1. 3

    Sto portando avanti la tesi magistrale, dopo mesi su ML “classica” ora come ultimissimo step prima della stesura e della difesa sto lavorando con DL per un multi-task learning, ho problemi a capire se sto sbagliando qualcosa io oppure l’API di keras non è chiarissima.

    Praticamente online quando parlano di multi-task learning partono dallo stesso dataset (il che ha senso visto che bisogna avere qualcosa in comune per poter avere degli shared layer tra le n task che si vogliono eseguire), ma se ho pur lo stesso dataset ma con numeri di input differente uno deve sbattere la testa al muro e bona?

    1. 2

      Allora: “cronnato” non si può senti’! 😄

      Per il resto: lascia perdere docker-compose, se proprio non vuoi andare su kubernetes (che sarebbe la cosa migliore) usa docker swarm che puoi alimentare con gli stessi file.

      Per i pigri:

      docker stack init
      docker stack deploy -f docker-compose.yml nomestack
      

      so’ due righe ed hai un orchestratore che può funzionare anche su un cluster, quindi in HA.

      Che VPN usi? Io ultimamente sono passato a WireGuard, è una bomba! Non capisco a cosa ti serve il server aggiuntivo per la VPN. Con le VPN P2P come WireGuard, ZeroTier, ecc. non hai bisogno di server accessori.

      1. 3

        Per il resto: lascia perdere docker-compose

        Come mai? Io mi ci trovo bene, più che altro perchè è una buona via di mezzo tra “lanciare docker run a mano” e “scrivere 50 righe di config YAML per Kubernetes per lanciare un’applicazioncina”.

        1. 2

          Per me sono due use case diversi:

          • Kubernetes va bene per della roba in produzione, in HA e con un cluster sotto. Insomma, roba grossa e seria.
          • docker-compose per roba interdipendente (nel mio caso, deve passare tutto dalla stessa istanza di SWAG) su una macchina singola.

          Nel caso che ho descritto (tirare su una manciata di webapp, ognuna sulla sua macchina per isolare i dati), avrei dovuto creare un cluster per ogni macchina coinvolta…

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            Perché con lo stesso file di compose puoi usare Docker Swarm che in più ha l’orchestrazione, le reti overlay, l’alta affidabilità, i secret, ecc.

            Condivido comunque quanto dici: io lavoro con Docker da più di 6 anni, uso Docker Swarm sin da quando era ancora in beta collaborando attivamente con Docker e l’ho sempre trovato molto semplice ed immediato contrariamente a Kubernetes dove bisogna scrivere molto YAML.

            Tuttavia, per esigenze di mercato, altrimeti rischiavamo di essere tagliati fuori, siamo passati a Kubernetes. Supportiamo ancora Swarm per i nostri clienti, ma ormai i nuovi sviluppi li facciamo direttamente su Kubernetes.

            E devo dire che dopo l’impatto iniziale è molto più flessibile di Swarm, ha un approccio diverso, ma ormai non tornerei più indietro. Anche Docker, che ora si chiama Mirantis, ha aggiunto Kubernetes come orchestratore in parallelo a Swarm per il loro offering Enterprise.

            Gli YAML: per far partire un servizio esposto all’esterno, servono ingress, service e deployment. I primi due sono poche righe, sempre le stesse, fatto uno fatti tutti. I deployment, un po’ più roba da scrivere, ma anche lì, nulla che uno sviluppatore non sia in grado di riempire ed usare come template per gli altri deployment.

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            Per il resto: lascia perdere docker-compose, se proprio non vuoi andare su kubernetes (che sarebbe la cosa migliore) usa docker swarm che puoi alimentare con gli stessi file.

            Devo provare, ma sono abituato a docker compose e, soprattutto, non sto usando cluster ma più roba per macchina (e vorrei tenere quella divisione).

            La VPN mi serve per far parlare le due macchine “domestiche” (una sulla mia rete privata e una a casa dei miei), senza esporre nulla al mondo. Per 1€/mese mi pare ne valga la pena.

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              Io ultimamente sono passato a WireGuard, è una bomba!

              Sempre per i pigri: Streisand.

              Comunque WireGuard lo uso da un paio di anni e in termini di velocità è veramente una scheggia (anche l’iOS client).

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              Potrebbe avere dei risvolti positivi: finalmente tutti avranno una VPN.

              1. 3

                C’è già l’inganno prima della legge: VPN hub, come al solito il porno è sempre un passo avanti

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                  Beh oddio, se poi il VPN provider vende (come spesso accade) i logs siamo scemi come prima, solo con connessioni meno performanti di quello che già sono in linea di massima.

                  Poi vabbè tornando seri, mi sembra una cagata bella e buona. Chiedere agli amici UK nel caso servisse una prova recente di ciò :)

                1. 2

                  È importante precisare che il segnale Bluetooth Low Energy è molto influenzato da vari fattori di disturbo, per esempio gli ostacoli (in primis i corpi degli utenti) che si frappongono fra i due smartphone. Quindi non è realistico pensare di non avere “falsi positivi” e “falsi negativi”. La calibrazione attuale è stata fatta in condizioni realistiche (per esempio, con gli smartphone in mano al tester o in tasca dello stesso). Peraltro, la calibrazione è in continuo divenire

                  Peccato che tra tasca davanti e tasca dietro, smarphone orientato da una parte o dall’altra ci possano anche essere 10m di differenza.

                  Chissà se pubblicheranno i report sui reali positivi, falsi positivi e falsi negativi.

                  1. 2

                    Io infatti non la intendo usare principalmente per la scarsa precisione, io e te col telefono in mano ma io leggermente girato (pensiamo in metro) e sballa tutto.

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                      Stavo anche notando che, almeno da quello che ho capito, l’app genera una segnalazione se rimani vicino ad un positivo per più di 15 minuti. Ma basta uno starnuto di una persona infetta di passaggio senza mascherina e sei bello che contagiato.

                      Quindi perché aspettare 15 minuti, quando per rilevare l’RSSI basta mezzo secondo? Per ridurre il margine d’errore aumentando il numero di misurazioni?

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                        Esattamente quello che ho pensato. Non so onestamente se Apple e Google abbiano specificato il motivo (se non ricordo male si usano 3 indicatori per essere considerati infettati).

                  1. 4

                    Come se bastasse cambiare il nome di una struttura dati in un software per risolvere i problemi di razzismo nel mondo reale. Come se quel nome ed in generale le nomenclature “master/slave”, “whitelist/blacklist”, ecc. siano state scelte appositamente come dispreggiativo verso le persone di colore.

                    Oggettivamente devo comunque dire che su Git main è più appropriato di master a mio avviso, rende più l’idea di cosa rappresenti quel branch.

                    1. 5

                      Non sono state scelte appositamente, ma sono il risultato di una cultura e di un linguaggio che normalizza quelle cose. Normalizza che qualcuno comandi e l’altro obbedisca (che è solo uno dei tanti modi di concettualizzare le relazioni tra nodi di un processo distribuito, le macchine non hanno la semantica di queste cose), normalizza che “black” cattivo, “white” buono.

                      L’errore che fanno tanti che osservano questa battaglia culturale al di fuori del contesto in cui viene combattuta (fondamentalmente l’anglosfera che domina, nel bene e nel male, l’IT) è credere che questi cambi di parole siano l’obiettivo e non uno strumento, un trucco, per portare l’attenzione su certi temi, anche a costo di fare la figura dei pirla, perché quello che conta è il cambiamento sociale. Certo, ci sono un gran numero di individui che questo step se lo perdono e scambiano il mezzo per il fine. Ma c’è più profondità di così.

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                        Ma c’è più profondità di così.

                        O forse no?

                        Vi sono ragioni linguistiche per cui credo che nell’anglosfera queste questioni siano percepite con persino minore rilevanza che da noi. Tant’è che, per esempio, in questa crociata ci si scaglia anche contro blacklist e whitelist che non furono inventate negli Stati Uniti, né per ragioni razziali. Ora che GitHub ha pagato il suo pegno all’ipocrisia americana, potrà riprendere a fare come prima. Cambiare tutto perché non cambi niente.

                        Al contempo, questa riscrittura del linguaggio viene imposta a tutto il mondo, perpetuando l’egemonia culturale statunitense, imponendoci soluzioni a problemi che non abbiamo. Un po’ come con le Code of Conduct, ci viene imposto di uniformarci nei comportamenti e nelle credenze alla società statunitense. Peraltro attraverso la strumentalizzazione delle vittime di quella società.

                        Il branch autoritativo dei miei repository continuerà a chiamarsi master.

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                          Io per capire queste discussioni provo sempre a metterle in un contesto che ci appartiene. Se il branch autorativo si chiamasse “duce” perche Linus Torvalds era un fascistone, mi sentirei a posto? Personlamente lo trovo un termine fastidioso e lo cambierei per i miei progetti, per cui capisco se una persona che ha avuto antenati che hanno vissuto in schiavitu’ trovi il termine “master” offensivo.

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                            Ok per il paragone col fascio.

                            Ma chi siamo noi, comunità software, per svegliarci un mattino e dire “no ok raga basta con questi nomi offensivi’, la comunità software ha sicuramente una componente di quelle che negli stati uniti sono minorità (github è americana, per quello rimango da loro per il discorso seguente) e anche loro lo hanno visto/approvato/utilizzato. Voglio capire il ragionamento, preso da un CEO “privilegiato” di una società col market cap più grande al mondo.

                            Sto leggendo di tanti SW programmers di colore che anche loro rilevano l’inutilità di questo cambio di denominazione. Viene anche visto come un motivo per spostare il focus dai veri problemi, il che onestamente sta funzionando come previsto visto che siamo tutti qui a discuterne, me incluso.

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                              lo cambierei per i miei progetti

                              Ed in questo, mi troveresti d’accordo. Per i miei progetti.

                              MA non mi sognerei di imporre a tutto il mondo la mia sensibilità.

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                              Tant’è che, per esempio, in questa crociata ci si scaglia anche contro blacklist e whitelist che non furono inventate negli Stati Uniti, né per ragioni razziali.

                              Dove sono state inventate le parole, in questo discorso non conta granché.

                              Ora che GitHub ha pagato il suo pegno all’ipocrisia americana, potrà riprendere a fare come prima. Cambiare tutto perché non cambi niente.

                              Che non è quello che sta succedendo, si stanno prendendo un sacco di critiche.

                              Al contempo, questa riscrittura del linguaggio viene imposta a tutto il mondo, perpetuando l’egemonia culturale statunitense, imponendoci soluzioni a problemi che non abbiamo. Un po’ come con le Code of Conduct, ci viene imposto di uniformarci nei comportamenti e nelle credenze alla società statunitense. Peraltro attraverso la strumentalizzazione delle vittime di quella società.

                              Questo non è un problema di chi si batte per un linguaggio più inclusivo. Loro fanno gli interessi di persone che non siamo noi. Il fatto che il soft power americano si proietti in tutto l’IT occidentale e condizioni spazi sociali non direttamente americani non è qualcosa di cui questi attivisti si dovrebbero preoccupare. é qualcosa di cui noi dovremmo preoccuparci, sviluppando un linguaggio inclusivo e pratiche inclusive che rispecchino i valori e i modi italiani. Cosa che non è mai stata fatta, tanto che l’ambiente italiano è apertamente ostile, tossico e dogmatico per tutti quanti. L’inclusione delle persone di colore è ad anni luce. In questo vuoto siderale è normale che si infili l’unica alternativa disponibile, che è quella del discorso americano.

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                                In questo vuoto siderale è normale che si infili l’unica alternativa disponibile, che è quella del discorso americano.

                                E’ proprio qui che risiede, per quanto mi riguarda, l’idiozia di tutta la situazione, la mancanza di contesto. Negli stati uniti non si parla di bianchi vs neri, ma di episodi di brutalità delle forze dell’ordine dove lo sfondo razziale comunque non dovrebbe venire meno. Tutto questo da noi cosa c’entra? Niente, per fortuna.

                                E bisogna secondo me vedere le cose nel complesso, non nel soft power americano che si proietta sull’IT. Siamo tutti dipendenti nel bene e nel male dagli stati uniti per svariati motivi, uno dei più fondanti è la nostra dipendenza dal Dollaro $, ciò però non vuol dire sia una buona idea sviluppare una moneta inclusiva che rispecchi i valori e i modi italiani.

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                                  Tutto questo da noi cosa c’entra? Niente.

                                  La polizia è violenta e discriminatoria in Italia. Semplicemente è meno armata e meno protetta che in America, ma il seme della questione c’è. Non necessariamente dovrebbe avere le stesse soluzioni e men che meno la stessa analisi, ma dire che il problema non ci riguarda non è vero. A prescindere da questo, l’inclusività non è solamente mirata a non far ammazzare la gente dalla polizia. Serve a non escludere persone dai propri ambienti. Sollevare il problema della violenza di stato si accompagna ma non è l’unico obiettivo e le persone di colore non sono le uniche escluse.

                                  E bisogna secondo me vedere le cose nel complesso, non nel soft power americano che si proietta sull’IT. Siamo tutti dipendenti nel bene e nel male dagli stati uniti per svariati motivi, uno dei più fondanti è la nostra dipendenza dal Dollaro $.

                                  Chiaro, e questi elementi vanno presi in considerazione quando si contestualizzano dibattiti del genere, ma al tempo stesso ognuno cerca di agire nel limite delle proprie possibilità e su obiettivi più a breve termine. L’indipnedenza europea o italiana dagli USA non è al momento qualcosa alla portata di noi come creatori di software.

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                                    ognuno cerca di agire nel limite delle proprie possibilità e su obiettivi più a breve termine

                                    Non sono in disaccordo, voglio però sottolineare come l’approccio “ognuno fa quello che può” non possa giustificare il cambiare il nome di un cioccolatino svizzero o di come git abbia denominato, e di conseguenza tutto il mondo abbia approvato/insegnato/imparato, il branch principale a chiamarlo master.

                                    Non mi sembra che allora tutto il mondo software come obiettivi a breve termini rinomini certe cose, poi la sfera degli hotel cambi il nome alle stanze (master bedroom), poi le università non potranno più avere Masters, etc. etc.

                                    So che sto semplificando con le nomenclature, però secondo me, ripeto, deve essere (come tra l’altro hai detto te) qualcosa di piú profondo e di conseguenza andrebbero affrontati prima top-bottom e non bottom-up.

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                                      DI nuovo, il punto di queste azioni non è risolvere problemi direttamente. Sono strumentali a far emergere i problemi che ci sono, far partire le discussioni, attirare l’attenzione. Nessuno, o quasi, crede che in sé e per sé questi siano piccoli mattoncini della soluzione o che contribuiscano direttamente.

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                                        Ma allora è marketing

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                                          Propaganda.

                                          Il problema che spesso sfugge a chi diffonde la propaganda è che non è veramente interesse di chi la crea risolvere i problemi che evidenzia, perché risolverli significherebbe perdere visibilità.

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                                            che è un’accusa qualunquista campata per aria se si parla di movimenti di migliaia di organizzazioni diverse, utile solo a rinforzare la tua visione preconcetta dell’attivismo in quanto tale. Non che questa cosa non esista, l’autoreferenzialità è un problema serio, ma scartare uno sforzo collettivo di milioni di persone in tutto il mondo sulla base di una manciata di organizzazioni disfunzionali è essere in mala fede.

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                                              Non sto parlando degli attivisti in generale o di tutte le associazioni.

                                              Sto parlando di questa propaganda e della leadership di BLM.

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                                                BLM con queste cose non c’entra niente. Quella per rinominare master e blacklist è una cosa che va avanti da almeno un decennio e in ambienti in cui BLM è totalmente irrilevante.

                                                Inoltre la “leadership” di BLM non esiste più. BLM come organizzazione vera e propria è microscopica. Ormai il termine è stato appropriato da azioni e proteste di centinaia di gruppi diversi in tutto il mondo. Si potrebbe anche argomentare che BLM come organizzazione sia piuttosto irrilevante nello sviluppo attuale delle proteste e delle azioni.

                                                Quindi non vedo cosa c’entri. Sopratutto visto che non è stata tirata in ballo prima e hai fatto affermazioni che sembrano includere tutti e nessuno.

                                                1. 2

                                                  Perché GitHub oggi si preoccupa del nome predefinito dei branch predefiniti sui suoi repository? Perché oggi?

                                                  BLM con queste cose non c’entra niente.

                                                  Come tu stesso sottolinei, BLM è una delle organizzazioni che sta traendo maggiore vantaggio dall’omicidio di Floyd.

                                                  Quindi non vedo cosa c’entri. Sopratutto visto che non è stata tirata in ballo prima e hai fatto affermazioni che sembrano includere tutti e nessuno.

                                                  Mentre non siamo effettivamente d’accordo su alcune cose, credo che su questo ci sia semplicemente un errore di protocollo: tu sostenevi che queste azioni hanno una finalità “propagandistica”, per portare l’attenzione pubblica su altri problemi; io facevo notare che di solito, la leadership dietro a queste campagne non ha interesse a risolverli, quei problemi; a quel punto mi hai accusato di voler “rinforzare la mia visione preconcetta dell’attivismo”, generalizzando quanto avevo affermato; da cui ti ho fatto due esempi concreti, questa campagna e BLM.

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                                                    Perché GitHub oggi si preoccupa del nome predefinito dei branch predefiniti sui suoi repository? Perché oggi?

                                                    Perché stanno ricevendo pressioni politiche che prima erano molto più deboli.

                                                    Come tu stesso sottolinei, BLM è una delle organizzazioni che sta traendo maggiore vantaggio dall’omicidio di Floyd.

                                                    Ma che logica è? Mica l’hanno ammazzato loro. Un’organizzazione diventa disfunzionale nel caso in cui, ad esempio, i suoi stessi membri andassero in giro ad ammazzare persone di colore in maniera sistematica.

                                                    la leadership dietro a queste campagne non ha interesse a risolverli

                                                    Perché pensi che ci sia leadership? Cioè tu ti immagini un’organizzazione centrale con un mega direttore nerissimo che dice: “per i prossimi 6 mesi, si rompe le palle agli sviluppatori. Andate, miei prodi!”? La maggior parte di questi movimenti non ha leadership.

                                                    1. 2

                                                      Ma che logica è? Mica l’hanno ammazzato loro.

                                                      Giuro che non capisco come quanto ho scritto abbia prodotto nella tua mente questa considerazione.

                                                      Sto dicendo che BLM sta sfruttando la tragedia di Floyd per ottenere adepti e visibilità.
                                                      E parallelamente, osservo che questa campagna di promozione del “newspeak” politically correct è pretestuosa, volta ancora una volta a massimizzare l’esposizione e l’influenza di alcune organizzazioni e personalità.

                                                      Personalità che hanno molto da perdere dal dialogo costruttivo e molto dal guadagnare dal conflitto.

                                                      E tutto questo, poi, si ripercuote sul resto del mondo, che ha interiorizzato la cultura degli oppressori statunitensi così profondamente da essere persino più recettivi rispetto a quelle campagne dei bianchi negli USA.

                                                      Bianchi a cui la distruzione della memoria delle ingiustizie espressa nel linguaggio fa comodo.

                                                      Perché pensi che ci sia leadership? Cioè tu ti immagini un’organizzazione centrale…

                                                      Confondi la leadership con una organizzazione gerarchico-patriarcale analoga ad una azienda statunitense.

                                                      La leadership di una organizzazione radicata può essere distribuita.
                                                      La ’Ndrangheta ne è un esempio in Italia.

                                          2. 2

                                            la comunicazione è importante anche in politica. La destra usa strategie estremamente complesse e indirette per promuovere le proprie posizioni reazionarie e normalizzarle. Non vedo perché i progressisti dovrebbero essere da meno. Andare alla gente a fare lunghe argomentazioni sul perché e il per come e sull’importanza di tanti temi politici è un esercizio sterile: le persone non hanno il tempo e l’energia per ascoltare, non hanno spesso gli strumenti critici per capire e sono abituate ad una comunicazione dove le regole le detta, anche e sopratutto, il marketing tradizionale o digitale. Questo elemento di psicopotere è fondamentale e ignorarlo vuol dire condannarsi all’irrilevanza dei micro partiti marxisti-leninisti che si fanno le seghe in cerchio in uno sgabuzzino su quanto è bello il loro 0.1% alle ultime elezioni.

                                            Se non si possono dettare o rompere le regole su come arrivare alle persone, bisogna giocare con le regole vigenti.

                                            1. 2

                                              Ma quelle regole sono regole di dominio.

                                              Giocare con quelle regole sperando di liberare qualcuno è pura fantasia.

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                                                Giocare con quelle regole sperando di liberare qualcuno è pura fantasia.

                                                L’alternativa è essere irrilevanti, come tendono ad esserlo la quasi totalità delle organizzazioni che si curano solo del contenuto e non della forma e del mezzo.

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                                                  Gandhi non giocava con le regole del suo oppressore.
                                                  Eppure non è stato irrilevante.

                                                  Credere di poter usare le armi del nemico meglio di lui è molto ingenuo: significa farsi assimilare, diventando ingranaggi del sistema oppressivo che si dichiara di voler scardinare.

                                                2. 1

                                                  Si può comunicare a più livelli.

                                                  Se vuoi vederla con una metafora in un certo modo anche i libri di filosofia hanno una copertina e fanno uso di marketing per vendersi. Alcuni leggeranno solo l’intervista all’autore sul giornale di turno, chi vuole approfondirà.

                                    2. 2

                                      l’ambiente italiano è apertamente ostile, tossico e dogmatico per tutti quanti.
                                      L’inclusione delle persone di colore è ad anni luce.

                                      Questa è una balla così colossale che chiunque viva in Italia non ha bisogno che io ti smentisca.
                                      Certamente abbiamo razzisti anche in Italia, ma non sono distribuiti uniformemente sul territorio… ed in particolare nell’IT, da noi NON è prevalente e non lo è mai stato.

                                      La ragione è semplice: millenni di saccheggi, guerre e contaminazioni da nord come dal mediteranneo.

                                      non è qualcosa di cui questi attivisti si dovrebbero preoccupare. é qualcosa di cui noi dovremmo preoccuparci

                                      Su questo siamo d’accordo.
                                      NOI dovremmo preoccuparci di resistere all’omologazione statunitense!

                                      Invece ci adagiamo a pensare di avere i loro problemi

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                                        Questa è una balla così colossale che chiunque viva in Italia non ha bisogno che io ti smentisca. Certamente abbiamo razzisti anche in Italia, ma non sono distribuiti uniformemente… ed in particolare nell’IT, da noi NON è prevalente e non lo è mai stato.

                                        Hai presente quella che dice: “Se non sai chi è l’idiota del gruppo, probabilmente l’idiota sei tu?” Si può applicare anche a tante altre caratteristiche, tipo l’essere razzista.

                                        In ogni caso non parlavo necessariamente di razzismo. Il settore è imbevuto di machismo dalla testa ai piedi come lo era quello Americano fino a 10-15 anni fa, che danneggia uomini, donne e persone di culture diverse.

                                        NOI dovremmo preoccuparci di resistere all’omologazione statunitense!

                                        Sì, però se l’obiettivo degli Americani è essere meno stronzi verso il prossimo, la nostra resistenza non può essere: “rimaniamo stronzi, così gliela facciamo vedere a questi americani”. Ed è quello il risultato se questa resistenza non si materializza in cambiamenti e proposte concrete, con un dibattito nativo sugli stessi temi, Rifiutare tutto il pacchetto come se la discriminazione e l’inclusività fossero concetti prettamente americani non è resistere, è chiudere gli occhi verso i propri problemi per sentirsi meglio dei “barbari”

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                                          Il settore è imbevuto di machismo dalla testa ai piedi come lo era quello Americano fino a 10-15 anni fa

                                          Questo è semplicemente falso.
                                          Sarà vero in alcune aziende o in alcune città, ma è falso nella stragrande maggioranza delle aziende e delle città italiane. Che non sono solo Milano. ;-)

                                          con un dibattito nativo sugli stessi temi

                                          Perché “sugli stessi temi”?

                                          Tu presupponi che “rimaniamo stronzi” sia l’unico modo di resistere perché hai già accettato ed interiorizzato l’idea che ogni sviluppatore italiano sia come l’“Americano fino a 10-15 anni fa”. E’ la narrazione prevalente, ma è falsa. E dovrebbe essere chiaro il perché: migliaia di anni di storia precedente.

                                          La tua affermazione è vera solo in quei contesti che hanno accolto ed accettato la narrazione e la cultura statunitense. Come hai, consapevolmente o meno, fatto tu.

                                          Hai lavorato in Piemonte? Hai lavorato in Sicilia? Hai lavorato in Emilia? In Calabria?
                                          Pensi davvero che ci siano gli stessi problemi a Palermo e a Minneapolis? Gli stessi oppressi? Gli stessi oppressori?

                                    3. [Commento rimosso dall'autore]

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                                        Dipende.

                                        Che una comunità scelga un proprio codice di condotta è assolutamente legittimo.

                                        Ma le Code of Conduct, nelle comunità di sviluppo più articolate e con una leadership forte sono uno strumento nelle mani di tale leadership. Impongono un comportamento aziendale a volontari. Impongono strutture di controllo gerarchiche. E tendenzialmente marginalizzano coloro che scelgono di non conformarsi.

                                        Ed a ben guardare, sono state diffuse, di nuovo, per rispondere a problemi tipici della società IT statunitense, come il sessismo nelle sue varie espressioni.

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                                          E tendenzialmente marginalizzano coloro che scelgono di non conformarsi.

                                          Quello non è dovuto al code of conduct. Il concetto stesso di comunità necessita di qualcuno che stia dentro e qualcuno che stia fuori. Altrimenti non è una comunità.

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                                            Il concetto stesso di comunità necessita di qualcuno che stia dentro e qualcuno che stia fuori.

                                            Il concetto stesso di comunità necessita di qualcuno che stia dentro e qualcuno che stia fuori.

                                            Ti sbagli, il concetto di comunità non presuppone affatto conformismo.

                                            Presuppone l’esistenza di un bene in comune, usato in modo responsabile dai membri della comunità e protetto, attraverso leggi, regolamenti o convenzioni, dalla sottrazione/distruzione/abuso dei singoli e delle terze parti.

                                            Il fatto che i membri della comunità siano simili o variegati non definisce la comunità. Solitamente la varietà di esperienze e prospettive garantisce resilienza e stabilità alla comunità (purché ci sia consapevolezza del valore di queste differenze in tutti i membri). Il conformismo invece rende la comunità più facile da scalare per chi ne adotta le convenzioni senza condividerne le convinzioni.

                                            La definizione di una comunità deriva dalle regole di condivisione del bene in comune, non da quelle di comportamento reciproco.

                                            Regole che possono comunque essere legittime e persino utili se ideate e scelte dalla comunità stessa per affrontare i propri problemi relazionali, non quelli di una azienda statunitense con manager razzisti che molestano le colleghe.

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                                    Oggettivamente devo comunque dire che su Git main è più appropriato di master a mio avviso, rende più l’idea di cosa rappresenti quel branch.

                                    Può anche essere, ma onestamente sembra una presa per il culo in questo momento. Devono tutti salire sul carro per poter dire “eh no aspetta caro mio, io ho postato un’immagine nera e ho cambiato il colore del logo dell’azienda per quasi 7 giorni. Nonono per carità mica è finita lí, ho anche cambiato il branch name, mica male eh? Sono stato bravo?

                                    Poi boh, onestamente non so nemmeno cosa dire d’altro. Esco a farmi un aperitivo e prendo il mio solito, ah no niente.

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                                      Può anche essere, ma onestamente sembra una presa per il culo in questo momento

                                      Era quello che ho espresso nella prima parte del mio intervento.

                                    2. 1

                                      Oggettivamente devo comunque dire che su Git main è più appropriato di master a mio avviso, rende più l’idea di cosa rappresenti quel branch.

                                      Vero ma master e slave sono un concetto di strutturazione che viene applicato in diversi modi e ambiti. Mi vengono in mente i flip flop con archittettura master e slave per esempio.

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                                        Vero ma master e slave sono un concetto di strutturazione che viene applicato in diversi modi e ambiti

                                        Io mi riferivo al solo ramo master su Git che non ha un corrispettivo slave, quindi è più appropriato main.

                                        In altri contesti rimane ovviamente la nomenclatura master/slave

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                                      Cosa ne pensate? LinkedIn aiuta davvero a trovare lavoro?

                                      1. 3

                                        Per quanto mi riguarda è inutile, il 50% delle offerte vengono da recruiter bot che spammano a valanga. Il rimanente 50% proviene da aziende che non mi interessano o con ruoli che non interessano.

                                        Io mi sono sempre rivolto alle singole aziende che già mi interessavano per svariati motivi. Penso che il processo di hiring sia sicuramente da rivedere, LinkedIn di certo non aiuta. (YMMV, ovviamente)

                                        1. 3

                                          Io ho attivato l’account solo da poco, mi è servito per mettermi in contatto con amici e colleghi, di lavoro ed università, che non vedevo e sentivo da più di 20 anni e di cui non avevo i riferimenti, quindi almeno per me uno scopo ‘sociale’ l’ha avuto (non uso Facebook).

                                          Per quanto riguarda il lavoro, ho ricevuto finora solo una richiesta interessante, ruolo di CTO a diretto riporto dell’amministratore delegato di una azienda del nord Italia. Ho fatto anche un colloquio telefonico, erano molto interessati al mio CV e mi avrebbero preso ma affrontare un trasferimento di regione al momento non era fattibile, quindi ho dovuto declinare.

                                          Lo uso in maniera molto “smart”, ogni tanto lo apro (anche a distanza di una decina di giorni), butto un’occhiata per vedere le stronzate che scrivono i miei colleghi, cancello le notifiche e chiudo.

                                          Mi da’ molto fastidio il tam-tam che c’è intorno alle certificazioni, inutili pezzi di carta che ormai ti tirano dietro semplicemente compilando un quiz on-line. E quindi via, tutti a sfoggiare le proprie certificazioni ottenute senza sforzo da fantomatiche agenzie intermediarie o dalle aziende che lo fanno ad unico scopo di diffondere le loro tecnologie sul mercato.

                                          Ed i clienti ci cascano, illudendosi che certificazione==competenza richiedono sempre più certificazioni nelle gare, cosa che induce le aziende fornitrici ad ottenere sempre più certificazioni. In pratica un ecosistema economico fittizio che si autosostiene dove chi vince sono le aziende di training e quelle che emettono le certificazioni e chi perde è la qualità.

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                                            Forse non di qualita` (almeno in Italia) ma si, personalmente mi ha aiutato a fare colloqui/trovare lavoro.

                                            Probabilmente non serve molto ad un senior che è già affermato nel suo settore e ha un vero network di conoscenze, ma ad un junior che parte da 0 (o quasi) può essere utile.

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                                              Io un lavoro decente ce l’ho trovato, ma la qualità è bassa e di sicuro non vale la pena per tutto lo spam che ti arriva. Quei 10-20 click e email da cancellare a settimana da vari recruiter probabilmente se sommati mi avranno preso un ammontare di tempo più che sufficiente per trovarmi un nuovo lavoro quando ne avrò bisogno.

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                                              da cittadina preoccupata mi sembra doveroso chiedere perché le istituzioni italiane hanno preferito sistemi privati e proprietari fuori dal loro controllo

                                              Questo discorso penso sia più corretto vederlo generalizzato e non solo sull’ultimo trending topic che spunta fuori, che puntualmente scordiamo dopo n giorni.

                                              Poi vabbè parliamo di conferencing software (che comunque ha senso parlarne, ma allora anche di IM, OS mobile e non, social net. etc…) quando una buona parte del paese ha ancora connessioni da terzo mondo, guardiamo il dito che indica la luna a volte.

                                              1. 3

                                                Questo discorso penso sia più corretto vederlo generalizzato e non solo sull’ultimo trending topic che spunta fuori, che puntualmente scordiamo dopo n giorni.

                                                Correttissimo, io da informatico sono almeno 20 anni che ci penso e che mi incazzo, se non di più, ma al cittadino medio questa cosa sta arrivando solo ora con il tam-tam della scuola a distanza. E neanche a tutti, sono ancora tante le persone che neanche sanno cos’è il software libero.

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                                                  sono ancora tante le persone che neanche sanno cos’è il software libero

                                                  Completamente d’accordo, spero si inizi prima o poi a proporlo il prima possibile (non solo in termini di tempistiche ma anche dal punto di vista di “età” scolastica) nelle scuole.

                                                  Così prima o poi, forse, la smetteremo di vedere macchine Windows nei comuni, che mi fa gelare il sangue ogni volta :D

                                              1. 5

                                                Purtroppo, se non verrà garantito un test diagnostico entro 24 ore dalla ricezione della notifica di contatto con un infetto, i contatti che riceveranno la notifica NON avranno ragione (e modo) di informare gli altri propri contatti del pericolo.

                                                Questa mi sembra una considerazione interessante, del quale ovviamente pochi parlano. Basta guardare stamattina sul Corriere “giá 500k installazioni1111!!!”…

                                                1. 2

                                                  si tratta comunque di bypassare un ordine di blocco della Guardia di Finanza, e quindi non ve lo consigliamo.

                                                  giacomino_meme_ci_stiamo_cagando_sotto.jpg

                                                  Comunque è ancora così? Perchè con DNS Google 8.8.8.8 riesco senza problemi a raggiungerlo.

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                                                    Per ora è solo il frontend, prepariamoci ad una settimana di espertoni sulla review di source code tra giornali, tv etc…

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                                                      Ma ci si aspetta che rilascino il backend?

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                                                        Non ne ho idea, però della UI onestamente frega poco, personalmente.

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                                                          Concordo - o meglio, avere il codice dell’app dà una sicurezza in più sul fatto che non facciano cose strane. Personalmente lo vedo un po’ difficile che rilascino il backend, ma non sono informato sulle loro intenzioni.

                                                          1. 2

                                                            credo che non ci sia un vero e proprio backend, se c’è fa solo da middleware per andare sulle API Apple/Google di contact tracing. Ho fatto parte del famoso team NoiApp per un po’ di tempo ed il backend faceva poco o nulla.

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                                                              Si in effetti usando l’architettura Apple/Google per il tracking non serve a molto. Sarebbe servito se il modello fosse in-house, stile UK per dire.

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                                                      Per una volta mi permetto di partire io: sono preso con gli ultimi due esami del corso di laurea triennale, dopodiché potrò iniziare a lavorare a tempo pieno alla tesi, che avrà a che fare con la valutazione automatica del rischio privacy di un dataset oppure, se la mia relatrice troverà un progetto adatto, su un algoritmo di explanation dei risultati di una rete neurale (niente mi vieterà di mettere insieme questi due temi, ma ci penseremo poi).

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                                                        Daje per gli ultimi esami! 💪🏻

                                                        Chiedo per curiosità, quando dici “valutazione automatica rischio privacy” cosa intendi di preciso? Avevo lavorato un po’ su k-anonymity ma non so se sto sbagliando comparison.

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                                                          Effettivamente mi sono spiegato male, scusami. Il framework che sto studiando prende un insieme di dati di mobilità (una sequenza di geolocalizzazioni di individui anonimizzati) e misura la probabilità che, prendendo sottoinsiemi del dataset a vari livelli di aggregazione e anonimizzazione, si possa risalire all’identificativo dell’utente Tizio conoscendo un insieme di informazioni quali “Tizio è stato nei luoghi X e Y” oppure “Tizio ha fatto 100 km questo mese”.

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                                                            Figo, mi sembra anche molto contemporanea come cosa visto le covid-tracking apps 😂

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                                                              In realtà tutta questa movimentazione di risorse è partita con il GDPR, ma con il covid la situazione sta tornando di attualità

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                                                        Sto portando avanti il mio progetto per fare un’analisi grafica (graphical models) delle votazioni di un certo numero di atti alla camera. La parte piú penosa si sta rivelando il data retrivial visto che i dati sono penosamente buttati su una pagina a mo’ di html table senza fornire csv o json…

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                                                          Un progetto decisamente interessante, quando sarà pronto aspetto l’articolo qui sul sito. Lo scraping è una brutta bestia, che cosa stai usando?

                                                          1. 3

                                                            Il progetto è per il final di un corso di master che sto seguendo, per via del covid lo scritto non era praticabile e ci ha dato carta bianca su cosa fare, speriamo non mi sia sparato nei piedi con la mia scelta :D

                                                            Per lo scraping uso un metodo che ho avuto modo di testare a fondo (senza saperlo) per il mio “progetto quarantina” su un sito altrettanto poco scraper-friendly (esselunga). Uso selenium (e beautifulsoup) e devo dire che mi trovo molto bene ed è molto intuitivo.

                                                        1. 2

                                                          Suggerirei di aggiungere (2015) al titolo, per chiarezza.

                                                          Naturalmente TUTTO ciò che l’articolo riporta è corretto ancora oggi.
                                                          Triste che tanti, TANTI informatici non abbiano voluto vedere per anni.

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                                                            Purtroppo non posso più cambiare il titolo :(

                                                            1. 1

                                                              fixato, un po’ in ritardo

                                                            2. 1

                                                              Naturalmente TUTTO ciò che l’articolo riporta è corretto ancora oggi.

                                                              Yep, l’unica che non mi convince appieno é “Bitcoin is not a fiat currency”. Mi sembra piú simile all’oro (commodity) che ad una currency, peró magari mi sbaglio.

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                                                              “Bitcoin can scale to world size” questa penso sia la cosa piú corretta/preoccupante (corretta nel senso di mito da sfatare).

                                                              Molti “tecnici” non hanno ancora capito (spero in buona fede) che Bitcoin non potrá mai funzionare al livello di scalabilitá dei tradizionali circuiti di adesso (VISA, Mastercard, etc…), se a qualcuno interessa aggiungo alla fine del commento un paio di numeri per contestualizzare.

                                                              Poi vabbé, spero sia noto ormai che Bitcoin non é anonimo ma pseudoanonimo con le transazioni che non sono criptate!

                                                              Throughput

                                                              • Bitcoin: ∼10 tx/s
                                                              • Ethereum: 10s tx/s
                                                              • VISA: 1000s tx/s
                                                              • Newer academic ledgers: 1000s tx/s

                                                              Latency

                                                              • Bitcoin: 10-60 min (1-6 blocks)
                                                              • Ethereum: < 5 min
                                                              • VISA: < 10 s
                                                              • Newer academic ledgers: < 10 s
                                                              1. 3

                                                                Per un corso universitario sto imparando a scrivere un pochino di assembly mips. Può sembrare confusionario all’inizio ma se lo si scrive seguendo alcune convenzioni le cose inizano a girare.

                                                                Per la prima volta dopo un bel po’ mi sono emozionato vedendo un “Hello World” e un programma che calcolava l’n-esimo numero di fibonacci ricorsivamente.

                                                                1. 2

                                                                  Bello! L’ho studiato l’anno scorso, mi piace un sacco la filosofia che sta dietro il linguaggio MIPS, poche e semplici istruzioni di base (ottimizzate al massimo nell’implementazione) con cui costruire tutto il resto.

                                                                  1. 2

                                                                    Anche io avevo lavorato con MIPS per un progetto di un corso in triennale! La cosa piú complicata era stata la documentazione del codice 😂

                                                                  1. 2

                                                                    Sidewalk Labs era una porcheria bella grossa. Sono contento che sia andata a ramengo.

                                                                    1. 1

                                                                      Tutte ste balle sulle “smart city” sono una porcata.

                                                                      In Italia, per fortuna, come spesso accade, sono solo una farsa.

                                                                      A Milano, per fortuna, in un certo senso, abbiamo cartelli scritti a mano su pezzi di cartone, protetti da una cartelletta di plastica e legati alla buona a un albero con scritto “Lunedì mercato”. E cianciano lo stesso di “smart city”.

                                                                      1. 3

                                                                        Perché siete arretrati. Qua a Paullo abbiamo già la smart land. Che consisteva, fondamentalmente, in una sagra di paese con gli impiegati del comune che ti aiutavano a fare lo SPID mentre mangiavi un panino con la salamella, però suona molto meglio.

                                                                        1. [Commento rimosso dall'autore]

                                                                        2. 2

                                                                          Il fatto che non ci sia niente non vuol dire che non ci si siano stati spesi soldi sopra. Mi ricordo che ero ancora in università quando il comune di Milano già organizzava bandi in merito.

                                                                          1. 1

                                                                            Varrebbe la pena di provare a scoprirlo, in effetti…

                                                                      1. 2

                                                                        Ormai tutti si sono dimenticati delle app di tracciamento, non uscirà mai

                                                                        1. 1

                                                                          😂potrebbe! Ho visto però che in UK mi sembra stian facendo le cose in maniera davvero transparent, speravo ma forse ero troppo ottimista :D

                                                                        1. 2

                                                                          Il mio parere si fonda interamente sulle sue conoscenze ingegneristiche e sui prodotti o progetti delle sue aziende.

                                                                          Per quanto mi riguarda può chiamare i suoi figli come gli pare a lui, onestamente non sono uno di quelli che si legge le riviste di gossip e va dal parrucchiere a sparlare dei “vip” but to each his own I guess :)

                                                                          Aggiungo che per chi é interessato tra stasera e domani esce un nuovo podcast con Joe Rogan, cosí nel caso fumasse ancora erba mi preparo a postare io l’articolo “Oh no he did it again, can we sue him?”

                                                                          1. 2

                                                                            il problema secondo me è che costoro – lui e Zuck, ad esempio – vengono indicati dai media, e non solo dai “media da salone di bellezza”, come esempi da seguire tout court.

                                                                            1. 3

                                                                              Forse una volta, a mio avviso.

                                                                              Zuck non penso nessuna testata seria penda piú dalle sue labbra dopo cambridge analytica. Per quanto riguarda Elon dipende da cosa dice (non che sia giusto cosí eh).

                                                                              Peró come giustamente hai sottolineato, ci sono fin troppi media da salone di bellezza, che fanno clickbait a manetta…

                                                                              1. 1

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                                                                                1. 1

                                                                                  “piacere” magari no.

                                                                                  Ma qualunque cosa dica, secondo me un giornale serio dovrebbe ricordare ai propri lettori che è un mentitore seriale.

                                                                                  Per me qualunque cosa di meno vuol dire stare dalla sua parte.

                                                                            1. 5

                                                                              Prima cosa: la Silicon Valley assomiglia un po’ alla periferia nord di Milano.

                                                                              Io assomiglio un po’ a Brad Pitt.

                                                                              1. 1

                                                                                Se assimigli un po’ a Brad Pitt devi andare a Hollywood, non nella Silicon Valley!

                                                                                1. 2

                                                                                  OMW!

                                                                              1. 3

                                                                                Io parlo di università visto che ancora la sto frequentando. Per chi come me fa il pendolare è un pacchia assurda, lezione 8.30am?

                                                                                Ora mi alzo dal letto alle 8.20am e faccio colazione mentre sono a lezione. Il grande “contro” che ho trovato è l’attenzione, è davvero duro non essere distratti da email o navigare o lavorare a side-projects mentre la lezione va avanti, è un po’ complesso stare attenti per ore stando sempre fermi e seduti ad una scrivania.

                                                                                Fortunatamente mio padre ha portato a casa dall’ufficio 2 sedie di quelle che costano una roba ignobile, sennò sarei mezzo distrutto :D

                                                                                1. 3

                                                                                  Fortunatamente mio padre ha portato a casa dall’ufficio 2 sedie di quelle che costano una roba ignobile, sennò sarei mezzo distrutto :D

                                                                                  Non so dove studi tu ma nelle aulee e aulee studio dove andavo le sedie sono una cosa che a parte l’ultimo, anno a causa di donazione, erano una cosa terribile. Tanto che se avevo mal di schiena preferivo andare casa a studiare.

                                                                                  1. 3

                                                                                    Ti capisco 😂, a dir la verità son più comodo sul treno!