1. 4

    Approfittando di una ristrutturazione sto rivedendo tutta la rete di casa. Ho steso centinaia di metri di cavo Ethernet, ho cablato tutto, con i router wi-fi nascosti in posizioni strategiche e tutti connessi ad una dorsale principale che termina sul router connesso alla borchia della fibra ottica. Ormai sono diventato un maestro nel cablare i plug di rete. Ho usato cavo CAT6 S/FTP (quindi doppia schermatura) e plug schermati, oltre all’attrezzatura per crimpare ho anche un tester di rete, utilissimo per verificare la continuità delle linee dopo la cablatura.

    1. 1

      Complimenti davvero! Quando e se ne avrò la possibilità, la mia idea è quella di fare la stessa cosa in casa mia. Cavi, cavi ovunque, e un dannato router degno di questo nome.Altro che WiFi ballerino, range extender, powerline e delirio.

    1. 3

      Come raramente succede quando ho qualcosa di interessante, mi inserisco anch’io. Mi sono spostato su un progetto che coinvolge il Membership Inference Attack (cercare di capire se un record è stato usato o meno per allenare un modello visto come black box) e sto facendo il bidello per vari algoritmi di ML che si allenano uno con l’altro su un server cercando di smontarsi a vicenda.

      Rapido e divertente update: siccome a me tocca sempre smazzarmi i task che hanno a che fare con roba che non fitta in RAM, ho deciso di smettere di impazzire facendo tutto a manina e di cominciare a usare Dask. Lo conoscete? Che cosa ne pensate?

      1. 3

        un po’ naive, anche se qualche intuizione giusta ce l’ha. ma il titolo non è sbagliato?

        1. 1

          Eh sì, era sbagliato. Ho postato da cellulare e il correttore mi ha fregato. La cosa divertente è che ci sono passato davanti più e più volte oggi e non me ne sono mai accorto…

        1. 4

          Retorica fascistoide, esagerato culto del lavoro, esaltazione del libero mercato e della concorrenza portando come esempio Facebook e Netflix (monopoli), e per concludere una bella cascata di buzzword che significano tutto e niente.

          Apperò.

          1. 2

            Sì, forse avrei dovuto mettere un cappello su sta cosa, però è il primo articolo che vedo uscire da un dipendente INPS che parli del lato Tech.

            Fa cagare, ma è il massimo di insight che sono riuscito ad ottenere su qualcosa (lo sviluppo software della PA) che dovrebbe essere pubblico. Tocca leggerselo comunque.

            1. 1

              Piuttosto che insight mi sembra tech marketing di bassissima lega. Che poi dall’articolo sembra che abbiano smesso di subappaltare tutto alla consulenza selvaggia, quindi c’è pure un po’ di pubblicità ingannevole di mezzo.

          1. 3

            Sto smaltendo un brutto burnout, ma appena mi riprendo torno sul mio progetto di home cloud con Docker Compose.

            1. 3

              In bocca al lupo per ogni cosa

            1. 1

              Ma è una collezione che crea in automatico github?

              1. 1

                No, è curata, puoi contribuire

                1. 1

                  Ecco perché tutti questi progetti in Node, pensavo che l’Italia fosse per qualche motivo diventata un concentrato di Nodeisti.

              1. 1

                @chobeat puoi spiegarmi in che senso quanto ho scritto sia “fuori tema”?

                Non è nemmeno una difesa di Stallman che possa urtare la delicata sensibilità della cancel culture!

                1. 4

                  È un drammino internettiano tra boomer che non porta nessun beneficio alla società, anzi riabilita un vecchio bavoso assolutamente non adatto a rappresentare pubblicamente la FSF.

                  1. 1

                    @karjudev, anche se non sai nulla di storia e non ti interessa ripeterla come farsa, forse ti farebbe bene leggere l’analisi geopolitica a quell’indirizzo. Soprattutto prima di indicarla come “fuori tema”.

                    Verificane le fonti. Se qualcosa non ti è chiaro, sentiti libero di chiedere.

                    D’altronde è tipico delle vittime dell’egemonia culturale statunitense: concentrarsi sui limiti di un “vecchio bavoso” che ti sta troppo antipatico (alla luce delle informazioni che ti sono state fornite, non dei fatti), per allontanarti da idee e da valori scomodi.

                    Buona fortuna, con i tuoi amici della DoD USA! ;-)

                    1. 3

                      L’egemonia culturale statunitense permea internet fino dalle sue origini, e di conseguenza il sistema di valori americano è lo standard in questi drama da tastiera. Tirare in ballo il DoD mi sembra tirare per le orecchie una faccenda che è figlia del suo tempo, che non ha portato a nessuna conseguenza nel mondo reale (quella cosa che c’è quando premi :wq per capirci) e di cui nessuno fuori dalla bolla del free software ha parlato per più dei 2 secondi necessari a dire “Ah!”

                      Riguardo alle idee e ai valori di RMS, più che di scomodo parlerei di superato. Il mondo del software libero merita un passo in avanti rispetto agli eterni anni ’90 in cui vive.

                      1. 1

                        Ti consiglio due letture:

                        1. Reflection on Trusting Trust di Ken Thompson (trovi il pdf linkato in quel thread GCC, perché GCC è un compilatore, ed in questi momento la Steering Committee è in mano ad aziende fortemente legate OGGI al Pentagono da contratti milionari).

                        2. Questa interessante analisi https://qoto.org/@Vectorfield/106028146945688229

                        A valle di queste 2 letture, mi piacerebbe capire cosa intendi per “passo in avanti”.

                        1. 2

                          Io ti consiglio invece The Californian Ideology, di Richard Barbrook e Andy Cameron, che io ho scoperto leggendo questo articolo del nostro caro @chobeat, che contestualmente propone uno dei possibili passi in avanti rispetto allo stato attuale e al sistema di valori che domina il mondo free software.

                          Non ho (ancora) letto il primo riferimento, ma ho letto con un certo interesse il secondo e devo dire dire che, nonostante l’evidente preparazione e le eloquenti argomentazioni di chi scrive, non mi trovo d’accordo neanche un po’: non esiste alcuno scontro di visioni che tentano di eliminare dal mondo quello che non si rifà ai propri canoni, non esiste nessuna setta di illuminati che un giorno si è messa d’accordo per instaurare la tanto vituperata cancel culture e tutti quelli che dalla propria bolla . Esiste la libertà di esprimersi in una certa maniera, ed esiste la libertà di rispondere che quella maniera non è il massimo della serietà, ecco. Poi esiste il fatto che grazie ai social tutti possono rispondere e prendere le parti dell’uno o dell’altro, e io non ci vedo niente di sbagliato.

                          Ah, e mi dispiace informarti che RMS non ha mai dato, politicamente parlando, fastidio a nessuno: al di fuori della sua bolla è universalmente considerato solo un innocuo fricchettone. E le aziende hanno colonizzato GCC perché viviamo in un’economia di mercato, cosa che la FSF non ha mai criticato: ha cercato semplicemente di uscirci, risultando in un paradiso eremitico.

                          1. 1

                            non esiste alcuno scontro di visioni che tentano di eliminare dal mondo quello che non si rifà ai propri canoni

                            Guarda, io non prendo mai per oro colato quanto leggo su un social network (ed infatti spero di riuscire a confrontarmi con un paio di amici filosofi e filosofe sul secondo riferimento), ma devo dire che quanto descritto nel secondo riferimento suona molto simile a quanto mi propose, tempo fa, proprio @chobeat.

                            Se ne ricorderà certamente, in una lunga discussione via Telegram (poco dopo il mio ban dal canale di @EticaDigitale) sull’importanza dell’onestà intellettuale, della verifica dei fatti e della razionalità all’interno di un dialogo volto alla sintesi.

                            Ricordo con chiarezza (perché mi lasciò piuttosto sgomento all’epoca) come @chobeat obiettasse che la razionalità è essa stessa una ideologia oppressiva che va combattuta. L’importante per lui è influenzare l’agenda politica delle masse, indipendentemente dalla corrispondenza alla realtà di una qualsiasi affermazione. All’epoca, non ricordo quale fosse il casus belli, @chobeat sosteneva che l’importante era portare l’attenzione collettiva sul tema, indipendentemente dai fatti. E se non ricordo male, fece esplicito riferimento al femminismo.

                            Il linciaggio di RMS, basato su fake news (tanto che gli stessi proponenti hanno dovuto rettificare più volte la propria lettera per ridurre i rischi legali per i firmatari) è un esempio del metodo di cui parliamo: i fatti non contano.

                            Ora, io sono il primo a proporre modelli problematizzanti, complessi, probabilistici, della realtà ma la mia epistemologia di riferimento assume che la corrispondenza alla realtà di un modello, la sua capacità descrittiva e predittiva, sia più importante della sua efficacia politica di breve periodo.

                            Personalmente temo molto questa rinuncia alla razionalità.

                            Il sonno della ragione genera mostri.

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                              Aggiungo, perché mi è venuto in mente dopo, ma era rilevante nel discorso che ebbi con @chobeat in quell’occasione, che per quanto ebbi modo di capire allora, la rinuncia alla razionalità ed a modelli complessi della realtà, più difficili da comunicare rispetto a slogan identitari, meme politici e fake news, costituiva sostanzialmente una risposta (disperata, IMHO) agli strumenti di persuasione di massa in mano ai potenti (basati sulle medesime dinamiche).

                              Il cuore del nostro disaccordo, all’epoca, era sulla razionalità di adottare (e dunque legittimare) le armi del nemico pur sapendo che questo ha maggiori risorse e maggiore potenza di fuoco nell’utilizzarle.

                              Come hacker, la realtà (per quanto complessa ed articolata) non mi spaventa e considero la comprensione della stessa come l’unico possibile antidoto a questi strumenti di manipolazione di massa.

                              Il problema è che però, per me, tutte le argomentazioni fallaci vanno scartate come tali, indipendentemente da chi le propone o da cosa spera di ottenere, cosa che invece questi movimenti identitari post-moderni rifiutano totalmente: solo loro possono svelare i problemi culturali altrui, ma nessuno è autorizzato ad analizzare criticamente i loro.

                        2. [Commento rimosso dall'autore]

                    1. 1

                      Sì ma, a parte Oracle JET, quali altri framework si possono fregiare di essere di “seconda generazione”? Mi sa che stia parlando di un fenomeno che (ancora?) non esiste.

                      1. 2

                        Ciao e grazie per l’AMA.

                        Con un gruppo di ragazzi da un po’ di tempo stiamo cercando di mettere in piedi una startup, e non ci dispiacerebbe la formula cooperativa.

                        Che cosa consigliate a chi inizia oggi il percorso che avete fatto voi?

                        1. 5

                          E’ importantissimo appoggiarsi da subito ad una delle associazioni di categoria come Lega Coop e Confcooperative che hanno una visione di insieme degli adempimenti burocratici e delle possibilità di networking e finanziamento all’interno del mondo Cooperativo e vi possono seguire in modo puntuale anche per gli aspetti più tecnici.

                          Fondamentale definire un sistema di governance chiaro da subito che sia un terreno condiviso da tutti in modo da non alimentare tensioni.

                          Ti consigliamo anche di seguire anche le possibilità offerte dal fare parte di https://platform.coop/ , una possibilità di networking internazionale veramente unica.

                          E poi ci siamo noi se avete bisogno di una chiacchierata orientativa ;-)

                        1. 3

                          Per una volta rispondo anche io: mi sto studiando i pochi paper disponibili in giro per quanto riguarda la stima del rischio di violazione della privacy nel trattamento dei testi.

                          In particolare sto raccogliendo le possibili tipologie di attacco alla privacy in una presentazione da fare alla mia relatrice per la tesi e a una dottoranda dello stesso gruppo di ricerca che dovrebbe seguirmi. Per ora ho individuato:

                          • Riconoscimento delle parole offuscate o generalizzate, es. da un report medico dove AIDS viene redatta o trasformata in Malattia del sistema immunitario.
                          • Riconoscimento dell’autore di un testo, anche eventualmente dopo l’offuscamento dello stile di scrittura.
                          • Riconoscimento delle informazioni sensibili lasciate nelle mail o nei messaggi privati.
                          1. 1

                            Il demone dell’efficienza a tutti i costi colpisce ancora.

                            1. 5

                              Fa un certo effetto vedere kotlin, AGPL 3.0, updated 2 minutes ago, e sorgenti inviati alle tre del mattino (fanno le ore piccole?).

                              1. 1

                                Beh sì, sono abbastanza famosi per lavorare ben più di 8 ore al giorno compresi i weekend…

                                1. 1

                                  Ahi per loro sì, hanno una certa fama di assumere stakanovisti di prima fascia, e l’ambiente non pare dei migliori.

                                1. 4

                                  Magari qualcuno potrebbe presentare la community di Gambe.ro? Io la butto lì…

                                  1. 2

                                    Con molto piacere, tanto abbiamo delle slide in giro da un bel po’. Appena riusciamo a tirare su l’istanza di Gancio per gestire gli eventi vedrai che ci sarà maggior focus su queste iniziative.

                                    1. 2

                                      Ottimo!

                                  1. 2

                                    Preparo l’esame di Introduzione all’Intelligenza Artificiale: una gigantesca carrellata dagli algoritmi di ricerca informata a SVM, passando per gli algoritmi per SAT e una spruzzata di PROLOG. Tanta roba tutta insieme, messa insieme in modo relativamente confusionario.

                                    1. 3

                                      Per una volta mi permetto di partire io: sono preso con gli ultimi due esami del corso di laurea triennale, dopodiché potrò iniziare a lavorare a tempo pieno alla tesi, che avrà a che fare con la valutazione automatica del rischio privacy di un dataset oppure, se la mia relatrice troverà un progetto adatto, su un algoritmo di explanation dei risultati di una rete neurale (niente mi vieterà di mettere insieme questi due temi, ma ci penseremo poi).

                                      1. 2

                                        Daje per gli ultimi esami! 💪🏻

                                        Chiedo per curiosità, quando dici “valutazione automatica rischio privacy” cosa intendi di preciso? Avevo lavorato un po’ su k-anonymity ma non so se sto sbagliando comparison.

                                        1. 3

                                          Effettivamente mi sono spiegato male, scusami. Il framework che sto studiando prende un insieme di dati di mobilità (una sequenza di geolocalizzazioni di individui anonimizzati) e misura la probabilità che, prendendo sottoinsiemi del dataset a vari livelli di aggregazione e anonimizzazione, si possa risalire all’identificativo dell’utente Tizio conoscendo un insieme di informazioni quali “Tizio è stato nei luoghi X e Y” oppure “Tizio ha fatto 100 km questo mese”.

                                          1. 2

                                            Figo, mi sembra anche molto contemporanea come cosa visto le covid-tracking apps 😂

                                            1. 2

                                              In realtà tutta questa movimentazione di risorse è partita con il GDPR, ma con il covid la situazione sta tornando di attualità

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                                        Non ho mai dato troppa importanza all’hostname, quando l’ho fatto generalmente all’inizio ho usato il modello del PC che stavo configurando oppure “notebook”. Poi ci ho preso gusto, e l’ultima volta che ho reinstallato Linux sul vecchio portatile l’ho chiamato the-machine, per aprire il terminale e leggere ogni volta karjudev@the-machine in assonanza con Florence & The Machine.

                                        1. 2

                                          Io avrei pensato a Rage Against The Machine

                                        1. 3

                                          Sto portando avanti il mio progetto per fare un’analisi grafica (graphical models) delle votazioni di un certo numero di atti alla camera. La parte piú penosa si sta rivelando il data retrivial visto che i dati sono penosamente buttati su una pagina a mo’ di html table senza fornire csv o json…

                                          1. 2

                                            Un progetto decisamente interessante, quando sarà pronto aspetto l’articolo qui sul sito. Lo scraping è una brutta bestia, che cosa stai usando?

                                            1. 3

                                              Il progetto è per il final di un corso di master che sto seguendo, per via del covid lo scritto non era praticabile e ci ha dato carta bianca su cosa fare, speriamo non mi sia sparato nei piedi con la mia scelta :D

                                              Per lo scraping uso un metodo che ho avuto modo di testare a fondo (senza saperlo) per il mio “progetto quarantina” su un sito altrettanto poco scraper-friendly (esselunga). Uso selenium (e beautifulsoup) e devo dire che mi trovo molto bene ed è molto intuitivo.

                                          1. 7

                                            Io mi sto divertendo a mettere a punto il sistema di intrattenimento domestico: ho comprato di recente un videoproiettore con AndroidTV e con le mie figlie la sera ci vediamo i film proiettati su uno schermo da 100” (circa 2.20m di larghezza).

                                            Su una board ARM gira PlexMediaserver (lo so, è closed source, ma è difficile trovare di meglio) e su un’altra board ARM gira TVHeadend per la visione dei tradizionali canali del digitale terrestre. Quest’ultima board è equipaggiata con un ricevitore USB DVB-T collegato all’antenna e tramite TVHeadend ho tutti i canali in streaming sulla rete domestica, quindi non solo sul proiettore ma anche su qualsiasi PC o cellulare. Sul proiettore utilizzo Kodi.

                                            Per la parte audio, visto che il mio stereo è vecchio e non ha una connessione bluetooth (mentre il proiettore si) ho risolto agevolmente con una Raspberry Pi (primo modello) che avevo di scorta, equipaggiata con una chiavetta bluetooth ed un DAC collegato allo stereo; ho configurato il tutto come bluetooth speaker seguendo una guida su GitHub e va alla grande! In pratica ho trasformato un vecchio stereo in una grande “cassa bluetooth stereo”

                                            Nel frattempo sto “corteggiando” TIM affinché mi installi la fibra a casa. Sono già venuti i tecnici due volte e ci sono sempre stati intoppi, è dai primi di marzo che ci sto dietro, spero in breve di riuscire e vedere la luce.

                                            1. 1

                                              L’esperienza di Plex purtroppo è insuperabile. Prima o poi mi deciderò ad approntare anch’io un serverino per far girare Jellyfin, che sembra l’alternativa open più promettente.

                                              1. 2

                                                Interessante, non lo conoscevo. Grazie per la segnalazione, appena ho un po’ di tempo ci provo anch’io, ho visto che ha anche l’app per AndroidTV che posso installare direttamente sul proiettore.

                                                Avevo provato Emby tempo fa ma non mi convinse.

                                                Tra l’altro sia Plex che Emby hanno la possibilità di vedere la TV live, ma su entrambi è a pagamento. Su Plex, inoltre, è inutilizzabile, l’ho provata per un mese con il periodo gratis di prova.

                                                1. 1

                                                  Se non erro Jellyfin è un fork free software di Emby, che ha una licenza un po’ più lasca.

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                                              Sto lavorando ad una piccola web app per gestire gli orari delle lezioni universitarie visto che nella mia università non esiste nulla del genere. Per fortuna le api dell’università sono ben documentate.

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                                                Stai attento al GDPR, una persona che conosco ha fatto una cosa del genere e siccome trattava i dati di orari e lezioni lato server ha ricevuto un avviso informale di interrompere il servizio. Ora la pagina elabora tutto lato client per cui non fa trattamento di dati non suoi, però ha dovuto fare uno huge rewrite.

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                                                  In che modo sono soggetti al GDPR? Non mi sembrano dati sensibili tanto che non faccio scraping ma sono OpenData.

                                                  Qui dicono espressamente che i dati sono concessi in licenza Creative Commons

                                                  https://www.unive.it/pag/13488/

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                                                    Ah allora sei fortunato. A Pisa non era possibile fare scraping del portale orari.

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                                                Sto finendo un progetto per un esame universitario e stavo pensando di derivarne un blog post con impostazione divulgativa, magari corredato da un Jupyter Notebook. Non che il problema sia particolarmente interessante o particolare (è il PageRank di cui parlavo in questa rubrica qualche settimana fa) ma semplicemente vorrei popolare un minimo il mio blog.