell’economia locale.

                              Community Powered Tourism

                              1. 1

                                Grazie a voi

                                1. 1

                                  Ciao. Occhio che hai risposto al post sbagliato.

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                                  @chocobeat Grazie delle domande 1+4) Innanzitutto comprendiamo le esigenze dell’utente, il movimento delle esigenze della concorrenza e dell’azienda. In seguito misuriamo ciò che può portare più risultati sul lato commerciale e meno impatto per gli sviluppatori, ponendo sempre attenzione a dare le giuste priorità. 2) L’identità cooperativa rappresenta un punto centrale per la nostra piattaforma. Il nostro obiettivo è quello di rendere fairbnb.coop un Bene Comune, allargando l’idea della cooperativa oltre i lavoratori coinvolgendo i diversi attori che la piattaforma coinvolge e le comunità dove opera. Siamo parte del movimento delle piattaforme cooperative e cerchiamo di creare una cultura di consapevolezza tra i membri rispetto a questi temi 3) cerchiamo da sempre di creare una narrativa positiva, non siamo in competizione con airbnb ma vogliamo offrire un’alternativa in grado di colmare quella crescente domanda di turisti consapevoli e interessati a effettuare vacanze sostenibili nel rispetto delle comunità locali. I principi ai quali ci ispiriamo sono: mitigare gli effetti degli impatti del turismo sulle comunità locali, proteggere la residenzialità e combattere la gentrificazione.

                                  1. [Commento rimosso dal moderatore chobeat: commento doppio]

                                  1. 1

                                    ma da quello che scrivono pare non sia previsto un compenso economico per il loro lavoro… c’è qualcosa che mi sfugge? Non mi sembra normale

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                                      lo sviluppo di Immuni non è pagato dallo stato, è offerto pro-bono

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                                      Come se bastasse cambiare il nome di una struttura dati in un software per risolvere i problemi di razzismo nel mondo reale. Come se quel nome ed in generale le nomenclature “master/slave”, “whitelist/blacklist”, ecc. siano state scelte appositamente come dispreggiativo verso le persone di colore.

                                      Oggettivamente devo comunque dire che su Git main è più appropriato di master a mio avviso, rende più l’idea di cosa rappresenti quel branch.

                                      1. 5

                                        Non sono state scelte appositamente, ma sono il risultato di una cultura e di un linguaggio che normalizza quelle cose. Normalizza che qualcuno comandi e l’altro obbedisca (che è solo uno dei tanti modi di concettualizzare le relazioni tra nodi di un processo distribuito, le macchine non hanno la semantica di queste cose), normalizza che “black” cattivo, “white” buono.

                                        L’errore che fanno tanti che osservano questa battaglia culturale al di fuori del contesto in cui viene combattuta (fondamentalmente l’anglosfera che domina, nel bene e nel male, l’IT) è credere che questi cambi di parole siano l’obiettivo e non uno strumento, un trucco, per portare l’attenzione su certi temi, anche a costo di fare la figura dei pirla, perché quello che conta è il cambiamento sociale. Certo, ci sono un gran numero di individui che questo step se lo perdono e scambiano il mezzo per il fine. Ma c’è più profondità di così.

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                                          Ma c’è più profondità di così.

                                          O forse no?

                                          Vi sono ragioni linguistiche per cui credo che nell’anglosfera queste questioni siano percepite con persino minore rilevanza che da noi. Tant’è che, per esempio, in questa crociata ci si scaglia anche contro blacklist e whitelist che non furono inventate negli Stati Uniti, né per ragioni razziali. Ora che GitHub ha pagato il suo pegno all’ipocrisia americana, potrà riprendere a fare come prima. Cambiare tutto perché non cambi niente.

                                          Al contempo, questa riscrittura del linguaggio viene imposta a tutto il mondo, perpetuando l’egemonia culturale statunitense, imponendoci soluzioni a problemi che non abbiamo. Un po’ come con le Code of Conduct, ci viene imposto di uniformarci nei comportamenti e nelle credenze alla società statunitense. Peraltro attraverso la strumentalizzazione delle vittime di quella società.

                                          Il branch autoritativo dei miei repository continuerà a chiamarsi master.

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                                            Io per capire queste discussioni provo sempre a metterle in un contesto che ci appartiene. Se il branch autorativo si chiamasse “duce” perche Linus Torvalds era un fascistone, mi sentirei a posto? Personlamente lo trovo un termine fastidioso e lo cambierei per i miei progetti, per cui capisco se una persona che ha avuto antenati che hanno vissuto in schiavitu’ trovi il termine “master” offensivo.

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                                              Ok per il paragone col fascio.

                                              Ma chi siamo noi, comunità software, per svegliarci un mattino e dire “no ok raga basta con questi nomi offensivi’, la comunità software ha sicuramente una componente di quelle che negli stati uniti sono minorità (github è americana, per quello rimango da loro per il discorso seguente) e anche loro lo hanno visto/approvato/utilizzato. Voglio capire il ragionamento, preso da un CEO “privilegiato” di una società col market cap più grande al mondo.

                                              Sto leggendo di tanti SW programmers di colore che anche loro rilevano l’inutilità di questo cambio di denominazione. Viene anche visto come un motivo per spostare il focus dai veri problemi, il che onestamente sta funzionando come previsto visto che siamo tutti qui a discuterne, me incluso.

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                                                lo cambierei per i miei progetti

                                                Ed in questo, mi troveresti d’accordo. Per i miei progetti.

                                                MA non mi sognerei di imporre a tutto il mondo la mia sensibilità.

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                                                Tant’è che, per esempio, in questa crociata ci si scaglia anche contro blacklist e whitelist che non furono inventate negli Stati Uniti, né per ragioni razziali.

                                                Dove sono state inventate le parole, in questo discorso non conta granché.

                                                Ora che GitHub ha pagato il suo pegno all’ipocrisia americana, potrà riprendere a fare come prima. Cambiare tutto perché non cambi niente.

                                                Che non è quello che sta succedendo, si stanno prendendo un sacco di critiche.

                                                Al contempo, questa riscrittura del linguaggio viene imposta a tutto il mondo, perpetuando l’egemonia culturale statunitense, imponendoci soluzioni a problemi che non abbiamo. Un po’ come con le Code of Conduct, ci viene imposto di uniformarci nei comportamenti e nelle credenze alla società statunitense. Peraltro attraverso la strumentalizzazione delle vittime di quella società.

                                                Questo non è un problema di chi si batte per un linguaggio più inclusivo. Loro fanno gli interessi di persone che non siamo noi. Il fatto che il soft power americano si proietti in tutto l’IT occidentale e condizioni spazi sociali non direttamente americani non è qualcosa di cui questi attivisti si dovrebbero preoccupare. é qualcosa di cui noi dovremmo preoccuparci, sviluppando un linguaggio inclusivo e pratiche inclusive che rispecchino i valori e i modi italiani. Cosa che non è mai stata fatta, tanto che l’ambiente italiano è apertamente ostile, tossico e dogmatico per tutti quanti. L’inclusione delle persone di colore è ad anni luce. In questo vuoto siderale è normale che si infili l’unica alternativa disponibile, che è quella del discorso americano.

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                                                  In questo vuoto siderale è normale che si infili l’unica alternativa disponibile, che è quella del discorso americano.

                                                  E’ proprio qui che risiede, per quanto mi riguarda, l’idiozia di tutta la situazione, la mancanza di contesto. Negli stati uniti non si parla di bianchi vs neri, ma di episodi di brutalità delle forze dell’ordine dove lo sfondo razziale comunque non dovrebbe venire meno. Tutto questo da noi cosa c’entra? Niente, per fortuna.

                                                  E bisogna secondo me vedere le cose nel complesso, non nel soft power americano che si proietta sull’IT. Siamo tutti dipendenti nel bene e nel male dagli stati uniti per svariati motivi, uno dei più fondanti è la nostra dipendenza dal Dollaro $, ciò però non vuol dire sia una buona idea sviluppare una moneta inclusiva che rispecchi i valori e i modi italiani.

                                                  1. 1

                                                    Tutto questo da noi cosa c’entra? Niente.

                                                    La polizia è violenta e discriminatoria in Italia. Semplicemente è meno armata e meno protetta che in America, ma il seme della questione c’è. Non necessariamente dovrebbe avere le stesse soluzioni e men che meno la stessa analisi, ma dire che il problema non ci riguarda non è vero. A prescindere da questo, l’inclusività non è solamente mirata a non far ammazzare la gente dalla polizia. Serve a non escludere persone dai propri ambienti. Sollevare il problema della violenza di stato si accompagna ma non è l’unico obiettivo e le persone di colore non sono le uniche escluse.

                                                    E bisogna secondo me vedere le cose nel complesso, non nel soft power americano che si proietta sull’IT. Siamo tutti dipendenti nel bene e nel male dagli stati uniti per svariati motivi, uno dei più fondanti è la nostra dipendenza dal Dollaro $.

                                                    Chiaro, e questi elementi vanno presi in considerazione quando si contestualizzano dibattiti del genere, ma al tempo stesso ognuno cerca di agire nel limite delle proprie possibilità e su obiettivi più a breve termine. L’indipnedenza europea o italiana dagli USA non è al momento qualcosa alla portata di noi come creatori di software.

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                                                      ognuno cerca di agire nel limite delle proprie possibilità e su obiettivi più a breve termine

                                                      Non sono in disaccordo, voglio però sottolineare come l’approccio “ognuno fa quello che può” non possa giustificare il cambiare il nome di un cioccolatino svizzero o di come git abbia denominato, e di conseguenza tutto il mondo abbia approvato/insegnato/imparato, il branch principale a chiamarlo master.

                                                      Non mi sembra che allora tutto il mondo software come obiettivi a breve termini rinomini certe cose, poi la sfera degli hotel cambi il nome alle stanze (master bedroom), poi le università non potranno più avere Masters, etc. etc.

                                                      So che sto semplificando con le nomenclature, però secondo me, ripeto, deve essere (come tra l’altro hai detto te) qualcosa di piú profondo e di conseguenza andrebbero affrontati prima top-bottom e non bottom-up.

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                                                        DI nuovo, il punto di queste azioni non è risolvere problemi direttamente. Sono strumentali a far emergere i problemi che ci sono, far partire le discussioni, attirare l’attenzione. Nessuno, o quasi, crede che in sé e per sé questi siano piccoli mattoncini della soluzione o che contribuiscano direttamente.

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                                                          Ma allora è marketing

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                                                            Propaganda.

                                                            Il problema che spesso sfugge a chi diffonde la propaganda è che non è veramente interesse di chi la crea risolvere i problemi che evidenzia, perché risolverli significherebbe perdere visibilità.

                                                            1. 1

                                                              che è un’accusa qualunquista campata per aria se si parla di movimenti di migliaia di organizzazioni diverse, utile solo a rinforzare la tua visione preconcetta dell’attivismo in quanto tale. Non che questa cosa non esista, l’autoreferenzialità è un problema serio, ma scartare uno sforzo collettivo di milioni di persone in tutto il mondo sulla base di una manciata di organizzazioni disfunzionali è essere in mala fede.

                                                              1. 1

                                                                Non sto parlando degli attivisti in generale o di tutte le associazioni.

                                                                Sto parlando di questa propaganda e della leadership di BLM.

                                                                1. 2

                                                                  BLM con queste cose non c’entra niente. Quella per rinominare master e blacklist è una cosa che va avanti da almeno un decennio e in ambienti in cui BLM è totalmente irrilevante.

                                                                  Inoltre la “leadership” di BLM non esiste più. BLM come organizzazione vera e propria è microscopica. Ormai il termine è stato appropriato da azioni e proteste di centinaia di gruppi diversi in tutto il mondo. Si potrebbe anche argomentare che BLM come organizzazione sia piuttosto irrilevante nello sviluppo attuale delle proteste e delle azioni.

                                                                  Quindi non vedo cosa c’entri. Sopratutto visto che non è stata tirata in ballo prima e hai fatto affermazioni che sembrano includere tutti e nessuno.

                                                                  1. 2

                                                                    Perché GitHub oggi si preoccupa del nome predefinito dei branch predefiniti sui suoi repository? Perché oggi?

                                                                    BLM con queste cose non c’entra niente.

                                                                    Come tu stesso sottolinei, BLM è una delle organizzazioni che sta traendo maggiore vantaggio dall’omicidio di Floyd.

                                                                    Quindi non vedo cosa c’entri. Sopratutto visto che non è stata tirata in ballo prima e hai fatto affermazioni che sembrano includere tutti e nessuno.

                                                                    Mentre non siamo effettivamente d’accordo su alcune cose, credo che su questo ci sia semplicemente un errore di protocollo: tu sostenevi che queste azioni hanno una finalità “propagandistica”, per portare l’attenzione pubblica su altri problemi; io facevo notare che di solito, la leadership dietro a queste campagne non ha interesse a risolverli, quei problemi; a quel punto mi hai accusato di voler “rinforzare la mia visione preconcetta dell’attivismo”, generalizzando quanto avevo affermato; da cui ti ho fatto due esempi concreti, questa campagna e BLM.

                                                                    1. 1

                                                                      Perché GitHub oggi si preoccupa del nome predefinito dei branch predefiniti sui suoi repository? Perché oggi?

                                                                      Perché stanno ricevendo pressioni politiche che prima erano molto più deboli.

                                                                      Come tu stesso sottolinei, BLM è una delle organizzazioni che sta traendo maggiore vantaggio dall’omicidio di Floyd.

                                                                      Ma che logica è? Mica l’hanno ammazzato loro. Un’organizzazione diventa disfunzionale nel caso in cui, ad esempio, i suoi stessi membri andassero in giro ad ammazzare persone di colore in maniera sistematica.

                                                                      la leadership dietro a queste campagne non ha interesse a risolverli

                                                                      Perché pensi che ci sia leadership? Cioè tu ti immagini un’organizzazione centrale con un mega direttore nerissimo che dice: “per i prossimi 6 mesi, si rompe le palle agli sviluppatori. Andate, miei prodi!”? La maggior parte di questi movimenti non ha leadership.

                                                                      1. 2

                                                                        Ma che logica è? Mica l’hanno ammazzato loro.

                                                                        Giuro che non capisco come quanto ho scritto abbia prodotto nella tua mente questa considerazione.

                                                                        Sto dicendo che BLM sta sfruttando la tragedia di Floyd per ottenere adepti e visibilità.
                                                                        E parallelamente, osservo che questa campagna di promozione del “newspeak” politically correct è pretestuosa, volta ancora una volta a massimizzare l’esposizione e l’influenza di alcune organizzazioni e personalità.

                                                                        Personalità che hanno molto da perdere dal dialogo costruttivo e molto dal guadagnare dal conflitto.

                                                                        E tutto questo, poi, si ripercuote sul resto del mondo, che ha interiorizzato la cultura degli oppressori statunitensi così profondamente da essere persino più recettivi rispetto a quelle campagne dei bianchi negli USA.

                                                                        Bianchi a cui la distruzione della memoria delle ingiustizie espressa nel linguaggio fa comodo.

                                                                        Perché pensi che ci sia leadership? Cioè tu ti immagini un’organizzazione centrale…

                                                                        Confondi la leadership con una organizzazione gerarchico-patriarcale analoga ad una azienda statunitense.

                                                                        La leadership di una organizzazione radicata può essere distribuita.
                                                                        La ’Ndrangheta ne è un esempio in Italia.

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                                                              la comunicazione è importante anche in politica. La destra usa strategie estremamente complesse e indirette per promuovere le proprie posizioni reazionarie e normalizzarle. Non vedo perché i progressisti dovrebbero essere da meno. Andare alla gente a fare lunghe argomentazioni sul perché e il per come e sull’importanza di tanti temi politici è un esercizio sterile: le persone non hanno il tempo e l’energia per ascoltare, non hanno spesso gli strumenti critici per capire e sono abituate ad una comunicazione dove le regole le detta, anche e sopratutto, il marketing tradizionale o digitale. Questo elemento di psicopotere è fondamentale e ignorarlo vuol dire condannarsi all’irrilevanza dei micro partiti marxisti-leninisti che si fanno le seghe in cerchio in uno sgabuzzino su quanto è bello il loro 0.1% alle ultime elezioni.

                                                              Se non si possono dettare o rompere le regole su come arrivare alle persone, bisogna giocare con le regole vigenti.

                                                              1. 2

                                                                Ma quelle regole sono regole di dominio.

                                                                Giocare con quelle regole sperando di liberare qualcuno è pura fantasia.

                                                                1. 3

                                                                  Giocare con quelle regole sperando di liberare qualcuno è pura fantasia.

                                                                  L’alternativa è essere irrilevanti, come tendono ad esserlo la quasi totalità delle organizzazioni che si curano solo del contenuto e non della forma e del mezzo.

                                                                  1. 1

                                                                    Gandhi non giocava con le regole del suo oppressore.
                                                                    Eppure non è stato irrilevante.

                                                                    Credere di poter usare le armi del nemico meglio di lui è molto ingenuo: significa farsi assimilare, diventando ingranaggi del sistema oppressivo che si dichiara di voler scardinare.

                                                                  2. 1

                                                                    Si può comunicare a più livelli.

                                                                    Se vuoi vederla con una metafora in un certo modo anche i libri di filosofia hanno una copertina e fanno uso di marketing per vendersi. Alcuni leggeranno solo l’intervista all’autore sul giornale di turno, chi vuole approfondirà.

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                                                        l’ambiente italiano è apertamente ostile, tossico e dogmatico per tutti quanti.
                                                        L’inclusione delle persone di colore è ad anni luce.

                                                        Questa è una balla così colossale che chiunque viva in Italia non ha bisogno che io ti smentisca.
                                                        Certamente abbiamo razzisti anche in Italia, ma non sono distribuiti uniformemente sul territorio… ed in particolare nell’IT, da noi NON è prevalente e non lo è mai stato.

                                                        La ragione è semplice: millenni di saccheggi, guerre e contaminazioni da nord come dal mediteranneo.

                                                        non è qualcosa di cui questi attivisti si dovrebbero preoccupare. é qualcosa di cui noi dovremmo preoccuparci

                                                        Su questo siamo d’accordo.
                                                        NOI dovremmo preoccuparci di resistere all’omologazione statunitense!

                                                        Invece ci adagiamo a pensare di avere i loro problemi

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                                                          Questa è una balla così colossale che chiunque viva in Italia non ha bisogno che io ti smentisca. Certamente abbiamo razzisti anche in Italia, ma non sono distribuiti uniformemente… ed in particolare nell’IT, da noi NON è prevalente e non lo è mai stato.

                                                          Hai presente quella che dice: “Se non sai chi è l’idiota del gruppo, probabilmente l’idiota sei tu?” Si può applicare anche a tante altre caratteristiche, tipo l’essere razzista.

                                                          In ogni caso non parlavo necessariamente di razzismo. Il settore è imbevuto di machismo dalla testa ai piedi come lo era quello Americano fino a 10-15 anni fa, che danneggia uomini, donne e persone di culture diverse.

                                                          NOI dovremmo preoccuparci di resistere all’omologazione statunitense!

                                                          Sì, però se l’obiettivo degli Americani è essere meno stronzi verso il prossimo, la nostra resistenza non può essere: “rimaniamo stronzi, così gliela facciamo vedere a questi americani”. Ed è quello il risultato se questa resistenza non si materializza in cambiamenti e proposte concrete, con un dibattito nativo sugli stessi temi, Rifiutare tutto il pacchetto come se la discriminazione e l’inclusività fossero concetti prettamente americani non è resistere, è chiudere gli occhi verso i propri problemi per sentirsi meglio dei “barbari”

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                                                            Il settore è imbevuto di machismo dalla testa ai piedi come lo era quello Americano fino a 10-15 anni fa

                                                            Questo è semplicemente falso.
                                                            Sarà vero in alcune aziende o in alcune città, ma è falso nella stragrande maggioranza delle aziende e delle città italiane. Che non sono solo Milano. ;-)

                                                            con un dibattito nativo sugli stessi temi

                                                            Perché “sugli stessi temi”?

                                                            Tu presupponi che “rimaniamo stronzi” sia l’unico modo di resistere perché hai già accettato ed interiorizzato l’idea che ogni sviluppatore italiano sia come l’“Americano fino a 10-15 anni fa”. E’ la narrazione prevalente, ma è falsa. E dovrebbe essere chiaro il perché: migliaia di anni di storia precedente.

                                                            La tua affermazione è vera solo in quei contesti che hanno accolto ed accettato la narrazione e la cultura statunitense. Come hai, consapevolmente o meno, fatto tu.

                                                            Hai lavorato in Piemonte? Hai lavorato in Sicilia? Hai lavorato in Emilia? In Calabria?
                                                            Pensi davvero che ci siano gli stessi problemi a Palermo e a Minneapolis? Gli stessi oppressi? Gli stessi oppressori?

                                                      3. 1

                                                        Ma le Code of Conduct non dicono nulla di male, sono delle regole abbastanza civili per quanto mi riguarda e ha perfettamente senso che esistano. Non vedo alcuna forzatura in tal senso.

                                                        1. 1

                                                          Dipende.

                                                          Che una comunità scelga un proprio codice di condotta è assolutamente legittimo.

                                                          Ma le Code of Conduct, nelle comunità di sviluppo più articolate e con una leadership forte sono uno strumento nelle mani di tale leadership. Impongono un comportamento aziendale a volontari. Impongono strutture di controllo gerarchiche. E tendenzialmente marginalizzano coloro che scelgono di non conformarsi.

                                                          Ed a ben guardare, sono state diffuse, di nuovo, per rispondere a problemi tipici della società IT statunitense, come il sessismo nelle sue varie espressioni.

                                                          1. 2

                                                            E tendenzialmente marginalizzano coloro che scelgono di non conformarsi.

                                                            Quello non è dovuto al code of conduct. Il concetto stesso di comunità necessita di qualcuno che stia dentro e qualcuno che stia fuori. Altrimenti non è una comunità.

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                                                              Il concetto stesso di comunità necessita di qualcuno che stia dentro e qualcuno che stia fuori.

                                                              Il concetto stesso di comunità necessita di qualcuno che stia dentro e qualcuno che stia fuori.

                                                              Ti sbagli, il concetto di comunità non presuppone affatto conformismo.

                                                              Presuppone l’esistenza di un bene in comune, usato in modo responsabile dai membri della comunità e protetto, attraverso leggi, regolamenti o convenzioni, dalla sottrazione/distruzione/abuso dei singoli e delle terze parti.

                                                              Il fatto che i membri della comunità siano simili o variegati non definisce la comunità. Solitamente la varietà di esperienze e prospettive garantisce resilienza e stabilità alla comunità (purché ci sia consapevolezza del valore di queste differenze in tutti i membri). Il conformismo invece rende la comunità più facile da scalare per chi ne adotta le convenzioni senza condividerne le convinzioni.

                                                              La definizione di una comunità deriva dalle regole di condivisione del bene in comune, non da quelle di comportamento reciproco.

                                                              Regole che possono comunque essere legittime e persino utili se ideate e scelte dalla comunità stessa per affrontare i propri problemi relazionali, non quelli di una azienda statunitense con manager razzisti che molestano le colleghe.

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                                                      Oggettivamente devo comunque dire che su Git main è più appropriato di master a mio avviso, rende più l’idea di cosa rappresenti quel branch.

                                                      Può anche essere, ma onestamente sembra una presa per il culo in questo momento. Devono tutti salire sul carro per poter dire “eh no aspetta caro mio, io ho postato un’immagine nera e ho cambiato il colore del logo dell’azienda per quasi 7 giorni. Nonono per carità mica è finita lí, ho anche cambiato il branch name, mica male eh? Sono stato bravo?

                                                      Poi boh, onestamente non so nemmeno cosa dire d’altro. Esco a farmi un aperitivo e prendo il mio solito, ah no niente.

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                                                        Può anche essere, ma onestamente sembra una presa per il culo in questo momento

                                                        Era quello che ho espresso nella prima parte del mio intervento.

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                                                        Oggettivamente devo comunque dire che su Git main è più appropriato di master a mio avviso, rende più l’idea di cosa rappresenti quel branch.

                                                        Vero ma master e slave sono un concetto di strutturazione che viene applicato in diversi modi e ambiti. Mi vengono in mente i flip flop con archittettura master e slave per esempio.

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                                                          Vero ma master e slave sono un concetto di strutturazione che viene applicato in diversi modi e ambiti

                                                          Io mi riferivo al solo ramo master su Git che non ha un corrispettivo slave, quindi è più appropriato main.

                                                          In altri contesti rimane ovviamente la nomenclatura master/slave

                                                        2. [Commento rimosso dall'autore]

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                                                          ottima mossa per evitare che vengano bastonati per non aver cancellato il contratto con l’ICE. Hanno mezza azienda sulle barricate per ’sta cosa. Secondo me con ’sta buffonata se ne tirano addosso ancora.

                                                          Fonte: https://www.latimes.com/business/technology/story/2020-06-12/github-ceo-black-lives-matter-employees-demand-end-ice-contract?_amp=true&__twitter_impression=true

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                                                            ho imparato a tirar su Drone CI e studicchiato un po’ il funzionamento. Poi ho iniziato a leggermi il materiale per la certificazione Cloudera che a quanto pare dovrò prendermi a brevi

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                                                              Non conoscevo Drone CI ma sembra interessante. C’e’ un motivo in particolare per cui stai guardando quello?

                                                              1. 1

                                                                è ben integrato con github e mi serve qualcosa da tirare su al volo.

                                                            1. 2

                                                              E’ legale in Europa? Ho sempre pensato che i datori di lavoro fossero tenuti a permettere agli impiegati di sindacalizzarsi.

                                                              1. 3

                                                                Credo di no: quanto meno in Italia, la condotta antisindacale è un reato.

                                                                Ma attenzione: poter leggere le conversazioni di chi usa quel termine è molto più utile di censurarlo!

                                                                1. 3

                                                                  No e apparentemente stanno già alzando la voce

                                                                  https://www.etuc.org/en/document/letter-facebook-content-control-employers

                                                                1. 1
                                                                  1. 1

                                                                    capisco la politica del sito, ma nel link originale a lobste.rs c’erano le informazioni essenziali per comprendere cos’e’, che al momento mancano ancora dal sito… posso mettere un link nei commenti?

                                                                    1. 2

                                                                      ah, scusa, pensavo fosse un errore umano. Non c’è nessun problema a linkare lobste.rs però in effetti metterlo nella descrizione del post o nei commenti rende meglio

                                                                  1. 1

                                                                    Cosa ne pensate? LinkedIn aiuta davvero a trovare lavoro?

                                                                    1. 3

                                                                      Per quanto mi riguarda è inutile, il 50% delle offerte vengono da recruiter bot che spammano a valanga. Il rimanente 50% proviene da aziende che non mi interessano o con ruoli che non interessano.

                                                                      Io mi sono sempre rivolto alle singole aziende che già mi interessavano per svariati motivi. Penso che il processo di hiring sia sicuramente da rivedere, LinkedIn di certo non aiuta. (YMMV, ovviamente)

                                                                      1. 3

                                                                        Io ho attivato l’account solo da poco, mi è servito per mettermi in contatto con amici e colleghi, di lavoro ed università, che non vedevo e sentivo da più di 20 anni e di cui non avevo i riferimenti, quindi almeno per me uno scopo ‘sociale’ l’ha avuto (non uso Facebook).

                                                                        Per quanto riguarda il lavoro, ho ricevuto finora solo una richiesta interessante, ruolo di CTO a diretto riporto dell’amministratore delegato di una azienda del nord Italia. Ho fatto anche un colloquio telefonico, erano molto interessati al mio CV e mi avrebbero preso ma affrontare un trasferimento di regione al momento non era fattibile, quindi ho dovuto declinare.

                                                                        Lo uso in maniera molto “smart”, ogni tanto lo apro (anche a distanza di una decina di giorni), butto un’occhiata per vedere le stronzate che scrivono i miei colleghi, cancello le notifiche e chiudo.

                                                                        Mi da’ molto fastidio il tam-tam che c’è intorno alle certificazioni, inutili pezzi di carta che ormai ti tirano dietro semplicemente compilando un quiz on-line. E quindi via, tutti a sfoggiare le proprie certificazioni ottenute senza sforzo da fantomatiche agenzie intermediarie o dalle aziende che lo fanno ad unico scopo di diffondere le loro tecnologie sul mercato.

                                                                        Ed i clienti ci cascano, illudendosi che certificazione==competenza richiedono sempre più certificazioni nelle gare, cosa che induce le aziende fornitrici ad ottenere sempre più certificazioni. In pratica un ecosistema economico fittizio che si autosostiene dove chi vince sono le aziende di training e quelle che emettono le certificazioni e chi perde è la qualità.

                                                                        1. 2

                                                                          Forse non di qualita` (almeno in Italia) ma si, personalmente mi ha aiutato a fare colloqui/trovare lavoro.

                                                                          Probabilmente non serve molto ad un senior che è già affermato nel suo settore e ha un vero network di conoscenze, ma ad un junior che parte da 0 (o quasi) può essere utile.

                                                                          1. 2

                                                                            Io un lavoro decente ce l’ho trovato, ma la qualità è bassa e di sicuro non vale la pena per tutto lo spam che ti arriva. Quei 10-20 click e email da cancellare a settimana da vari recruiter probabilmente se sommati mi avranno preso un ammontare di tempo più che sufficiente per trovarmi un nuovo lavoro quando ne avrò bisogno.

                                                                          1. 2

                                                                            Per me la regola per usare qualsiasi XaaS è determinare se e quando me ne vorrò andare e nel caso capire quanto mi costerà in termini di effort. Ormai la maggior parte delle soluzioni PaaS sono molto più flessibili di un po’ di anni fa e la maggior parte raramente ti legherà le mani se non hai bisogno di eccessivo controllo sulla scalabilità. Chiaramente il trade-off c’è sempre: farsi le cose in casa dà necessariamente più controllo ma programmatori e sistemisti tendono ad essere terribili nello stimare quanto controllo gli serva. O sono ossessionati e spaventati dal non poter toccare qualche leva, o semplificano eccessivamente i requisiti e la complessità di un deployment. Sebbene in linea di massima il controllo sia da preferirsi e prioritizzare, a volte serve solo buttare fuori un prototipo che sta su e lì una PaaS va bene

                                                                            1. 1

                                                                              a volte serve solo buttare fuori un prototipo che sta su e lì una PaaS va bene

                                                                              In effetti il Prototype-as-a-Service da il meglio di sé nella messa in produzione di MVP, Minimum Valuable Prototype.

                                                                              programmatori e sistemisti tendono ad essere terribili nello stimare quanto controllo gli serva

                                                                              Solo se non hanno sufficiente esperienza.
                                                                              Tuttavia, un po’ come il colore su una tela, la complessità è molto più facile da aggiungere che da rimuovere: se ci si trova fuori dalla propria confort zone, molto meglio eccedere nella semplicità che complicare tutto risolvendo problemi del tutto immaginari (o di moda).

                                                                            1. 2

                                                                              Principalmente Tilt per controllare il mio ambiente di dev. è stato abbastanza facile introdurlo in azienda e raggiungere il one-click deployment, ma c’è tutta una serie di opzioni utili e config che mi devo studiare per coprire i vari workflow.

                                                                              1. 1

                                                                                Ma io mi chiedo: possibile che chi sviluppa questi software non sia consapevole dell’effetto che avranno sul suo stesso lavoro?

                                                                                A volte ho l’impressione che ci sia un esercito di persone ben felici (o quanto meno rassegnate) di diventare ingranaggi sostituibili.

                                                                                Voi cosa ne pensate?

                                                                                Mi piacerebbe sentire una prospettiva antitetica alla mia per provare a comprenderla. C’è qualcuno che saluta con gioia queste “innovazioni”?

                                                                                1. 1

                                                                                  Assolutamente sì. La maggior parte dei dev è totalmente distante dagli impatti del proprio lavoro e raramente ragiona sulla big picture. In questo caso il culto dell’efficienza è già parte del background di molti ingegneri e agganciarlo alla prospettiva di un mondo in cui loro estendono lo stesso modello di efficienza a tutti è relativamente semplice da vendere.